✕

Il ritorno di Stalingrado: Putin ribattezza l’aeroporto di Volgograd e celebra il dittatore

(reuters)

Ascolta l'audio

Cambio immediato per decreto dopo anni di tentativi di restituire l’antico nome sovietico alla “città eroica” che resistette ai nazisti e cambiò le sorti della Seconda Guerra Mondiale. L’omaggio al dittatore riabilitato
3 minuti di lettura

MOSCA – Torna l’antico nome divisivo. Che evoca l’eroico sacrificio dei sovietici che resistettero ai nazisti, ma anche il sanguinario dittatore. E non solo per un giorno isolato, com’era accaduto in passato. Per decreto del presidente russo Vladimir Putin, l’aeroporto internazionale di Volgograd è stato rinominato Stalingrado con effetto immediato «al fine di perpetuare la Vittoria del Popolo sovietico nella Grande Guerra Patriottica del 1941-1945», com’è conosciuta in Russia la Seconda guerra Mondiale.

(reuters)

Un nome «autentico, orgoglioso, coraggioso ed eroico», lo ha definito il governatore locale, Andrej Bocharov, facendosi portavoce della richiesta avanzata dai «residenti della regione di Volgograd, dalla comunità dei veterani e anche dai partecipanti all’Operazione militare speciale» in Ucraina. «La parola dei veterani è legge per me», ha risposto Putin. Detto, fatto.

L’ex Tsaritsyn, poi Sta…

MOSCA – Torna l’antico nome divisivo. Che evoca l’eroico sacrificio dei sovietici che resistettero ai nazisti, ma anche il sanguinario dittatore. E non solo per un giorno isolato, com’era accaduto in passato. Per decreto del presidente russo Vladimir Putin, l’aeroporto internazionale di Volgograd è stato rinominato Stalingrado con effetto immediato «al fine di perpetuare la Vittoria del Popolo sovietico nella Grande Guerra Patriottica del 1941-1945», com’è conosciuta in Russia la Seconda guerra Mondiale.

(reuters)

Un nome «autentico, orgoglioso, coraggioso ed eroico», lo ha definito il governatore locale, Andrej Bocharov, facendosi portavoce della richiesta avanzata dai «residenti della regione di Volgograd, dalla comunità dei veterani e anche dai partecipanti all’Operazione militare speciale» in Ucraina. «La parola dei veterani è legge per me», ha risposto Putin. Detto, fatto.

L’ex Tsaritsyn, poi Stalingrado e infine Volgograd

Era il 1961 quando l’allora Stalingrado venne ribattezzata Volgograd. Decisione di Nikita Krusciov che, al culmine della sua lotta contro il culto della personalità del suo brutale predecessore, volle cancellarne la memoria anche dal nome della città simbolo della resistenza sovietica all’invasione nazista.

La città affacciata sul fiume Volga, porta del Caucaso, cambiava nome per la seconda volta. Costruita come fortezza contro le invasioni turche da Ivan il Terribile, era stata fondata nel 1589 col nome Tsaritsyn, dal tataro Sary Sun, “Isola Gialla”, ed era diventata Stalingrado nel 1925 dopo la Rivoluzione in onore del nuovo segretario del Pcus Iosif Stalin che da lì, da commissario politico dei “rossi”, aveva guidato la resistenza dei bolscevichi alle milizie “bianche” dei sostenitori dello zar.

La battaglia di Stalingrado

Proprio perché intitolata a Stalin, Hitler voleva a tutti i costi conquistarla e farne un trofeo. Nell’inverno tra il 1941 e il 1942 fu stretta d’assedio dalle forze naziste. La città divenne simbolo dello scontro tra due ideologie e due dittatori baffuti. Entrambi proibirono alle loro truppe di ritirarsi, mentre Stalin si rifiutò di permettere persino alla popolazione civile di evacuare. Oltre due milioni di sovietici morirono, soprattutto civili, prima di vincere nel febbraio 1943 quella che è ricordata nei libri di storia come “la battaglia di Stalingrado” e che cambiò le sorti del fronte orientale e della Seconda guerra mondiale. Vent’anni più tardi, in piena destalinizzazione, diventò Volgograd, dal nome del fiume che la attraversa.

Le petizioni

Da anni si moltiplicavano le iniziative per restituirle il suo antico “nome eroico”. La comunista Alevtina Aparina perorò il ritorno al vecchio nome nel 2002. Invano. «Metà della popolazione non ama affatto Stalin, l’altra metà lo ama troppo. Non dividiamo la società». Nel 2013, in occasione del 70° anniversario della vittoria nella battaglia, Aparina ci provò nuovamente raccogliendo 100mila firme. Per tutta risposta, la Duma cittadina stabilì che la città avrebbe ripristinato soltanto in occasioni speciali, per un singolo giorno. Oggi cambia nome nove volte l'anno.

La questione era stata sollevata nuovamente nel 2021 dal co-presidente del partito politico Russia Giusta - Per la Verità, lo scrittore combattente Zakhar Prilepin. Aveva annunciato che avrebbe presentato un disegno di legge, ma non diede seguito alla promessa.

Nell’estate del 2022, il governatore Bocharov aveva infine firmato la legge che prevede che qualsiasi cambio di nome sarà possibile soltanto tramite referendum, ma il voto non è mai stato indetto. Ridare alla città il suo nome sovietico sembrava un omaggio troppo smaccato al dittatore responsabile delle Purghe e del Grande Terrore.

«Il prezzo è troppo alto e cambiare il nome di Volgograd è completamente inutile. A maggior ragione se si considera che il nome famigerato di Stalin è inaccettabile per ragioni storiche, etiche e molte altre. I politici vanno e vengono, mentre il grande fiume Volga rimane per sempre. Volgograd è il nome migliore per la città», aveva osservato Igor Belskikh, professore di Economia presso la sede di Volgograd dell’Università Russa di Economia Plekhanov.

I sondaggi gli danno ragione. Secondo le rilevazioni del centro statale Vtsiom, il 67% dei residenti di Volgograd respinge la misura definendola uno spreco di denaro e un’assurdità. E la maggior parte è contraria sostenendo che non si dovrebbe vivere nel passato.

Il busto di Stalin

Per Putin, però, quel passato corrobora la sua retorica sulla “denazificazione” della vicina Ucraina. Tanto che il dittatore sovietico che provocò l’Holodomor, la carestia che uccise milioni di cittadini sovietici, e ordinò le esecuzioni sommarie dell'era del Grande terrore è stato riabilitato come il leader che sconfisse il nazismo e trasformò l'Urss in una superpotenza.

Non a caso, il 1° febbraio del 2023, un monumento a Iosif Stalin è stato pomposamente inaugurato a Volgograd soli 120 metri da un memoriale che commemora le vittime delle repressioni politiche. E contemporaneamente in città si è tenuta una manifestazione a sostegno del cambio di nome. Che ora non sembra più così improbabile.

Leggi i commenti