Grossi: “L’intesa Usa-Iran è più vicina ma servirà un monitoraggio che solo l‘Aiea può garantire”
di Fabio TonacciPur con tutta la prudenza che il caso impone, Rafael Mariano Grossi si sente ottimista e definisce quella di ieri «una giornata positiva per la pace». Repubblica contatta al telefono il direttore generale dell’Agenzia internazionale dell’energia atomica (Aiea) al suo rientro a Vienna: in mattinata ha incontrato a Roma il ministro degli Esteri Antonio Tajani prima dell’inizio dei colloqui indiretti Usa-Iran.
Giornata positiva perché?
«Perché la trattativa sul nucleare iraniano, a questo secondo round di negoziato, poteva davvero saltare e tutto si sarebbe fermato. Il rischio c’era. Invece lo spirito di Roma ha dimostrato che è possibile andare avanti».
Il prossimo incontro è già fissato per sabato a Muscat, dove si è tenuto il primo. Questo significa che non ci saranno altre tappe romane?
«Starà alle due parti deciderlo. E tuttavia, l’Italia su questo tema si è guadagnata una credibilità che altri non hanno e poiché la trattativa non si esaurirà certo sabato prossimo, penso che vedremo…
Pur con tutta la prudenza che il caso impone, Rafael Mariano Grossi si sente ottimista e definisce quella di ieri «una giornata positiva per la pace». Repubblica contatta al telefono il direttore generale dell’Agenzia internazionale dell’energia atomica (Aiea) al suo rientro a Vienna: in mattinata ha incontrato a Roma il ministro degli Esteri Antonio Tajani prima dell’inizio dei colloqui indiretti Usa-Iran.
Giornata positiva perché?
«Perché la trattativa sul nucleare iraniano, a questo secondo round di negoziato, poteva davvero saltare e tutto si sarebbe fermato. Il rischio c’era. Invece lo spirito di Roma ha dimostrato che è possibile andare avanti».
Il prossimo incontro è già fissato per sabato a Muscat, dove si è tenuto il primo. Questo significa che non ci saranno altre tappe romane?
«Starà alle due parti deciderlo. E tuttavia, l’Italia su questo tema si è guadagnata una credibilità che altri non hanno e poiché la trattativa non si esaurirà certo sabato prossimo, penso che vedremo altri incontri e riunioni tecniche tra Usa e Iran a Roma».
Quale ruolo si può ritagliare l’Italia?
«Per ora posso dire che la diplomazia italiana sta giocando un ruolo costruttivo, ma penso che non sia impossibile che il vostro Paese rimanga coinvolto da vicino nella trattativa. Ho parlato spesso con Tajani, con cui ho avuto diverse riunioni preparatorie».
Se non salta il tavolo, entro quando ci possiamo aspettare di vedere le firme sull’accordo?
«Si parla di settimane, non di mesi. C’è la volontà di fare presto perché, come sapete, ci sono scenari peggiori all’orizzonte».
Da cosa nasce il suo ottimismo?
«Le due parti hanno cominciato a discutere di cose concrete e ho visto l’intenzione dei due negoziatori di andare avanti. Io parlo con gli americani e parlo con gli iraniani, offro loro il mio punto di vista tecnico che è indispensabile perché senza la possibilità di una verifica sul campo dell’Aiea non è possibile raggiungere accordi sul tema del nucleare».
Dopo l’incontro a Roma, gli Stati Uniti sembrano propensi a concedere la possibilità a Teheran di continuare a sviluppare il nucleare in ambito civile. Si può fare riducendo contemporaneamente a zero il rischio che poi l’Iran, in segreto, possa arricchire l’uranio a fini militari?
«Sì, ma solo prevedendo sul campo un sistema di verifica e monitoraggio serio e dettagliato. La nostra Agenzia già fa un lavoro di ispezione in Iran, adesso scontiamo però un deficit di fiducia. Obiettivo essenziale è ricostruire la fiducia».
Qual è la situazione attuale dell’arricchimento dell’uranio in Iran?
«È ancora quella fotografata dal nostro report del febbraio scorso (274 kg di uranio arricchito al 60 per cento, ndr). A giugno usciremo con un aggiornamento importante».
Qual è l’ostacolo più grosso che si può frapporre tra Usa e Iran?
«Più che di ostacoli parlerei di fattori decisivi. E il fattore decisivo per la riuscita del negoziato non è di natura tecnica, ma politica. Se c’è la volontà politica di arrivare all’intesa, poi noi dell’Agenzia insieme agli esperti iraniani e agli esperti americani sapremo trovare una soluzione tecnica, adattandola alle richieste delle parti».