Esteri

Svezia, sparatoria a Uppsala: “Tre morti”. L’autore in fuga in monopattino. L’ombra delle gang

Imponente operazione in corso, diverse ambulanze presenti sul posto dopo i colpi in un salone da barbiere. Ancora un nuovo grave caso di criminalità nel Paese scandinavo

1 minuti di lettura

Ancora morti in Svezia per una sparatoria. Nel centro di Uppsala, cittadina universitaria 70 chilometri a nord di Stoccolma, l’allarme è scattato alle 17.04. Poche ore dopo la polizia ha confermato quanto era già trapelato sui media locali: tre persone sono rimaste uccise. Testimoni che hanno parlato con la radio pubblica Sveriges Radio dicono di aver sentito cinque o sei spari nei pressi di un barbiere in una piazza centrale, poco distante dalla stazione ferroviaria. La polizia ha isolato l’area vicino a piazza Vaksala e ha fatto subito scattare la caccia all’uomo, anche con elicotteri e pattuglie cinofile: il sospettato della sparatoria sarebbe fuggito su un monopattino elettrico e secondo alcune descrizioni aveva il volto coperto.

Non si conosce al momento il movente, la polizia ufficialmente indaga per omicidio. Nelle foto si vedono gli agenti davanti allo Shalom Barber, gestito da un eritreo: se si trattasse effettivamente del barbiere della sparatoria allora potrebbe prendere piede la pista dell’attentato antisemita o xenofobo. Tuttavia, secondo la rete pubblica Svt, una delle vittime era indagata per aver pianificato un attentato contro un genitore del capogang Ismail Abdo.

Testimoni sentiti dal Göteborgs-Posten si dicono scioccati perché «in precedenza nella zona si era verificato solo un piccolo furto di biciclette». La tensione in città, con il killer in fuga, è alta, perché oggi a Uppsala si festeggia la notte di Valpurga, la festa tradizionale che celebra l’arrivo della primavera, che attira tra 100mila e 150mila persone nelle strade della città universitaria. «Ciò che è successo è estremamente grave», ha dichiarato il ministro della Giustizia Gunnar Strömmer.

La Svezia negli ultimi anni ha visto un aumento drammatico dei casi di criminalità, perlopiù legata alle gang. Il governo di minoranza di destra è salito al potere nel 2022 con la promessa di contrastare queste violenze. Ha inasprito le leggi e conferito maggiori poteri alla polizia. Gli autori sono sempre più spesso adolescenti, assoldati come sicari perché hanno meno di 15 anni, età minima per essere considerati penalmente responsabili in Svezia.

A febbraio il governo ha anche promesso di riformare le leggi sulle armi, sull’onda emotiva della strage di Örebro, dove 10 persone sono state uccise, nella sparatoria di massa più mortale della storia del Paese, da un 35enne con problemi mentali che ha aperto il fuoco su studenti e insegnanti — molti di origine immigrata — in un centro di istruzione per adulti. E a fine gennaio un altro caso aveva scosso la Svezia. Salwan Momika — noto per aver bruciato il Corano — è stato ucciso a colpi di pistola nella sua casa di Södertälje, durante una diretta TikTok. E la polizia non ha ancora trovato l’assassino.

I commenti dei lettori