ODESSA – L’ uomo in divisa che parla cinese mandarino ha le mani legate. Mima uno scontro a fuoco, forse di una battaglia recente, seduto su una sedia di pelle in una stanza disadorna, con il pavimento in legno e teli di plastica nera alle spalle. È il casus belli, il nuovo fronte diplomatico che Zelensky apre con la Cina nel pieno della guerra dei dazi americana. Il presidente ucraino ha condiviso ieri il video di uno dei due prigionieri di nazionalità cinese catturati dagli ucraini durante un combattimento tra i villaggi di Tarasivka e Bilohorivka, nel Donetsk, la regione dell’Est occupata dalle truppe di Mosca. Già da settimane, su alcune chat militari, circolavano immagini di cinesi impegnati al fronte, ora ci sono i testimoni.
«Sono stati trovati in loro possesso documenti di identità, carte di credito e dati personali. Abbiamo informazioni che suggeriscono che ci sono molti più cittadini cinesi nelle unità dell’occupante», ha spiegato Zelensky, annunciando l’apertura di un…
ODESSA – L’ uomo in divisa che parla cinese mandarino ha le mani legate. Mima uno scontro a fuoco, forse di una battaglia recente, seduto su una sedia di pelle in una stanza disadorna, con il pavimento in legno e teli di plastica nera alle spalle. È il casus belli, il nuovo fronte diplomatico che Zelensky apre con la Cina nel pieno della guerra dei dazi americana. Il presidente ucraino ha condiviso ieri il video di uno dei due prigionieri di nazionalità cinese catturati dagli ucraini durante un combattimento tra i villaggi di Tarasivka e Bilohorivka, nel Donetsk, la regione dell’Est occupata dalle truppe di Mosca. Già da settimane, su alcune chat militari, circolavano immagini di cinesi impegnati al fronte, ora ci sono i testimoni.
«Sono stati trovati in loro possesso documenti di identità, carte di credito e dati personali. Abbiamo informazioni che suggeriscono che ci sono molti più cittadini cinesi nelle unità dell’occupante», ha spiegato Zelensky, annunciando l’apertura di un’indagine. Il ministro degli Esteri Andriy Sybiha ha convocato l’incaricato d’affari cinese a Kiev per chiedere spiegazioni. Non è nota l’identità dei due prigionieri e non è chiaro se siano mercenari o soldati dell’esercito regolare, ma per Sybiha questa è la prova che «mette in discussione» la neutralità della Cina, «la posizione dichiarata sulla pace e mina la fiducia in Pechino come membro permanente responsabile del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite».
Il video di Zelensky: "Ecco uno dei due soldati cinesi catturati in Ucraina. Combattevano per Mosca"
Zelensky si è spinto anche oltre, accusando la Cina di «supportare militarmente l’invasione russa dell’Ucraina, dopo l’Iran e l’esercito nordcoreano». Con una differenza: i nordcoreani combattevano a fianco di Mosca nel Kursk, territorio russo, «i cinesi stanno combattendo sul territorio dell’Ucraina». Pechino non commenta, fonti Nato dicono che non ci sono indicazioni al momento che la Cina abbia inviato soldati in Ucraina. Il dipartimento di Stato Usa ha definito «inquietanti» la presenza dei cinesi nel Donbas: «La Cina è uno dei principali facilitatori della Russia nella guerra in Ucraina».
Dall’inizio dell’invasione russa, sia Mosca che Kiev hanno reclutato cittadini stranieri per spedirli al fronte, la Russia offrendo generosi salari e trovando solidarietà tra cubani, indiani, yemeniti, l’Ucraina contando sul sostegno occidentale.
Lo scorso autunno l’intervento esterno nel conflitto ha fatto un salto di qualità quando Kim Jong-un ha inviato migliaia di soldati nordcoreani in soccorso ai russi nel Kursk, secondo le informazioni diffuse da Kiev e da fonti occidentali. La regione russa fu teatro di una spettacolare avanzata ucraina ad agosto, che per alcuni mesi ha costretto Mosca a distogliere forze dal Donbass, per poi riconquistarla in gran parte. Zelensky ha confermato anche per la prima volta che ci sono truppe ucraine nella regione russa di Belgorod, al confine, uno sconfinamento «assolutamente giustificato», dice, perché è da lì che partono gli attacchi contro le città del nord est.
Durante l’amministrazione Biden, la Nato aveva messo in guardia la Cina dal fornire aiuti militari a Mosca. Non c’è mai stata nessuna prova che Pechino abbia spedito armi alla Russia, ma è indubbio il sostegno economico dato da Xi Jinping a Putin. Nei tre anni di guerra, la Russia è diventato il principale fornitore di petrolio grezzo alla Cina, oggi Pechino è il primo partner commerciale di Mosca. «Il coinvolgimento della Russia con la Cina, direttamente o indirettamente è un chiaro segnale che Putin non intende porre fine alla guerra, serve una risposta Usa e Ue», ha detto Zelensky.