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Mike Waltz, chi è l’ex militare entrato nel mirino dei Maga che ha pagato lo scandalo della chat

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Per 27 anni nell’esercito, falco anticinese, il consigliere per la sicurezza nazionale era mal visto dai più estremisti dell’amministrazione
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Il Trump II perde il suo primo pezzo, il consigliere per la sicurezza nazionale Mike Waltz. È lui a pagare per lo scandalo della chat di Signal, in cui ha inserito per errore il direttore della rivista The Atlantic, Jeffrey Goldberg, mettendolo a conoscenza di segreti militari su un attacco americano agli Houti nello Yemen.

(reuters)

Chi è Mike Waltz

Nato in Florida 51 anni fa, ex berretto verde dell'esercito, Mike Waltz ha prestato servizio in più missioni in Afghanistan, Medio Oriente e Africa. Decorato con quattro medaglie Bronze Star, ha passato 27 anni sotto le armi e ha lavorato anche al Pentagono come consulente politico, quando Donald Rumsfeld e Robert Gates erano a capo della Difesa. Durante i suoi tre mandati da deputato repubblicano si era fatto le ossa nelle commissioni legate a politica estera, intelligence e forze armate e si era distinto per le sue posizioni da falco soprattutto nei con…

Il Trump II perde il suo primo pezzo, il consigliere per la sicurezza nazionale Mike Waltz. È lui a pagare per lo scandalo della chat di Signal, in cui ha inserito per errore il direttore della rivista The Atlantic, Jeffrey Goldberg, mettendolo a conoscenza di segreti militari su un attacco americano agli Houti nello Yemen.

(reuters)

Chi è Mike Waltz

Nato in Florida 51 anni fa, ex berretto verde dell'esercito, Mike Waltz ha prestato servizio in più missioni in Afghanistan, Medio Oriente e Africa. Decorato con quattro medaglie Bronze Star, ha passato 27 anni sotto le armi e ha lavorato anche al Pentagono come consulente politico, quando Donald Rumsfeld e Robert Gates erano a capo della Difesa. Durante i suoi tre mandati da deputato repubblicano si era fatto le ossa nelle commissioni legate a politica estera, intelligence e forze armate e si era distinto per le sue posizioni da falco soprattutto nei confronti della Cina: nel 2022 aveva chiesto agli Usa di boicottare le Olimpiadi invernali di Pechino a causa del coinvolgimento cinese nell'origine del Covid-19 e per la persecuzione della minoranza musulmana degli Uiguri.

Sempre dalla parte di Trump

Sempre a fianco di Donald Trump, che ha difeso anche dopo l’assalto al Congresso del 6 gennaio 2021 e di cui ha cavalcato la battaglia contro le politiche dell’esercito sull’inclusività, il 20 gennaio scorso è stato premiato per la sua fedeltà con il prestigioso ruolo di consigliere per la sicurezza nazionale. Sull’Ucraina e su TikTok ha nel tempo mutato le sue posizioni avvicinandosi a quelle del presidente, di cui è stato anche un volto della campagna sull’acquisizione della Groenlandia, isola che ha visitato insieme al vicepresidente J. D. Vance.

(afp)

Le tensioni con il mondo Maga

Nei mesi si erano fatti tesi i suoi rapporti con Susie Wiles, la potente chief of staff di Trump, al punto che lo stesso Vance aveva consigliato a Waltz di essere più deferente nei confronti di Wiles. Pur essendo ideologicamente un falco, era considerato capace di dialogare con l’ala più tradizionalista del partito repubblicano. E infatti era già entrato nel mirino dell’estremista di destra Steve Bannon e poi di Laura Loomer, influencer Maga che a inizio aprile in una conversazione nello Studio Ovale con Donald Trump lo aveva inserito nella lista dei collaboratori non fedeli al 100% al presidente e al movimento Maga e quindi a rischio purga, oltre a spingere la teoria del complotto secondo cui Alex Wong – vice di Waltz, figlio di immigrati del Guangdong e anch’egli ora silurato – fosse legato a Pechino. Meno di un mese dopo, la testa di Waltz e quella di Wong sono cadute.

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