✕

Spagna, proiettili acquistati da Israele: vince la linea pro-Gaza. Annullato il contratto

Ascolta l'audio

La revoca sarebbe stata voluta dal premier Sánchez. La scelta del ministero dell’Interno di confermare la maxi-partita da 6,6 milioni di euro, aveva fatto tremare la coalizione di governo
1 minuti di lettura

Dopo le tensioni, arriva il passo indietro voluto – dice la stampa spagnola riportando fonti vicine al Governo – dallo stesso premier Pedro Sánchez. La Spagna non acquisterà, come era stato disposto lo scorso 16 aprile dal ministero dell’Interno, un rifornimento di 15 milioni di proiettili da un'azienda israeliana vincitrice di un appalto da 6,6 milioni di euro che ha rischiato di far vacillare la coalizione di governo. Il primo ministro avrebbe imposto di "rescindere in maniera unilaterale il contratto” negando all'impresa israeliana Imi Systen il permesso di importazione del materiale "per ragioni di interesse generale".

Vince la linea pro-Gaza

Inconciliabile la posizione pro-Gaza espressa più volte dall’esecutivo progressista – la Spagna è uno dei pochi Paesi europei ad aver riconosciuto formalmente la Palestina – con il finanziamento allo stato di Israele. Vince così la linea della piattaforma Sumar, della viceministra con delega al Lavoro Yolanda Díaz, che sin da subito ha chiest…

Dopo le tensioni, arriva il passo indietro voluto – dice la stampa spagnola riportando fonti vicine al Governo – dallo stesso premier Pedro Sánchez. La Spagna non acquisterà, come era stato disposto lo scorso 16 aprile dal ministero dell’Interno, un rifornimento di 15 milioni di proiettili da un'azienda israeliana vincitrice di un appalto da 6,6 milioni di euro che ha rischiato di far vacillare la coalizione di governo. Il primo ministro avrebbe imposto di "rescindere in maniera unilaterale il contratto” negando all'impresa israeliana Imi Systen il permesso di importazione del materiale "per ragioni di interesse generale".

Vince la linea pro-Gaza

Inconciliabile la posizione pro-Gaza espressa più volte dall’esecutivo progressista – la Spagna è uno dei pochi Paesi europei ad aver riconosciuto formalmente la Palestina – con il finanziamento allo stato di Israele. Vince così la linea della piattaforma Sumar, della viceministra con delega al Lavoro Yolanda Díaz, che sin da subito ha chiesto la revoca del contratto "che rappresenta una grave violazione degli accordi di governo" cercando di mediare con i partiti interni, come Izquierda Unida, che hanno minacciato di uscire dalla coalizione.

Il caso, unito alle polemiche di due giorni fa sul piano per portare al 2% del Pil la spesa per la Difesa della Spagna entro il 2025, ha messo a dura prova la coalizione di governo e i rapporti tra il primo ministro e Yolanda Díaz confermando la volontà della leader di Sumar di portare a termine la legislatura nonostante le differenze di vedute su alcuni tema sensibili come quello del riarmo.

“Dopo il 7 ottobre la Spagna non compra e non vende armi da Israele”

"Dopo aver esaurito tutte le vie negoziali, la presidenza del Governo, la seconda Vicepresidenza e i ministeri competenti hanno deciso di rescindere unilateralmente il contratto di acquisto di munizioni con l’azienda israeliana IMI Systems", si legge nella nota dell’esecutivo.

"I partiti della coalizione di Governo progressista sono fermamente impegnati nella causa palestinese e nella pace in Medio Oriente. Per questo, dal 7 ottobre 2023, la Spagna non compra né vende armamenti alle aziende israeliane. Né lo farà in futuro. I processi di acquisto ancora aperti sono stati avviati prima di tale data e quelli relativi ad armamenti non verranno eseguiti", conclude.

Leggi i commenti