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Leon Panetta: “Trump sbaglia sui dazi. Così spara nei piedi dell’America e perde credibilità”

(reuters)

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L’ex capo del Pentagono e della Cia: “Le guerre commerciali non sono una cura magica, servono negoziare. Se il leader non lo farà, danneggerà il Paese e gli alleati”
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NEW YORK – «Con i dazi di Trump gli Stati Uniti si sparano nei piedi». Leon Panetta, già direttore del Bilancio alla Casa Bianca, capo di gabinetto del presidente, segretario del Pentagono e direttore della Cia, abbandona il linguaggio della politica per essere più diretto possibile: «Gli americani pagheranno un prezzo enorme per questo errore». Quindi avverte: «I dazi avranno un impatto molto duro per l’Italia, ma vi consiglio di aspettare a reagire, sperando che Trump rinsavisca e negozi».

Agli Usa conviene una guerra commerciale contro gli alleati?

«I dazi nel primo mandato di Trump non hanno funzionato. Non solo hanno aumentato il deficit commerciale, ma hanno ridotto la produttività. Stavolta fa pure peggio. Promette cambiamenti che non avverranno, giocando d’azzardo con l’economia Usa. Danneggerà i rapporti col mondo, scatenerà guerre commerciali e aumenterà il costo della vita nel nostro Paese. L’inflazione tornerà a crescere e le famiglie non potranno più permettersi ciò che v…

NEW YORK – «Con i dazi di Trump gli Stati Uniti si sparano nei piedi». Leon Panetta, già direttore del Bilancio alla Casa Bianca, capo di gabinetto del presidente, segretario del Pentagono e direttore della Cia, abbandona il linguaggio della politica per essere più diretto possibile: «Gli americani pagheranno un prezzo enorme per questo errore». Quindi avverte: «I dazi avranno un impatto molto duro per l’Italia, ma vi consiglio di aspettare a reagire, sperando che Trump rinsavisca e negozi».

Agli Usa conviene una guerra commerciale contro gli alleati?

«I dazi nel primo mandato di Trump non hanno funzionato. Non solo hanno aumentato il deficit commerciale, ma hanno ridotto la produttività. Stavolta fa pure peggio. Promette cambiamenti che non avverranno, giocando d’azzardo con l’economia Usa. Danneggerà i rapporti col mondo, scatenerà guerre commerciali e aumenterà il costo della vita nel nostro Paese. L’inflazione tornerà a crescere e le famiglie non potranno più permettersi ciò che vogliono».

Perché lo fa?

«È convinto che più dazi verranno imposti, meglio sarà per l’economia Usa. Pensa di vivere nel mondo di William McKinley, il presidente dell’Ottocento a cui si ispira. Ma il mondo di oggi è globale, con i Paesi collegati tra loro dal punto di vista finanziario, della sicurezza e delle comunicazioni. La chiave per il successo oggi è essere competitivi, non isolazionisti».

Chi pagherà il prezzo più alto, europei o americani?

«Il risultato è che l’America si sparerà sui piedi. La nostra economia pagherà un prezzo altissimo, la storia ce lo insegna. I dazi non funzionano come cura magica. Possono essere usati nel processo di negoziazione, ma quando vengono imposti così sono dannosi per la nostra economia e la nostra credibilità nel mondo».

Come dovrebbero reagire l’Italia e gli alleati europei?

«L’impatto sarà molto duro su Roma, ma anche sui consumatori americani perché fanno grande affidamento sui beni provenienti dall’Italia. La vera questione è se gli europei reagiranno con una guerra commerciale su vasta scala. Vi consiglierei di aspettare e vedere se Trump è abbastanza intelligente da negoziare, ossia se vuole usare i dazi per trattare o per stare seduto a guardare tutti che soffrono».

Passiamo al “chatgate”. Trump dice che non sono state pubblicate informazioni classificate. Lei alla Cia ha guidato l’operazione per eliminare Bin Laden: cosa ne pensa?

«Non c’è modo di aggirare il fatto che sia stata una grave violazione. Quando i piani di guerra classificati vengono compromessi si mettono a rischio vite e missioni e si indebolisce la sicurezza nazionale. Non penso che il caso sia chiuso».

Un giudice ha chiesto di conservare le prove sul caso per verificare se è stata violata la legge.

«I piani di attacco sono le informazioni più delicate e classificate che possano esistere e un giornalista è stato incluso nella chat dove i leader della sicurezza nazionale ne stavano discutendo. Poi lo hanno fatto su Signal, una app commerciale non approvata per le informazioni segrete. Questa combinazione di gravi errori per me rappresenta una violazione delle nostre leggi sulla gestione delle informazioni classificate».

Se la legge è stata violata dal segretario alla Difesa e dal consigliere per la sicurezza nazionale, vanno licenziati?

«È necessaria un’indagine per appurare le responsabilità e i colpevoli devono andarsene, altrimenti ripeteranno l’ errore».

Sull’Ucraina Putin si prende gioco di Trump?

«Una cosa che ho imparato alla Cia e al Pentagono è che non puoi mai fidarti di Putin. Il suo obiettivo è minare gli Usa e indebolire le democrazie nel mondo. Da parte di Trump pensare che manterrà la parola è un terribile errore. L’unico modo di trattare con Putin non è chiedere per favore, ma la forza. Se non accetta subito il cessate il fuoco bisogna sostenere fortemente l’Ucraina e potenziarne il riarmo».

Trump ha minacciato nuove sanzioni secondarie sul petrolio.

«Sarebbe il passo giusto, Putin non farà concessioni e deve pagare un prezzo. Solo così si tratta con lui».

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