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Olga Rudenko: “Noi ucraini stretti tra le minacce di Putin e Trump. Sembrano pressioni coordinate”

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Parla la caporedattrice del Kyiv Independent, che a 36 anni è una delle voci più influenti della sua generazione: “Con le bombe sui civili il Cremlino vuole ricordare a Kiev che dipende dalla difesa Usa e quindi deve accettare il loro piano. L’America così tradisce se stessa”
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KIEV – Nella notte dell'assalto russo a Kiev, Olga Rudenko era seduta sul pavimento di casa, il luogo più sicuro dove cercare di ripararsi dalle bombe. Ma i colpi non arrivavano solo dal cielo. “Dopo una giornata complicata mi sentivo come in preda a due fuochi, il fuoco della guerra che la Russia ci impone e il fuoco delle richieste che gli Stati Uniti stanno imponendo all’Ucraina, ovvero la sua resa”, ci dice la caporedattrice del Kyiv Independent quando la incontriamo nella redazione in centro poche ore dopo la strage che ha fatto 12 morti. Negli anni della guerra, il Kyiv Independent è diventato la voce dell’Ucraina all’estero e Rudenko, che ha 36 anni e dirige il quotidiano dal 2021, una delle personalità più influenti della sua generazione”.

Cosa ricorda della notte dell’attacco?
"Ero tornata a casa dopo una lunga giornata, stavo leggendo un libro del poeta ucraino Serhii Zhadan, avevo acceso una candela, mi ero versata un po' di whisky sperando in una notte calma. Poi la si…

KIEV – Nella notte dell'assalto russo a Kiev, Olga Rudenko era seduta sul pavimento di casa, il luogo più sicuro dove cercare di ripararsi dalle bombe. Ma i colpi non arrivavano solo dal cielo. “Dopo una giornata complicata mi sentivo come in preda a due fuochi, il fuoco della guerra che la Russia ci impone e il fuoco delle richieste che gli Stati Uniti stanno imponendo all’Ucraina, ovvero la sua resa”, ci dice la caporedattrice del Kyiv Independent quando la incontriamo nella redazione in centro poche ore dopo la strage che ha fatto 12 morti. Negli anni della guerra, il Kyiv Independent è diventato la voce dell’Ucraina all’estero e Rudenko, che ha 36 anni e dirige il quotidiano dal 2021, una delle personalità più influenti della sua generazione”.

Cosa ricorda della notte dell’attacco?
"Ero tornata a casa dopo una lunga giornata, stavo leggendo un libro del poeta ucraino Serhii Zhadan, avevo acceso una candela, mi ero versata un po' di whisky sperando in una notte calma. Poi la sirena antiaerea è suonata, ma ho pensato che fossero droni, quindi non mi sono mossa. Poi ho capito che era qualcosa di più serio, un livello completamente diverso. Mi sono spostata nel corridoio e mi sono seduta sul pavimento e ho cominciato a scrivere al nostro team che copre il servizio notturno ed è basato in Nordamerica”.

Ha avuto paura?

"Sai, ti vengono questi pensieri stupidi: pensi, se devo morire qui, forse almeno posso renderlo piacevole, quindi sono tornata di corsa nella stanza, ho preso il whisky e il libro, e sono tornata nel corridoio”.
E ha scritto quel tweet, che è diventato virale, in cui descrive la sensazione di sentirsi sotto due fuochi. Chi vi attacca?
“Il fuoco della guerra che la Russia ci ha imposto e il fuoco delle richieste che gli Stati Uniti stanno imponendo all'Ucraina ora, questa incredibile svolta in cui l’America si sta allineando con la Russia e mentre fanno pressione sull'Ucraina Mosca attacca Kiev, ci fanno pressione da due lati, ed è quasi come se fossero coordinati”.


Si sente tradita?

“Penso che qui le persone si sentano tradite non dall'America, ma dall'amministrazione americana. Riceviamo ogni giorno email, donazioni e varie manifestazioni di supporto dal nostro pubblico americano. Ma questa amministrazione, in nome dell'America, sta tradendo l'Ucraina, e non solo tradendo l'Ucraina, penso che ora l'America stia tradendo se stessa. Per lungo tempo gli americani si sono pensati come una nazione che rappresentava la libertà e la democrazia ovunque ma le scelte che il governo americano sta facendo ora tradiscono questi ideali. Riconoscere la Crimea, revocare le sanzioni alla Russia cambierà la storia e la reputazione americana ovunque nel mondo, e non credo nemmeno che gli americani comuni capiscano che tipo di tradimento si sta verificando in loro nome”.

Trump dice che non avreste mai dovuto iniziare una guerra contro un Paese 20 volte più grande di voi. Cosa pensa quando sente queste parole?

“Che al Cremlino c'è gente che sta ridendo ora. Chi avrebbe mai pensato che l'amministrazione americana sarebbe finita per essere la migliore arma russa”.

Ma se Trump è così amico di Putin come dice, perché la strage di Kiev proprio mentre il Cremlino sta ottenendo ciò che vuole?
“Sta ricordando all'Ucraina la sua dipendenza dall'America perché uno degli elementi chiave da cui dipendiamo è la difesa aerea americana. Quindi colpendo le città con i missili si può arrivare a esaurire le riserve di difesa aerea ucraine e anche a ricordare all'Ucraina che dipende da Trump”.

Cosa può fare ora il suo Paese?
“Essere forte e stringere un'alleanza con l'Europa più forte di quella che ha ora. Penso che l'Europa sia molto più forte di quanto probabilmente crede di essere. Quello che succede qui è una minaccia esistenziale anche per le generazioni future del vostro Paese”.

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