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La colletta per la Terra Santa segnata quest’anno dalla guerra a Gaza

(reuters)

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Il Venerdì di Pasqua le Chiese di tutto il mondo sono invitate dal Papa a contribuire ai bisogni dei luoghi segnati dal conflitto dopo le difficoltà della pandemia e del calo dei pellegrinaggi. Cardinale Gugerotti: “Una risorsa imprescindibile”
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E’ segnata dalla guerra in Medio Oriente, e in particolare dalla situazione nella Striscia di Gaza, l’annuale colletta per la Terra Santa che, come ogni anno, viene raccolta nelle Chiese di tutto il mondo il venerdì santo.

Entrate al minimo

“Dopo un anno dall’inizio della guerra che ancora una volta flagella questa terra, le entrate economiche che provenivano dalla stessa regione, parrocchie, santuari, pellegrini, ecc., sono state ridotte al minimo, e con questo molti progetti sono state ridimensionati, rallentati, sospesi o cancellati cercando di dare la priorità a quelli che toccano direttamente le persone nel bisogno”, si legge nel rapporto pubblicato dal dicastero per le Chiese Orientali. In particolare, “la guerra a Gaza, l’aumento della disoccupazione e la mancanza di turismo hanno influito negativamente sulla situazione economica generale delle scuole in Palestina”.

Luoghi e cifre

La colletta per i Luoghi Santi venne istituita da papa Paolo VI per coinvolgere la Chiesa universa…

E’ segnata dalla guerra in Medio Oriente, e in particolare dalla situazione nella Striscia di Gaza, l’annuale colletta per la Terra Santa che, come ogni anno, viene raccolta nelle Chiese di tutto il mondo il venerdì santo.

Entrate al minimo

“Dopo un anno dall’inizio della guerra che ancora una volta flagella questa terra, le entrate economiche che provenivano dalla stessa regione, parrocchie, santuari, pellegrini, ecc., sono state ridotte al minimo, e con questo molti progetti sono state ridimensionati, rallentati, sospesi o cancellati cercando di dare la priorità a quelli che toccano direttamente le persone nel bisogno”, si legge nel rapporto pubblicato dal dicastero per le Chiese Orientali. In particolare, “la guerra a Gaza, l’aumento della disoccupazione e la mancanza di turismo hanno influito negativamente sulla situazione economica generale delle scuole in Palestina”.

Luoghi e cifre

La colletta per i Luoghi Santi venne istituita da papa Paolo VI per coinvolgere la Chiesa universale nel sostegno finanziario delle diverse iniziative curate dai francescani della Custodia di Terra Santa e dal Patriarcato latino di Gerusalemme – parrocchie, scuole, ospedali, case per anziani, centri di assistenza a migranti, sfollati, rifugiati – in Palestina, Israele, Giordania, Cipro, Siria, Libano, Egitto, Etiopia, Eritrea, Turchia, Iran e Iraq. La colletta del 2023, a livello mondiale, raccolse 6.571.893,96 euro. Di norma, la Custodia di Terra Santa riceve il 65% dei proventi della Colletta, mentre il restante 35% viene destinato al Dicastero per le Chiese Orientali, che provvede a distribuirlo.

Pandemia e pellegrinaggi fermi

“Quest’anno la Colletta diventa una risorsa imprescindibile”, ha scritto il cardinale Claudio Gugerotti, prefetto del dicastero per le Chiese orientali, ai vescovi di tutto il mondo: “Dopo la pandemia, la quasi completa interruzione dei pellegrinaggi e delle piccole attività che soprattutto i cristiani hanno creato a lato di essi, molti sono stati costretti all’esilio. Se vogliamo rinforzare la Terra Santa e assicurare il contatto vivo con i Luoghi Santi”, prosegue il porporato che quest’anno rappresenterà il Papa venerdì pomeriggio alla rievocazione della Passione di Gesù in San Pietro, “occorre sostenere comunità cristiane che, nella loro varietà, offrano al Dio-con-noi la loro lode perenne, anche a nome nostro. Ma perché questo avvenga, abbiamo assoluto bisogno del dono generoso delle vostre comunità”.

La parrocchia del Papa

Tra i vari progetti sostenuti dalla colletta Pro Terra Sancta, c’è anche il supporto alla parrocchia latina di Gaza con la quale papa Francesco è in contatto telefonico dall’inizio della guerra: “Beneficiari raggiunti: 135 persone che fanno parte della comunità della Parrocchia Latina di Gaza”, si legge nel prospetto ufficiale, “600 persone sfollante all’interno della Parrocchia dall’inizio della guerra”. La Custodia, ricorda fra Matteo Brena, coordinatore in Italia dei commissari di Terra Santa, nei mesi passati è riuscita a portare, in collaborazione con il ministero degli Esteri, 250 di Gaza bambini gravemente feriti negli ospedali pediatrici italiani.

La Via crucis di Gaza

In un articolo per l’Osservatore Romano padre Ibrahim Faltas, vicario della Custodia, traccia un parallelo tra la Via Crucis e la situazione nella Striscia: “In questa Settimana Santa percorriamo con il cuore le vie dolorose di Gaza, percorriamole con la speranza di pace e con la certezza del Cristo Risorto”. Le persone di Gaza, ha detto da parte sua il patriarca latino di Gerusalemme Pierbattista Pizzaballa nel messaggio di Pasqua, “hanno tutto il diritto di essere arrabbiati e pieni di odio ma non lo sono”. Il porporato, che in una intervista a Tv2000 ha definito “drammatica, catastrofica, vergognosa” la situazione a Gaza, sottolinea: “Abbiamo non il diritto ma il dovere di celebrare Pasqua, dobbiamo annunciare con le nostre vite e con i nostri gesti che apparteniamo al potente amore di Dio in Gesù”, perché “l’amore di Dio è più potente di ogni segno di oscurità e di morte”.

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