Americani ed europei da Macron: “Cerchiamo intese sull’Ucraina”
dalla nostra corrispondente Anais GinoriPARIGI – Prove di convergenza tra le due sponde dell’Atlantico. Nel giorno della visita di Giorgia Meloni alla Casa Bianca, Emmanuel Macron riesce ad organizzare un vertice sull’Ucraina che tenta di riallineare le posizioni mettendo intorno al tavolo americani, ucraini e una rappresentanza degli europei. «Un’occasione di convergenza molto importante» sottolinea Macron. «Penso che tutti vogliano una pace solida e duratura» ha aggiunto il presidente francese dopo i colloqui con il trio della Casa Bianca che è nella cabina di regia dei negoziati: il segretario di Stato Marco Rubio e gli inviati Keith Kellogg e Steve Witkoff, che qualche giorno fa ha incontrato per la terza volta Vladimir Putin. Da parte ucraina c’erano i ministri degli Esteri e della Difesa Andriy Sybiha e Rustem Umerov.
Finora gli esponenti trumpiani avevano organizzato negoziati separati con russi e ucraini in Arabia saudita, escludendo gli europei. Ora la discussione torna sul continente e include rappresentanti …
PARIGI – Prove di convergenza tra le due sponde dell’Atlantico. Nel giorno della visita di Giorgia Meloni alla Casa Bianca, Emmanuel Macron riesce ad organizzare un vertice sull’Ucraina che tenta di riallineare le posizioni mettendo intorno al tavolo americani, ucraini e una rappresentanza degli europei. «Un’occasione di convergenza molto importante» sottolinea Macron. «Penso che tutti vogliano una pace solida e duratura» ha aggiunto il presidente francese dopo i colloqui con il trio della Casa Bianca che è nella cabina di regia dei negoziati: il segretario di Stato Marco Rubio e gli inviati Keith Kellogg e Steve Witkoff, che qualche giorno fa ha incontrato per la terza volta Vladimir Putin. Da parte ucraina c’erano i ministri degli Esteri e della Difesa Andriy Sybiha e Rustem Umerov.
Finora gli esponenti trumpiani avevano organizzato negoziati separati con russi e ucraini in Arabia saudita, escludendo gli europei. Ora la discussione torna sul continente e include rappresentanti di Francia, Germania e Regno Unito, il cosiddetto formato “E3”. Una configurazione definita «inedita» che riflette la volontà di rafforzare il fronte diplomatico occidentale. Anche se Rubio appena finiti i colloqui ha telefonato al collega russo Sergeij Lavrov per tenerlo al corrente dei lavori, definendoli «promettenti».
Macron ha accolto gli americani per una serie di scambi bilaterali e multilaterali. Un pranzo, seguito da una sessione plenaria, ha permesso di delineare una prima road map su quattro punti: il riconoscimento comune dell’obiettivo di un cessate il fuoco rapido, l’impegno a proseguire un dialogo costruttivo, l’adesione all’idea di una pace duratura a beneficio dell’Ucraina e dell’Europa, e la pianificazione di un nuovo incontro a Londra, già la prossima settimana.
Macron ha insistito sulla necessità di far partecipare l’Europa ai negoziati, con una visione strategica allineata ma autonoma. «Portiamo un’ambizione e un’esigenza europea», ha sottolineato una fonte dell’Eliseo secondo cui l’idea di una “forza di rassicurazione” - una presenza militare occidentale sul territorio ucraino - lanciata da Francia e Regno Unito è stata accolta favorevolmente anche dagli esponenti americani. La natura precisa delle garanzie di sicurezza da fornire a Kiev resta però da definire, in particolare nella loro forma operativa.
Zelensky ha accusato ieri la Cina di fornire armi alla Russia, aggiungendo di avere prove. Il presidente ucraino ha anche ribadito non voler discutere sulla cessione dei cinque territori occupati dai russi dall’inizio dell’invasione, come invece ha ipotizzato Witkoff. «Bisogna partire dalle realtà» spiega la fonte dell’Eliseo. Le discussioni su un eventuale cessate il fuoco, è il ragionamento fatto a Parigi, dovranno basarsi sulla linea di contatto attuale, quindi dall’occupazione russa in diversi territori ucraini. L’approccio è pragmatico: stabilizzare il fronte, poi avviare negoziati su confini e sovranità.
A proposito della visita di Giorgia Meloni alla Casa Bianca, l’Eliseo ha smentito qualsiasi irritazione. «Ogni leader europeo è libero di coltivare le proprie relazioni bilaterali» spiegano all’Eliseo pur ribadendo la «necessità di un coordinamento stretto tra europei». L’Italia non era rappresentata ieri a Parigi. Il formato E3 è già all’opera su altri dossier come l’Iran. «Gli americani comprendono l’utilità di lavorare con gli europei in questo formato» sostiene una fonte diplomatica francese, ricordando il lavoro già avviato da Francia e Regno Unito sulle garanzie di sicurezza per Kiev.
A Parigi l’inviato speciale americano ha ripetuto che Vladimir Putin ha espresso la volontà di una “pace duratura”. «Bisogna prendere i russi in parola» sottolinea una fonte diplomatica francese. Sul tema delicato delle sanzioni contro la Russia - posto da Putin come condizione per un cessate il fuoco - non è stato evocato nessun allentamento. «Dobbiamo utilizzare tutti gli strumenti a disposizione», è stato ribadito dalla parte europea. Di fronte a una Russia ancora opaca nelle sue intenzioni sull’Ucraina e a un’America che cerca un equilibrio tra disimpegno strategico e leadership diplomatica, il vertice di Parigi segna una svolta almeno nel metodo. Il prossimo appuntamento è fissato a Londra, con una promessa: trasformare le convergenze ancora fragili in proposte concrete.