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Sumy, strage di civili ucraini nella domenica di festa: 34 morti e oltre 100 feriti

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Due Iskander russi colpiscono la città nel nord del Paese, uccisi anche due bambini. L’ira di Zelensky: “Solo un bastardo agisce così. Il mondo risponda con fermezza”
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ODESSA – L’aria è finalmente mite e la gente a Sumy ha deciso di uscire. È domenica delle palme, una mattina luminosa e di preghiera. Anche i caffè sono aperti, nonostante tutto intorno la regione sia tempestata dal fuoco russo. Alle 10.12, il sistema lancia l’allarme: missili balistici in arrivo da nord est. Passano otto minuti: alle 10.17 la prima esplosione sventra il centro congressi dell’Università statale, alle 10.20 la seconda deflagra a circa 200 metri di distanza davanti a un bus carico di passeggeri nel centro della città, dove ci sono i bar, le scuole, i negozi. Restano sul terreno 34 morti, tra loro due bambini, uno si chiama Maksym, 117 feriti, 10 minori. «È la strage peggiore a Sumy dall’inizio della guerra», dice a Repubblica Oleh Strilka, il portavoce dei servizi di emergenza mentre è ancora tra i cadaveri e le auto in fiamme: si sentono le ambulanze, le grida dei soccorritori. «Stanno cercando superstiti sotto le macerie».

«Solo un bastardo agisce in questo modo»…

ODESSA – L’aria è finalmente mite e la gente a Sumy ha deciso di uscire. È domenica delle palme, una mattina luminosa e di preghiera. Anche i caffè sono aperti, nonostante tutto intorno la regione sia tempestata dal fuoco russo. Alle 10.12, il sistema lancia l’allarme: missili balistici in arrivo da nord est. Passano otto minuti: alle 10.17 la prima esplosione sventra il centro congressi dell’Università statale, alle 10.20 la seconda deflagra a circa 200 metri di distanza davanti a un bus carico di passeggeri nel centro della città, dove ci sono i bar, le scuole, i negozi. Restano sul terreno 34 morti, tra loro due bambini, uno si chiama Maksym, 117 feriti, 10 minori. «È la strage peggiore a Sumy dall’inizio della guerra», dice a Repubblica Oleh Strilka, il portavoce dei servizi di emergenza mentre è ancora tra i cadaveri e le auto in fiamme: si sentono le ambulanze, le grida dei soccorritori. «Stanno cercando superstiti sotto le macerie».

«Solo un bastardo agisce in questo modo», tuona il presidente Zelensky, «i missili nemici colpiscono una normale strada cittadina, la vita di tutti i giorni: case, istituti scolastici, auto in strada... E questo avviene in un giorno in cui le persone vanno in chiesa: la Domenica delle Palme, la festa dell’ingresso del Signore a Gerusalemme». Chiede una «forte risposta mondiale» il leader ucraino contro uno Stato «terrorista». Il capo dell’ufficio presidenziale Andriy Yermak denuncia che nell’attacco sono state utilizzate anche bombe a grappolo per «uccidere il maggior numero possibile di persone». Repubblica non è in grado di verificare la circostanza in maniera indipendente: la regione di Sumy è inaccessibile ai giornalisti da quando i russi hanno lanciato una controffensiva per liberare il Kursk dalle truppe ucraine. Ma diverse testimonianze raccolte sul posto sembrano confermare l’uso l’uso di cluster bombs. «L’esplosione ha rotto tutti i vetri del nostro appartamento, mi sono precipitato in strada, c’erano macchine che bruciavano, ho visto dei corpi a terra, schegge dappertutto, come se una bomba si fossa aperta a ombrello sul centro della città. La gente urlava, c’era il panico», racconta Volodymyr, un poliziotto di Sumy che era in licenza e a casa con la fidanzata. «A circa 600 metri dall’esplosione che ha colpito il bus, c’è la chiesa. Stavano benedicendo le Palme. In quella zona della città ci sono caffetterie, l’università, negozi. Non era mai stata colpita. Ogni volta che ci sono negoziati per una tregua, Putin fa così: massacra i civili».

Fonti russe sostengono che nel centro congressi dovesse tenersi una cerimonia di premiazione di soldati ucraini. Lo conferma la parlamentare ucraina Bezuglaya spiegando che l’evento avrebbe dovuto tenersi «alle 10.00, e alle 11.00 ci sarebbe stato uno spettacolo per bambini». Bezuglaya chiarisce poi che «la cerimonia è stata annullata, ma i russi hanno comunque attaccato il centro congressi». Sumy si trova a circa 50 chilometri dal confine con la Russia, nel 2022 i russi furono costretti a ritirarsi da qui, ora è di nuovo la prima linea del fronte, da settimane sottoposta a una incessante campagna di bombardamenti con missili e droni. L’offensiva di primavera che potrebbe preludere a un tentativo di sfondamento russo.

Mosca e Kiev si accusano a vicenda di violare la tregua provvisoria mediata dagli Usa, che comunque avrebbe dovuto riguardare solo le infrastrutture energetiche e che i russi non hanno mai accettato formalmente e senza condizioni. Dice Lavrov: «Gli ucraini ci attaccano fin dall’inizio, ogni giorno che passa, forse con due o tre eccezioni». Non si hanno tuttavia notizie di stragi di civili nelle città russe per mezzo di missili balistici ucraini. Solo negli ultimi dieci giorni, invece, i russi hanno ammazzato più di 50 civili ucraini. Sabato scorso con i missili lanciati su Kryvyi Rih: 20 morti tra cui diversi bambini in un ristorante e un parco giochi. Ieri la mattanza di Sumy. In mezzo, bombardamenti e vittime civili quotidiani, a nord, nord est, sud. Il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha tiene il conto: da quando gli americani hanno mediato la presunta tregua energetica, la Russia ha lanciato «quasi 70 missili, oltre 2.200 droni e 6.000 bombe aeree guidate contro l’Ucraina, per lo più contro i civili». Solo venerdì il fidato inviato di Trump, Steve Witkoff, era volato a San Pietroburgo per incontrare Putin e chiedergli la pace, con la mano sul cuore in segno di rispetto.

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