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Von der Leyen incassa la stretta di mano con Trump: “Presto il summit Usa-Ue”

(ansa)

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La presidente della Commissione europea e il presidente americano si sono stretti la mano e hanno avuto un breve scambio sul sagrato di piazza San Pietro prima dell'avvio della cerimonia funebre di Papa Francesco
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CITTÀ DEL VATICANO – «Penso che dovremo vederci. Non è vero che non voglio incontrarvi». Probabilmente non basta questa battuta di Donald Trump per augurare una sorta di “Pax Vaticana” tra gli Usa e l’Unione europea. Di certo, però, contribuisce ad uno primo scongelamento dei rapporti con la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen.

I funerali di Papa Francesco, dunque, hanno prodotto un piccolo miracolo diplomatico. La stretta di mano tra il Tycoon e la leader di Bruxelles (e con il presidente del consiglio europeo, Antonio Costa) potenzialmente può aprire una nuova stagione di relazioni. Nelle prossime settimane, infatti, - probabilmente tra fine maggio e giugno - si terrà il faccia a faccia che sembrava insperato nelle stanze di Palazzo Berlaymont. «Papa Francesco – è la frase scelta da von der Leyen per ricordare il Pontefice ma che sembra studiata per affrontare i nuovi scenari - ha costruito ponti. Ora possiamo percorrerli».

Del resto i contatti tra la Casa Bi…

CITTÀ DEL VATICANO – «Penso che dovremo vederci. Non è vero che non voglio incontrarvi». Probabilmente non basta questa battuta di Donald Trump per augurare una sorta di “Pax Vaticana” tra gli Usa e l’Unione europea. Di certo, però, contribuisce ad uno primo scongelamento dei rapporti con la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen.

I funerali di Papa Francesco, dunque, hanno prodotto un piccolo miracolo diplomatico. La stretta di mano tra il Tycoon e la leader di Bruxelles (e con il presidente del consiglio europeo, Antonio Costa) potenzialmente può aprire una nuova stagione di relazioni. Nelle prossime settimane, infatti, - probabilmente tra fine maggio e giugno - si terrà il faccia a faccia che sembrava insperato nelle stanze di Palazzo Berlaymont. «Papa Francesco – è la frase scelta da von der Leyen per ricordare il Pontefice ma che sembra studiata per affrontare i nuovi scenari - ha costruito ponti. Ora possiamo percorrerli».

Del resto i contatti tra la Casa Bianca e i “big” comunitari non sono mai stati facili. Anche nel precedente mandato Trump non aveva nascosto una certa idiosincrasia nei confronti dell’Unione. Per la presidente della Commissione, è soprattutto il modo di uscire da una impasse politica. La proposta di Giorgia Meloni di organizzare a Roma un summit euro-americano con i tutti i capi di Stato e di governo dell’Unione aveva provocato più di un dissapore in diverse cancellerie. In particolare in Francia, Spagna, Polonia e Germania.

Von der Leyen, che ha parlato brevemente anche con la premier italiana, aveva quindi bisogno di dimostrare che poteva fare a meno della mediazione italiana. Un incontro a quattr’occhi viene considerato dalla “squadra” brussellese proprio la strada migliore per riprendere in mano il bandolo della matassa. In primo luogo per evitare la guerra commerciale ancora in stallo totale. Ma anche per discutere del percorso di pace in Ucraina.

Non è un caso che ieri von der Leyen abbia incontrato per circa mezz’ora anche il presidente ucraino Zelensky nella sede dell’ambasciata di Kiev a Roma. Il piano per la tregua predisposto tra Washington e Mosca non convince di certo il capo dell’Ucraina ma nemmeno gli europei. «L’Europa – ha infatti detto la presidente della Commissione - sosterrà sempre l’Ucraina nella ricerca della pace. Potete contare sul nostro sostegno al tavolo delle trattative per una pace giusta e duratura». E ha aggiunto: «Abbiamo anche discusso dei passi che l’Ucraina sta compiendo per guadagnarsi un posto nella nostra famiglia».

Rassicurazioni che hanno confortato Zelensky: «Abbiamo parlato delle misure che contribuiranno a proteggere la vita degli ucraini, a ripristinare la sicurezza e ad avvicinare un cessate il fuoco incondizionato. Del rafforzamento della cooperazione tra Ucraina e Ue, in particolare attraverso l’iniziativa ReArm Europe». Non casuale il riferimento al le possibili nuove sanzioni europee contro la Russia. Tra i punti della bozza di accordo russo-americana contestati dall’Ue e dalla Gran Bretagna c’è infatti la richiesta del Cremlino di cancellare tutte le misure economiche anti-Cremlino. L’Ue è anche particolarmente allarmata dalla possibilità di consegnare formalmente la Crimea a Mosca. «Pretendere che l’Ucraina ceda parte del suo territorio all’aggressore Putin – scrive il Commissario Ue alla Difesa, Andrius Kubilius - è una semplice e tragica ripetizione dell’errore fatale commesso in passato da Chamberlain» con Hitler: «Fu l’inizio del cammino verso la Seconda guerra mondiale».

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