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Kharkiv, sangue sul Venerdì Santo. Zelensky: “Così festeggia la Russia”

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Due missili colpiscono all’alba, 1 morto e 80 feriti. L’ira del presidente ucraino: “Disprezzano la vita”. Terre rare, intesa con gli Usa
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Alle cinque del mattino Alina dormiva. Dormivano tutti nel condominio di 16 piani quando le finestre sono esplose e la facciata è rimasta nuda, pieni di buchi e di schegge. «Sono saltate in tutto il quartiere», ha raccontato. Un morto, più di 80 feriti a causa di due missili Iskander russi sganciati sul cuore della città, Kharkiv, nord dell’Ucraina, anche questa volta con munizioni a grappolo. Uno è esploso a mezz’aria sopra un quartiere residenziale, l’altro ha colpito un sito industriale vicino a un’area abitata. Il giorno prima, altri due missili, questa volta a Izyum: due feriti. A Sumy, dopo la strage della domenica delle Palme, droni e razzi non si sono mai fermati. Ieri i droni russi hanno colpito una panetteria, un morto. La sera prima era toccato a Dnipro: 3 morti, 30 feriti.

Le app che segnalano gli allarmi lavorano senza riposo, anche a sud e a sud-est, si fa la spesa con il suono delle sirene - “Missili balistici verso la regione di Odessa, recati subito in rifugio” - , e …

Alle cinque del mattino Alina dormiva. Dormivano tutti nel condominio di 16 piani quando le finestre sono esplose e la facciata è rimasta nuda, pieni di buchi e di schegge. «Sono saltate in tutto il quartiere», ha raccontato. Un morto, più di 80 feriti a causa di due missili Iskander russi sganciati sul cuore della città, Kharkiv, nord dell’Ucraina, anche questa volta con munizioni a grappolo. Uno è esploso a mezz’aria sopra un quartiere residenziale, l’altro ha colpito un sito industriale vicino a un’area abitata. Il giorno prima, altri due missili, questa volta a Izyum: due feriti. A Sumy, dopo la strage della domenica delle Palme, droni e razzi non si sono mai fermati. Ieri i droni russi hanno colpito una panetteria, un morto. La sera prima era toccato a Dnipro: 3 morti, 30 feriti.

Le app che segnalano gli allarmi lavorano senza riposo, anche a sud e a sud-est, si fa la spesa con il suono delle sirene - “Missili balistici verso la regione di Odessa, recati subito in rifugio” - , e nessuno vorrebbe farci più caso. Però quattro giorni fa, di notte, ci sono stati attacchi e feriti anche nella città sul mare, il cielo era pieno di droni che a occhio nudo sembrano piccole lanterne rosse, cariche di distruzione. La normalità è questa per gli ucraini. «Ecco come la Russia ha iniziato questo Venerdì Santo: con la balistica, i missili da crociera, i droni “shahed” contro il nostro popolo e le nostre città. Bisogna essere dei veri e propri bastardi e disprezzare la vita per effettuare attacchi missilistici del genere su una città normale il Venerdì Santo, la vigilia di Pasqua», denuncia il presidente Zelensky.

Il leader ucraino è di nuovo sotto pressione. Gli americani dicono: se non fate la pace ce ne andiamo, come se i droni di notte sulle città ucraine li pilotassero gli ucraini. E non c’è nemmeno solo l’America: Zelensky ha un fronte aperto anche con la Cina, da quando due settimane fa i servizi ucraini hanno arrestato mercenari cinesi arruolati con i russi. Pechino nega di averne mai saputo nulla, e anzi assicura di aver intimato ai suoi cittadini di non lanciarsi in sconsiderate avventure militari, ma Kiev incalza. Il governo ha annunciato un nuovo lungo elenco di sanzioni contro “entità” che aiutano la Russia a produrre i missili Iskander, «gli stessi che hanno colpito la nostra Kharkiv» precisa Zelensky: «Molte di queste entità sono russe, ma purtroppo alcune provengono anche dalla Cina».

In questa sequela di cattive notizie, ieri ne è arrivata anche una che sembrerebbe buona. La ministra dell’economia, Yulia Svyrydenko e il segretario al Tesoro Usa, Scott Bessent, hanno firmato un memorandum di intesa che dovrebbe portare a un accordo definitivo sulle terre rare e i minerali ucraini entro il 26 aprile, la prossima settimana. Nascerà un fondo di investimenti congiunto tra i due Paesi per gestire i proventi dell’estrazione, ma soprattutto saranno ridimensionate le pretese americane. Gli Usa volevano che Kiev restituisse tutti gli aiuti ricevuti dall’inizio della guerra, come fossero riparazioni imposte a un Paese aggressore. Donald Trump aveva quantificato la cifra in 300 miliardi di dollari, ma dentro quella cifra enorme c’erano anche gli aiuti umanitari e miliardi di prestiti. L’Ucraina ha trovato il modo di contenere le richieste. Il memorandum riconosce il «significativo supporto finanziario e materiale» che Washington ha fornito a Kiev, ma per la prima volta riconosce anche l’aiuto che l’Ucraina ha dato alla pace internazionale quando 30 anni fa accettò di disfarsi del suo arsenale nucleare, volontariamente, firmando il Memorandum di Budapest sotto pressione americana.

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