L’Ucraina pressa Meloni per un vertice a Roma a margine dei funerali del Papa. I dubbi della premier
di Lorenzo De CiccoROMA – I contatti diplomatici tra le due sponde dell’Atlantico sono frenetici. Anche se con il passare delle ore la sensazione, nelle cancellerie di mezza Europa, è che no, non arriveranno certo da Roma gli spiragli di «pace» pretesi da Donald Trump. Soprattutto dopo la batteria di attacchi social riservati, per l’ennesima volta, dal presidente americano al leader ucraino Volodymyr Zelensky. Puntualmente rilanciati in Italia dal vice-premier leghista Matteo Salvini.
The Donald atterrerà a nella Capitale domani sera, per partecipare sabato mattina ai funerali di Papa Francesco in piazza San Pietro. Anche se ancora non c’è nulla di ufficiale e Washington non ha comunicato l’elenco dei bilaterali che l’inquilino della Casa Bianca dovrebbe tenere nell’Urbe, secondo fonti diplomatiche fino a ieri pomeriggio si stava lavorando a tre diversi bilaterali, uno proprio con Zelensky, che aveva chiesto in questi giorni il faccia a faccia; gli altri con il presidente francese Emmanuel Macron e…
ROMA – I contatti diplomatici tra le due sponde dell’Atlantico sono frenetici. Anche se con il passare delle ore la sensazione, nelle cancellerie di mezza Europa, è che no, non arriveranno certo da Roma gli spiragli di «pace» pretesi da Donald Trump. Soprattutto dopo la batteria di attacchi social riservati, per l’ennesima volta, dal presidente americano al leader ucraino Volodymyr Zelensky. Puntualmente rilanciati in Italia dal vice-premier leghista Matteo Salvini.
The Donald atterrerà a nella Capitale domani sera, per partecipare sabato mattina ai funerali di Papa Francesco in piazza San Pietro. Anche se ancora non c’è nulla di ufficiale e Washington non ha comunicato l’elenco dei bilaterali che l’inquilino della Casa Bianca dovrebbe tenere nell’Urbe, secondo fonti diplomatiche fino a ieri pomeriggio si stava lavorando a tre diversi bilaterali, uno proprio con Zelensky, che aveva chiesto in questi giorni il faccia a faccia; gli altri con il presidente francese Emmanuel Macron e con il primo ministro britannico Keir Starmer. Tutti sabato, dopo le esequie. Non significa che l’Italia sarebbe stata tagliata fuori da questo giro d’incontri del presidente Usa: secondo fonti governative di Roma, si starebbe ragionando in queste ore su un possibile incontro al Quirinale tra Trump e il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, insieme alla premier Giorgia Meloni. Non ci sono al momento conferme ufficiali, ma l’ipotesi è in campo, in un contesto geopolitico estremamente instabile e ingarbugliato, soggetto a continui stravolgimenti (anche di agenda).
Il summit sull’Ucraina
Non solo: più fonti a conoscenza diretta del dossier confermano che proprio da Kiev, tramite canali diplomatici, è stato chiesto all’Italia e ad altri partner europei di organizzare un summit più largo, a tema Ucraina. Non soltanto un bilaterale Trump- Zelensky insomma. Il formato proposto sarebbe quello del Quint, che metterebbe davanti alla delegazione ucraina Usa, Italia, Francia, Gran Bretagna e probabilmente anche la Germania, che sarà rappresentata alla cerimonia in Vaticano dal cancelliere uscente, Olaf Scholz, che tra pochi giorni lascerà la guida del governo di Berlino al leader della Cdu, Friedrich Merz. Lo stesso esecutivo federale tedesco ha fatto sapere ieri che Scholz «potrebbe tenere colloqui bilaterali con gli altri capi di Stato e di governo» durante la trasferta romana.
L’idea che non convince e i dubbi sulla sede
La prospettiva di un vertice allargato però non convince tutti gli attori di questa partita. Italia inclusa. Sia Meloni e che il vicepremier, Antonio Tajani, avrebbero espresso riserve ancora prima che le ultime dichiarazioni di Trump irrompessero nel dibattito pubblico dei due continenti. Il motivo è chiaro: nonostante le pressioni degli Stati Uniti, i negoziati sono ancora tortuosi, l’accordo non è alle viste. E un summit a Roma sulla pace, a margine dei funerali del pontefice, non può essere un flop. Sarebbe un boomerang politico-comunicativo di portata mondiale, soprattutto per chi ospita l’appuntamento, cioè l’Italia. Lo stesso Tajani ieri pomeriggio frenava: «Dubito che il giorno del funerale del Papa si possa fare un vertice. Dove si fa il vertice? Il giorno del funerale, Trump con cento macchine di corteo... logisticamente mi pare molto difficile».
Il pressing ucraino però resta. E così nella notte di ieri la situazione era ancora considerata “fluida” da fonti informate: l’idea del summit non è abortita del tutto, anche se è evidente a tutti che le condizioni, nelle ultime ore, siano sensibilmente peggiorate. Non è chiaro quale sarebbe la sede che ospiterebbe gli incontri. Se fossero bilaterali informali e separati fra Trump e i vari leader europei, potrebbero tenersi a Villa Taverna, la residenza dell’ambasciatore Usa. Altrimenti il governo italiano potrebbe mettere a disposizione una sede.
L’ordine alfabetico alle esequie
Per le esequie di Francesco a Roma atterreranno 170 delegazioni. Nelle prossime ore il cerimoniale della Santa Sede formalizzerà la disposizione dei posti per le autorità sul sagrato della basilica. Probabile, da quanto trapela, che si seguirà l’ordine alfabetico dei Paesi in lingua francese, come avvenne per papa Wojty?a: Trump dunque si accomoderebbe molto vicino, se non accanto, a Macron. Poco più in là Meloni. E molto, molto lontano Zelensky.