Zelensky ha licenziato Volodymyr Artyukh, capo dell'amministrazione statale regionale di Sumy, colpita domenica da un pesante raid russo che ha ucciso 35 persone e ne ha ferite altre centinaia. Bloomberg rivela che gli Stati Uniti hanno rifiutato di firmare la condanna del G7 sulla strage di Intanto, Mosca chiede la rimozione dall'incarico e il processo alle Nazioni Unite dell'Alta rappresentante dell'Ue per gli Affari esteri, Kaja Kallas per "russofobia". E mentre il vice di Trump, Vance, attacca Zelensky, il segretario generale
della Nato Rutte incontra il presidente ucraino a Odessa.
Kiev, allerta aerea in varie regioni ucraine per i droni russi
"L'esercito russo ha lanciato in serata i droni Shahed in Ucraina. È stato dichiarata un allerta aerea in diverse regioni". Lo riporta Rbc-Ucraina citando l'Aeronautica Militare e la mappa degli allerta aerei, precisando che gruppi di velivoli senza pilota sono stati registrati nello spazio aereo delle regioni di Kharkiv, Zaporizhzhia e Dnipropetrovsk.
Zakharova: “Se Ue nega l’adesione della Serbia è euro-nazismo”
La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha definito come una "rinascita dell'euro-nazismo" l'intenzione dell'Unione Europea di negare l'adesione della Serbia alla Ue se il leader serbo Aleksandar Vucic presenzierà alla parata della Vittoria a Mosca. "Se è così, allora l'euro-nazismo rivive sotto i nostri occhi", ha sottolineato la Zakharova. "È così che 80 anni fa i fascisti costrinsero coloro che consideravano 'persone di seconda classe' a rinunciare alla propria patria, etnia e fede".
Berlino, per Putin la libertà di stampa non ha alcun valore
Il ministero degli Esteri tedesco ha criticato la condanna in Russia a cinque anni e mezzo di carcere ciascuno per quattro giornalisti accusati di collaborare con l'oppositore del Cremlino, Alexei Navalny. "Le sentenze di oggi contro Antonina Favorskaya, Konstantin Gabov, Artyom Kriger e Sergei Karelin dimostrano ancora una volta: nella Russia di Putin, la libertà di stampa sancita dalla Costituzione non ha alcun valore. Al contrario: i giornalisti vengono sbattuti in prigione per anni", ha scritto in un messaggio su X il ministero degli Esteri tedesco.
Portavoce Ue: “Mosca teme fermezza Kallas”
Alla Commissione Europea "siamo abituati alla propaganda russa infondata volta a giustificare la sua guerra contro l'Ucraina. La Russia teme chiaramente coloro che parlano e agiscono con fermezza a sostegno della difesa dell'Ucraina". Lo dice una portavoce della Commissione, dopo le parole del portavoce del Cremlino Dmitry Peskov a proposito dell'Alta Rappresentante Kaja Kallas. "È il presidente Vladimir Putin ad essere ricercato dalla Corte penale internazionale per crimini di guerra. I fatti sono chiari: la Russia ha iniziato questa guerra; l'Ucraina è la vittima", conclude.
Zelensky a Witkoff, “i nostri territori sono linea rossa”
"Tutti i territori appartengono allo Stato unitario dell'Ucraina. Pertanto, ancora una volta, solo il popolo ucraino può parlare dei territori del nostro Stato. E sapete che per noi queste sono linee rosse: riconoscere qualsiasi territorio temporaneamente occupato come non ucraino, ma russo". Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, citato dai media ucraini, replicando all'inviato Usa Steve Witkoff che a Fox News aveva detto che un eventuale accordo di pace con la Russia avrebbe incluso la questione dei "cinque territori". "Ancora una volta, i rappresentanti discutono di questioni che vanno oltre la loro competenza".
Ue sull'attacco a Kallas: “Mosca teme chi parla chiaro”
"Siamo abituati alla propaganda russa infondata volta a giustificare la guerra contro l'Ucraina. La Russia teme chiaramente coloro che parlano e agiscono con fermezza a sostegno della difesa dell'Ucraina. È il presidente Putin ad essere ricercato dal Tribunale penale internazionale per crimini di guerra. I fatti sono chiari: la Russia ha iniziato questa guerra, l'Ucraina è la vittima". Lo fa sapere una portavoce del Servizio di Azione Esterna dell'Ue commentando gli attacchi di Mosca contro l'alto rappresentante Kaja Kallas.
Mosca: “Aiutavano Navalny”.Quattro giornalisti condannati a 5 anni di carcere
Un tribunale di Mosca ha condannato a cinque anni e mezzo di reclusione ciascuno quattro giornalisti. Si tratta di Konstantin Gabov, Sergey Karelin, Artyom Kriger e Antonina Favorskaya. Lo riporta la testata online Mediazona. I quattro giornalisti sono accusati di aver collaborato con la Fondazione Anticorruzione dell'oppositore Alexey Navalny.
I reporter sono accusati di "partecipazione a una comunità estremista": un'imputazione di ovvia matrice politica perché deriva dalle accuse di "estremismo", ritenute a loro volta di natura politica, che MOSCA ha rivolto a Navalny e alle sue organizzazioni.
Media colloqui Kiev con regno Unito-Francia-Turchia su sicurezza nel Mar Nero
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, nell'incontro con il segretario Nato Mark Rutte, ha rivelato che i rappresentanti di Ucraina , Regno Unito, Francia e Turchia si incontreranno oggi in Turchia per discutere della sicurezza del Mar Nero. Lo riporta il Guardian.
Kiev: colpita brgata russa che ha attaccato la città di Sumy
Le forze di difesa ucraine hanno colpito il sito della 448 brigata missilistica dell'esercito russo nell'Oblast' di Kursk che ha lanciato l'attacco missilistico sulla città di Sumy la domenica delle Palme. Lo dice lo Stato Maggiore delle Forze Armate dell'Ucraina su Facebook. "Unità delle Forze dei sistemi senza pilota delle forze per le operazioni speciali e del Servizio di sicurezza dell'Ucraina delle Forze armate ucraine, in coordinamento con altre unita' di difesa, hanno condotto attacchi contro diversi obiettivi nell'oblast di Kursk collegati ai criminali di guerra coinvolti nell'attacco missilistico a Sumy del 13 aprile 2025, nonché ad altri crimini di guerra contro il popolo ucraino", scrivono le forze armate di Kiev. Nello specifico, "è stato colpito il sito di dispiegamento permanente della 448 brigata missilistica russa. I risultati dell'attacco sono attualmente in fase di valutazione".
Rutte: La Russia ha come schema di attacco gli obiettivi civili”
L'attacco missilistico sferrato dalla Russia contro la città ucraina di Sumy "è semplicemente oltraggioso. Fa parte di un terribile schema di attacchi della Russia contro obiettivi civili e infrastrutture in tutta l'ucraina". Lo sottolinea il segretario generale della Nato Mark Rutte, a Odessa, in ucraina, dove ha incontrato il presidente Volodymyr Zelensky, secondo il discorso diffuso dall'Alleanza atlantica. "Negli ultimi anni - continua - sono stati presi di mira anche centinaia di ospedali e operatori sanitari".
Rutte: “Appoggiamo Trump sulla pace, ma gli sforzi non sono facili”
Mark Rutte, nel corso della sua visita a sorpresa a Odessa, ha dichiarato che gli sforzi di Donald Trump per un cessate il fuoco e una pace duratura in Ucraina "non sono facili", bollando poi come "oltraggiosa" la "terribile scia" di attacchi della Russia contro i civili ucraini. Rutte ha dichiarato a proposito dei colloqui guidati dagli Stati Uniti: "Queste discussioni non sono facili, soprattutto sulla scia di questa orribile violenza. Ma tutti noi sosteniamo la spinta del presidente Trump verso la pace".
Zelensky: Serve un avvio rapido di un contingente di sicurezza Nato in Ucraina”
"Gran Bretagna, Francia e altri paesi della Nato stanno già attivamente preparando il terreno per un contingente di sicurezza in Ucraina. È importante che tutti noi siamo sufficientemente rapidi ed efficienti in questo processo". Lo dice il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky durante una visita a Odessa del segretario generale della Nato Mark Rutte.
Rutte a sorpresa a Odessa con Zelensky: “Sostegno Nato incrollabile”
"Oggi ho visitato Odessa insieme a Zelensky. Il popolo ucraino ha sopportato così tanto, non ultimo l'attacco russo a Sumy nella Domenica delle Palme. Il sostegno della Nato è incrollabile. Continueremo ad aiutare l'Ucraina in modo che possa difendersi oggi e scoraggiare future aggressioni, garantendo una pace giusta e duratura". Lo scrive il segretario della Nato Mark Rutte sui social.
Ucraina, Zelensky e il segretario generale della Nato Rutte in visita ai soldati feriti a Odessa
Zelensky a Rutte: “In Ucraina c’è bisogno urgente di difese aeree”
"Tutti vedono chiaramente quanto sia urgente il bisogno dell'Ucraina di sistemi di difesa aerea e missili. Ne abbiamo parlato molto oggi". Lo afferma il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in occasione della visita a sorpresa del segretario generale della Nato, Mark Rutte, nella città meridionale di Odessa. Il contesto è quello degli attacchi missilistici russi che negli scorsi giorni hanno ucciso decine di civili.
Mosca: per la pace Kiev deve essere neutrale e rinunciare alll’adesione Nato
Il capo dei servizi segreti esteri russi, Sergei Naryshkin, ha ribadito le condizioni poste da Mosca per porre fine alla guerra in Ucraina. In un'intervista rilanciata dall'agenzia statale russa Tass, Naryshkin ha dichiarato che Kiev dovrà rinunciare all'adesione alla Nato, accettare lo status di Paese neutrale e privo di armamenti nucleari, oltre a cedere i territori occupati e annessi da Mosca. "Le condizioni dell'accordo di pace includono naturalmente lo status neutrale e denuclearizzato dell'Ucraina, la demilitarizzazione e la denazificazione dello Stato ucraino, e l'abolizione di tutte le leggi discriminatorie approvate dopo il colpo di Stato del 2014", ha affermato Naryshkin, riferendosi alla destituzione del presidente filo-russo Viktor Yanukovych a seguito delle proteste pro-occidentali di Euromaidan. Secondo il capo dell'intelligence, qualsiasi accordo dovrà anche prevedere il riconoscimento da parte dell'Ucraina "della sovranità e dei confini territoriali della Federazione Russa - ovvero i confini attuali". Dopo l'annessione della Crimea nel 2014, la Russia ha infatti rivendicato anche le regioni ucraine di Luhansk, Donetsk Kherson e Zaporizhzhia, sebbene non ne controlli integralmente nessuna, ad eccezione della penisola sul Mar Nero.
Naryshkin ha accolto con favore la ripresa del dialogo con gli Stati Uniti in merito a una possibile soluzione diplomatica del conflitto, sottolineando che Mosca e Minsk stanno osservando un'intensificazione delle attività della Nato lungo i propri confini, soprattutto in prossimità della Polonia.
Media: servizi sicurezza ucraina indagano sul metropolita della Chiesa ortodossa ucrauna
I Servizi di sicurezza ucraini effettueranno delle perquisizioni presso la Chiesa ortodossa ucraina del Patriarcato di Mosca a Kiev. Lo scrive Ukrainska Pravda che cita fonti della sicurezza. L'indagine si concentra sul metropolita Antonij Pakanich, che gestisce gli affari della chiesa ed e' spesso definito il "principale lobbista del Cremlino". Nel dicembre 2022, il Consiglio per la Sicurezza Nazionale e la Difesa dell'ucraina aveva imposto sanzioni a diversi rappresentanti della Chiesa Ortodossa ucraina, decisione successivamente confermata dal presidente Volodymyr Zelensky. Al momento non sono stati divulgati ulteriori dettagli.
Media: “Gli Usa non hanno firmato la condanna del G7 su Sumy”
Gli Stati Uniti hanno rifiutato di sostenere un comunicato di condanna del G7 all'attacco russo a Sumy citando il desiderio di continuare le trattative con Mosca. Lo riporta l'agenzia Bloomberg citando alcune fonti, secondo le quali l'amministrazione Trump ha detto agli alleati che non avrebbe firmato il comunicato di denuncia dell'attacco perché "stava lavorando per preservare lo spazio per negoziare la pace". Il Canada, che ha la presidenza del G7, ha quindi detto agli alleati che senza il sostegno americano sarebbe stato impossibile procedere con il comunicato,
Cremlino: “Attendiamo oltre 20 capi di Stato e di governo alla parata del 9 maggio a Mosca”
Il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, ha dichiarato che Mosca si aspetta "più di 20 capi di Stato e di governo" alla parata del 9 maggio per celebrare gli 80 anni della vittoria sovietica nella seconda guerra mondiale. Lo riporta l'agenzia Interfax.
Zelensky rimuove anche il governatore della provincia di Sumy
Il governatore della provincia ucraina di Sumy, Volodymyr Artiuj, è stato destituito dopo il bombardamento che ha colpito nel fine settimana la città omonima, giustificato dalla Russia come risposta a una riunione dell'esercito, da lui stesso ammessa nelle ultime ore. Lo ha comunicato il rappresentante del governo in Parlamento, Taras Melnichuk, spiegando tramite il proprio canale Telegram le ultime decisioni approvate in un consiglio dei ministri di ieri, durante il quale è stata decisa anche la rimozione del governatore della provincia di Lugansk, Artem Lisohor. La destituzione di Artiuj è arrivata poche ore dopo che, intervistato dalla radio pubblica ucraina, aveva ammesso la presenza di un evento militare domenica nella capitale della provincia. "Non sono stato io a convocarlo, sono stato invitato", aveva dichiarato il governatore, evitando di precisare chi avesse organizzato l'incontro. "Questo è un altro discorso", aveva concluso. Successivamente il sindaco della vicina città di Konotop, Artem Semenjin, ha confermato che si è tenuta una cerimonia di consegna di onorificenze militari che, secondo altre fonti, sarebbe stata oggetto di una fuga di informazioni, facilitando così l'attacco russo. Mosca ha confermato il lancio di due missili, che avrebbero colpito quella che ritenevano una riunione dell'esercito. Almeno 34 persone sono morte e un centinaio sono rimaste ferite, sebbene le autorità ucraine non abbiano confermato la presenza di militari tra le vittime. L'ex governatore di Sumy sarà sostituito da Oleg Grigorov, mentre al posto di Lisohor subentrerà Oleksi Jarchenko, secondo quanto riferito da Melnichuk.
Il portavoce Ue a Trump: “È la Russia che iniziato la guerra”
Alla Commissione Europea "non commentiamo i commenti, ma la nostra posizione rispetto alla guerra di aggressione della Russia in Ucraina è sempre stata estremamente chiara: questa è una guerra di aggressione della Russia in Ucraina, è la Russia che ha iniziato questa guerra". Lo dice la vice portavoce capo della Commissione Europea Arianna Podestà, durante il briefing con la stampa a Bruxelles, a proposito delle dichiarazioni del presidente Usa Donald Trump, secondo il quale "non inizi una guerra contro qualcuno 20 volte più grosso di te", dichiarazione che implica che sarebbe stata l'Ucraina ad iniziare la guerra contro la Russia, che l'ha invasa il 24 febbraio 2022. Per la portavoce, "è estremamente facile per la Russia porre fine a questa guerra: deve solo lasciare il territorio ucraino. Abbiamo lavorato fin dal primo momento per una pace duratura, che garantisca la sovranità e l'integrità territoriale dell'Ucraina. Il punto di vista dell'Unione Europea su questo tema è stato molto chiaro fin dal primo giorno, così come chiaro è stato il nostro incrollabile sostegno all'Ucraina e al suo popolo", conclude.
Zelensky licenzia il capo amministrazione militare di Sumy
Volodymyr Zelensky ha licenziato Volodymyr Artyukh, capo dell'amministrazione statale regionale di Sumy, colpita domenica da un pesante raid russo che ha ucciso 35 persone e ne ha ferite altre centinaia. Lo riportano i media ucraini. Il sindaco della città di Konotop Artem Semenikhin, ha affermato che il raid russo è stato conseguenza "non solo della sete di sangue russa ma anche della negligenza di funzionari ucraini". Secondo lui, i russi hanno colto l'occasione per colpire un obiettivo militare perché in uno degli edifici presi di mira Artyukh ha tenuto una cerimonia di consegna di medaglie ai soldati della 117ma Brigata.
Cremlino: “Per la pace non aspettarsi risultarsi immediati”
Gli Usa e la Russia continuano i contatti attraverso diversi canali per arrivare a un cessate il fuoco in Ucraina, ma "la materia è così complessa che è difficile aspettarsi risultati immediati". Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. "I Paesi europei continuano a lavorare in nome della guerra e dichiarano in ogni modo la loro intenzione di continuare a sostenere l'Ucraina e il regime di Kiev nel suo desiderio di continuare la guerra", ha aggiunto Peskov, citato dall'agenzia Interfax.
Cremlino: “Spetta agli Stati europei valutare le minaccia di Kallas”
"Prestiamo attenzione alle dichiarazioni di Kallas che sono molto, molto dure. Non le riteniamo corrette e non spetta a noi valutare queste minacce. Queste minacce dovrebbero essere valutate dagli Stati sovrani che lei minaccia. E a quanto pare, ci sono Stati in Europa che non accettano tale retorica". Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmytry Peskov, rispondendo a una domanda dei giornalisti in merito alle richieste del capo della diplomazia dell'Ue, Kaja Kallas, ai candidati all'adesione all'Ue di non partecipare alle celebrazioni per l'80 anniversario della Vittoria che si celebra in Russia.
Zakharova attacca l’Onu: “Guterres smetta di screditare la Russia”
"Ancora una volta invitiamo Antonio Guterres e il Segretariato delle Nazioni Unite da lui presieduto ad assumere una posizione onesta e a non consentire commenti di parte sugli eventi nel contesto della crisi ucraina, a smettere di screditare il nostro Paese e di nascondere i crimini del regime di Kiev". Lo scrive la portavoce del ministero degli esteri russo, Maria Zakharova, in relazione alla dichiarazione del Segretariato delle Nazioni Unite sul bombardamento di Sumy.
Lo riporta il sito web del ministero secondo quanto riferisce Ria Novosti.
Cremlino: nessun colloquio Putin-Trump a breve
Non è n programma "a breve termine" una telefonata tra il presidente russo, Vladimir Putin e il presidente Usa, Donald Trump. Lo dice il portavoce del Cremlino, Dmytry Peskov durante un briefing con i giornalisti.
Mosca: in 24 ore sei raid ucraini contro gli impianti energetici russi
Nelle ultime 24 ore, le forze armate ucraine hanno effettuato sei attacchi contro impianti energetici russi. Lo dice il Ministero della Difesa russo. "Il regime di Kiev, violando gli accordi russo-americani di cessazione degli attacchi contro gli impianti energetici per 30 giorni a partire dal 18 marzo di quest'anno, ha continuato gli attacchi unilaterali alle infrastrutture energetiche russe. Sono stati registrati sei attacchi da parte delle Forze armate ucraine contro impianti energetici russi", ha dichiarato il dipartimento militare in una nota. Secondo Mosca sono stati attaccati impianti energetici nelle regioni di Bryansk, Kherson e Kursk.
Zelensky estende legge marziale e mobilitazione permanente
l presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha presentato alla Verkhovna Rada, il parlamento di Kiev, due progetti di legge "Sull'estensione della legge marziale in Ucraina" e "Sull'estensione del periodo di mobilitazione generale". Lo riportano i media ucraini. La legge marziale e la mobilitazione generale in Ucraina saranno estese dal 9 maggio per 90 giorni.
Lavrov: “Con gli Usa non concordati i punti di chiave dell’accordo di pace”
La Russia e gli Stati Uniti non hanno ancora concordato i parametri chiave dell'accordo per una soluzione alla guerra in Ucraina. A parlare è il ministro degli Esteri Russo, Sergehei Lavrov, in un'intervista al quotidiano Kommersant, rilanciata dall'agenzia Ria Novosti, aggiungendo che "se ne sta discutendo".
Lavrov: “L’Europa vuole un mezzo Führer dopo Zelensky
Secondo il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov, l'Europa vuole trovare un "nuovo mezzo Führer " al posto di Volodymyr Zelensky, che "sarà meno dipendente da varie parti". Lo ha detto il capo della diplomazia di Mosca in un'intervista al quotidiano Kommersant, in cui rivolge nuova critica diretta alla posizione europea e in particolare ad alcuni suoi leader. "Tutti questi schemi di mantenimento della pace che i Macron e gli Starmer disegnano si basano sul fatto che ciò è necessario per preservare almeno un pezzo di terra su cui rimarrà il regime nazista, apertamente russofobo, affilato per la prossima preparazione di un'altra guerra contro la Russia", ha denunciato Lavrov. Pur riconoscendo che "non è facile concordare gli elementi chiave di un accordo" sull'Ucraina, ha riconosciuto a Washington il merito di "aver cercato di approfondire il problema", a differenza dell'Europa.
Witkoff: “Possibile accordo con Putin su cinque territori”
'inviato speciale degli Stati Uniti Steve Witkoff ha dichiarato che i suoi recenti colloqui con il presidente russo Vladimir Putin sono stati "convincenti" e incentrati su un possibile accordo di pace basato sullo status di "cinque territori". "Questo accordo di pace riguarda i cosiddetti cinque territori", ha dichiarato Witkoff a Fox News. "Ma c'è molto di più. Penso che potremmo essere sull'orlo di qualcosa di molto importante per il mondo intero". Witkoff non ha nominato direttamente i territori, ma secondo quanto ricostruiscono i media ucraini sembra riferirsi alla Crimea e alle oblast' di Donetsk, Luhansk, Zaporizhia e Kherson, parzialmente occupate. Mosca ha dichiarato l'annessione di queste ultime quattro regioni nel 2022.
Von der Leyen: “continueremo a sostenere coraggioso esercito Kiev
"La resistenza dell'Ucraina viene messa alla prova quotidianamente. L'Europa continuera' a sostenere il coraggioso esercito ucraino". Lo ha affermato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che oggi ha ricevuto il vicepremier ucraino, Mykhailo Fedorov. "Stiamo lavorando per integrare le nostre industrie della difesa. L'Ucraina e' un modello di innovazione ed efficienza. Quindi una maggiore cooperazione tra noi portera' grandi benefici anche all'Europa", ha raccontato su X la leader Ue.
Vance: “Da Zelensky accuse assurde, retorica imroduttiva”
"Penso sia piuttosto assurdo che Zelensky dica al governo americano, che attualmente tiene insieme tutto il suo governo e lo sforzo bellico, che in qualche modo siamo dalla parte dei russi". Lo dice il vicepresidente Usa, JD Vance, intervistato dalla testata britannica UnHerd, commentando le parole del presidente ucraino secondo cui Vance ha giustificato il comportamento di Putin. Questo tipo di retorica, dice Vance, "non e' certamente produttiva". "Se si vuole porre fine al conflitto bisogna cercare di capire dove i russi e gli ucraini vedono i loro obiettivi strategici. Questo non significa sostenere moralmente la causa russa, o sostenere l'invasione su vasta scala, ma bisogna cercare di capire quali siano le loro linee rosse strategiche, allo stesso modo in cui si deve cercare di capire cosa gli ucraini stanno cercando di ottenere dal conflitto".
Vance: “L’Europa è nostra alleata, ma non può essere un vassallo permanente”
L'Europa è "nostra alleata", ma non può essere un "vassallo permanente" degli Stati Uniti per quanto riguarda la sua sicurezza e il suo commercio. Lo ha dichiarato il vicepresidente statunitense J.D. Vance in un'intervista al sito di notizie britannico UnHerd. "Consideriamo l'Europa nostra alleata. Vogliamo semplicemente un'alleanza in cui gli europei siano un po' più indipendenti, e le nostre relazioni commerciali e di sicurezza rifletteranno questo", ha affermato JD Vance, che ha già ripetutamente attaccato i leader europei su questo punto. "Non è un bene per l'Europa, e non è nell'interesse degli Stati Uniti, che l'Europa sia un vassallo permanente degli Stati Uniti in termini di sicurezza", ha insistito. "La realtà è che - è brutale dirlo ma è vero - l'intera infrastruttura di sicurezza europea è stata sovvenzionata, fin dalla mia nascita, dagli Stati Uniti d'America", ha denunciato J.D. Vance in questa intervista al sito di informazione britannico. A eccezione di Francia, Regno Unito e Polonia, ha affermato, "la maggior parte degli stati europei non ha un esercito in grado di garantire una difesa ragionevole". All'inizio di marzo, Vance ha scioccato gli europei affermando che per l'Ucraina la conclusione di un accordo economico con gli Stati Uniti sarebbe stata "una garanzia di sicurezza migliore di 20.000 soldati di qualsiasi paese che non abbia condotto una guerra per 30 o 40 anni". "Non credo che un'Europa piu' indipendente sia una cosa negativa per gli Stati Uniti", ha insistito, convinto che in passato un'Europa piu' forte avrebbe potuto evitare "il disastro strategico" della guerra lanciata in Iraq nel 2003 da una coalizione guidata dagli Stati Uniti. Riferendosi, inoltre, ai negoziati tra Londra e Washington per concludere un accordo economico bilaterale, il vicepresidente Usa ha affermato che vi sono "buone possibilità " di giungere a "un accordo eccellente che sia nel migliore interesse di entrambi i Paesi".
Mosca: nell’ultima settimana gli ucraini hanno uccisi 19 civili nei territori russi
Diciannove civili, compresi due bambini, sono stati uccisi da bombardamenti ucraini nell'ultima settimana, in grande maggioranza nei territori controllati dai russi in Ucraina. Lo ha detto alla Tass il diplomatico Rodion Miroshnik, responsabile per il controllo dei 'crimini del regime di Kiev'. I feriti sono stati 85, dei quali 8 bambini, compreso uno di sei mesi, ha aggiunto. La maggior parte degli attacchi sono stati registrati nelle regioni ucraine di Donetsk, Kherson e Lugansk e in quella russa di Belgorod. Secondo Miroshnik, "le forze ucraine hanno aumentato in modo significativo gli attacchi su strutture civili usando i razzi Himars" di fabbricazione americana.
Lavrov: “Kiev è un mercante che contratta solo per la terra”
Duro attacco del ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov a Kiev, definita "un mercante", che "quando parla di ritorno ai confini del 1991, è interessato solo alla terra da contrattare a un prezzo più alto". In un'intervista al quotidiano Kommersant, rilanciata dall'agenzia Ria Novosti, Lavrov ha dichiarato che "questi sono mercanti che non hanno nulla di sacro". Il capo della diplomazia russa ha sottolineato che, invece, quando Mosca discute con l'Occidente qualsiasi schema relativo alla risoluzione del conflitto, insiste nel verificare la "pulizia" di Kiev, in un riferimento diretto a un "regime nazista, apertamente russofobo".
Witkoff: “L’accordo con Putin ruota intorno ai 5 territori”
L'inviato speciale Usa Steve Witkoff, che la scorsa settimana ha incontrato a Mosca Vladimir Putin, in un'intervista a Fox News, affermando che il presidente russo è aperto a "una pace permanente", ha spiegato che la chiave dell'accordo complessivo "riguarda i cosiddetti cinque territori, ma c'è molto di più: ci sono protocolli di sicurezza, non c'è la Nato, l'articolo 5 della Nato, insomma, ci sono solo un sacco di dettagli allegati".
"È una situazione complicata - ha ammesso Witkoff - radicata in alcuni aspetti davvero problematici che stanno accadendo tra i due Paesi"
Lavrov: “Non è facile concordare sui punti di un accordo”
"Non è facile concordare gli elementi chiave di un accordo". Lo afferma il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov in un'intervista al quotidiano Kommersant. "Se ne sta discutendo", ha spiegato, come riporta Sky News. Lavrov riconosce a Washington il merito di "aver cercato di approfondire il problema", a differenza dell'Europa
Mosca: “Kallas va rimossa e processata da un tribunale internazionale delle Nazioni Unite”
Il presidente della Duma russa, Vyacheslav Volodin, ha chiesto la rimozione dall'incarico dell'Alta rappresentante dell'Ue per gli Affari esteri, Kaja Kallas, e il suo deferimento a un tribunale internazionale delle Nazioni Unite.
L'accusa, espressa in un post su Telegram, è quella di "russofobia" e di "oltraggio alla memoria storica" per aver, secondo Mosca, invitato i Paesi dell'Ue e i candidati all'adesione a non partecipare alle celebrazioni in Russia per l'80esimo anniversario della vittoria nella Seconda guerra mondiale. Volodin ha definito l'appello di Kallas "un ultimatum" e "un gesto irrispettoso verso coloro che hanno sacrificato la propria vita per salvare il mondo dal fascismo". "Un mondo salvato dal popolo multinazionale sovietico, con 27 milioni di vite spezzate, e dai Paesi della coalizione antifascista come Stati Uniti e Regno Unito, che hanno perso oltre 800 mila persone, non deve mai dimenticare", ha dichiarato il presidente della Duma. Ricordando che in Russia vige una legge contro la riabilitazione del nazismo, Volodin ha aggiunto che il sistema giuridico del Paese prevede norme per perseguire chi, come Kallas, si renderebbe colpevole di "profanazione della memoria dei caduti". "Il nostro dovere è difenderli", ha concluso.
Witkoff: “Putin è aperto a una pace permanente con l'Ucraina”
Vladimir Putin sarebbe aperto a un accordo di "pace permanente" con l'Ucraina, secondo quanto dichiara, in un'intervista a Fox News andata in onda stamattina, l'inviato speciale della Casa Bianca Steve Witkoff, fresco del colloquio con il leader del Cremlino, il terzo da gennaio, venerdì a San Pietroburgo, da lui stesso definito "utile" e "stimolante", per porre fine alla guerra che dura da oltre tre anni. "La richiesta di Putin è di raggiungere una pace permanente. Quindi, al di là del cessate il fuoco, abbiamo ottenuto una risposta", ha detto Witkoff, riconoscendo che "ci è voluto un pò di tempo per arrivare a questo punto", e aggiungendo che all'incontro pietroburghese hanno preso parte anche due consiglieri-chiave di Putin, Yuri Ushakov e Kirill Dmitriev, "Penso che potremmo essere sul punto di qualcosa di molto, molto importante per il mondo intero", ha detto, senza specificare cosa Putin voglia ottenere come condizione per la pace con Kiev. Witkoff ha aggiunto che anche gli accordi commerciali tra Russia e Stati Uniti fanno parte dei negoziati: "Credo che ci sia la possibilità di rimodellare le relazioni russo-americane attraverso alcune opportunità commerciali molto interessanti, che credo possano dare una vera stabilità anche alla regione", ha detto, Trump afferma di fare pressione su Mosca e Kiev, ma finora non è riuscito a ottenere alcuna concessione significativa dal Cremlino, nonostante i ripetuti negoziati tra funzionari russi e statunitensi. E nonostante gli sforzi diplomatici, ci sono stati pochi progressi significativi sull'obiettivo principale di Trump di raggiungere un cessate il fuoco. Il mese scorso Putin ha respinto una proposta congiunta Usa-Ucraina per una pausa completa e incondizionata del conflitto, mentre il Cremlino ha subordinato la tregua nel Mar Nero alla revoca di alcune sanzioni da parte dell'Occidente. Ieri Trump ha accusato Volodymyr Zelensky di aver "lasciato scoppiare" guerra, salvo poi correggere il tiro, dividendone la responsabilità con Putin.
Russia abbatte 115 droni ucraini nella notte
Le unità di difesa aerea russe hanno distrutto 115 droni ucraini durante la notte, secondo quanto riportato dall'agenzia RIA.
La vittima di Kursk è una donna di 85 anni
E’ una donna di 85 anni la vittima del "massiccio" attacco ucraino avvenuto la notte scorsa a Kursk. Secondo quanto riportato dal quotidiano filo-Cremlino Izvestia, le autorità di Kursk hanno attivato l'allerta aerea per un attacco con missili e droni e hanno invitato i residenti ad allontanarsi dalle finestre. L'attacco a Kursk segue un devastante attacco aereo russo effettuato domenica sulla città ucraina nordorientale di Sumy, che ha causato almeno 35 morti e ha scatenato l'indignazione di diversi leader occidentali e delle Nazioni Unite.
Le esplosioni di Kursk causate da uno sciame di droni ucraini
Le autorità russe della regione del Kursk riferiscono che le esplosioni in città, che hanno causato una vittima e nove feriti, sono dovute a un attacco con droni ucraini.
A Kursk una vittima e nove feriti
Una donna anziana è morta e altre nove persone sono rimaste ferite. Lo riferiscono le autorità russe della regione.
Serie di esplosioni nella città di Kursk
Fonti russe riportano una serie di esplosioni nella città di russa di Kursk, la cui regione è stata oggetto dell’offensiva delle truppe ucraine. Ci sarebbero danni a edifici e un incendio in un palazzo residenziale. Non è chiaro se si tratta di un attacco ucraino ad aver causato esplosioni e incendio.