ROMA – Non è l’adesione al cessate il fuoco proposto e richiesto dal presidente Trump. Perciò Philip Reeker, che nella prima amministrazione del tycoon era assistente segretario di Stato per l’Europa, resta scettico.
Come giudica la situazione in Ucraina e le prospettive di pace, tra la minaccia americana di interrompere la mediazione e la mini tregua pasquale di Putin?
«Il presidente Trump ha insistito molto durante la campagna elettorale che avrebbe risolto la guerra tra Ucraina e Russia in 24 ore. Nessuno se lo aspettava veramente, ma ora sono passati tre mesi e non sembra che la situazione sia più vicina alla risoluzione, nonostante il dramma della visita di Zelensky alla Casa Bianca. I russi hanno ignorato la proposta di Trump e cercano di approfittarsi di lui, sentendo di averlo dalla loro parte. Nel loro tipico stile assumono posizioni massimaliste, senza prendere sul serio i negoziati. Putin sembra giocare al suo solito gioco: rispondere a Trump con tattiche dilatorie e a…
ROMA – Non è l’adesione al cessate il fuoco proposto e richiesto dal presidente Trump. Perciò Philip Reeker, che nella prima amministrazione del tycoon era assistente segretario di Stato per l’Europa, resta scettico.
Come giudica la situazione in Ucraina e le prospettive di pace, tra la minaccia americana di interrompere la mediazione e la mini tregua pasquale di Putin?
«Il presidente Trump ha insistito molto durante la campagna elettorale che avrebbe risolto la guerra tra Ucraina e Russia in 24 ore. Nessuno se lo aspettava veramente, ma ora sono passati tre mesi e non sembra che la situazione sia più vicina alla risoluzione, nonostante il dramma della visita di Zelensky alla Casa Bianca. I russi hanno ignorato la proposta di Trump e cercano di approfittarsi di lui, sentendo di averlo dalla loro parte. Nel loro tipico stile assumono posizioni massimaliste, senza prendere sul serio i negoziati. Putin sembra giocare al suo solito gioco: rispondere a Trump con tattiche dilatorie e aggirando il mediatore immobiliare Steve Witkoff. Il barbaro attacco di Putin contro l’Ucraina nella Domenica delle Palme è sembrato irridere gli sforzi di Trump. Dobbiamo ricordare che la guerra è stata iniziata da Putin. Potrebbe porvi fine in qualsiasi momento, ma finora non ha prestato attenzione a Trump».
Come dovrebbe rispondere il presidente?
«Non vedendo grandi successi, sta cambiando argomento con i dazi. Quindi i russi stanno approfittando di queste distrazioni, mentre si avvantaggiano dell’inviato speciale Witkoff che vola in Russia per parlare con loro. Come prima cosa Trump dovrebbe cercare qualcuno che conosca davvero la situazione, la storia e i retroscena, ma sappia anche come i russi negoziano».
L’imposizione di sanzioni più severe sull’energia sarebbe utile?
«Forse, ma Trump finora non ha fatto nulla, tranne attenzioni verso Mosca. Anche nei dazi annunciati non c’è nulla riguardo Russia o Bielorussia. Quindi è un po’ sconcertante che Putin sembri semplicemente ignorare Trump, mentre lui si concentra su altro».
Secondo i media, Witkoff ha accennato alla possibilità di dare a Putin le quattro province che vuole. È una strategia accettabile?
«Questa decisione spetta agli ucraini, ma non vedo alcuna indicazione che accetteranno una cosa del genere. Avvengono negoziati in cui si discute la definizione di situazioni di fatto in termini di territorio, se fa parte di un armistizio o di un cessate il fuoco. Ci sono conflitti in tutto il mondo dove per decenni non c’è stato un completo riconoscimento, ma questo fattore non spetta a Trump. Non vedo Zelensky, o gli ucraini, accettare questo tipo di cessione di territorio. Sarebbe una ricompensa a qualcuno che ha violato la Carta Onu e e altri accordi. Bisogna guardare con attenzione alle cose di cui stiamo parlando, senza semplificarle con slogan che non riflettono la realtà».