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Gaza, Israele approva conquista e occupazione. Ma l’Idf frena: “Non dove sono gli ostaggi”

(reuters)

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Scontro nel gabinetto di sicurezza, ma il piano militare per l’allargamento dell’offensiva passa all’unanimità. Gli aiuti per ora non passano. Ben Gvir: la Striscia ha cibo a sufficienza. Il capo di Stato maggiore lo attacca: “Non li possiamo affamare”
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GERUSALEMME – Il gabinetto di sicurezza israeliano ha approvato l’allargamento su vasta scala dell’offensiva nella Striscia. Si potrebbe arrivare fino all'occupazione dell'intera enclave, una prospettiva che ha sollevato l’ira delle famiglie degli ostaggi ancora in mano a Hamas. Tanto da spingere l’Idf a “correggere” le informazioni diffuse in mattinata: “Il piano approvato dal gabinetto

di sicurezza per l'espansione dell'operazione a Gaza è ampio ma comunque limitato. Non prevede operazioni nelle zone dove si sospetta la presenza di ostaggi. L'Idf passerà da incursioni temporanee alla conquista di aree (ma non dell'intera Striscia), con operazioni di bonifica e attività intensiva nei tunnel". Le decisioni includono anche un nuovo piano per la distribuzione degli aiuti nell’enclave palestinese alla fame a causa del conflitto e del blocco dell’ingresso dei tir umanitari deciso dallo Stato ebraico. Il piano però non prevede il via libera immediato ad alimenti, farmaci e generi di prima …

GERUSALEMME – Il gabinetto di sicurezza israeliano ha approvato l’allargamento su vasta scala dell’offensiva nella Striscia. Si potrebbe arrivare fino all'occupazione dell'intera enclave, una prospettiva che ha sollevato l’ira delle famiglie degli ostaggi ancora in mano a Hamas. Tanto da spingere l’Idf a “correggere” le informazioni diffuse in mattinata: “Il piano approvato dal gabinetto

di sicurezza per l'espansione dell'operazione a Gaza è ampio ma comunque limitato. Non prevede operazioni nelle zone dove si sospetta la presenza di ostaggi. L'Idf passerà da incursioni temporanee alla conquista di aree (ma non dell'intera Striscia), con operazioni di bonifica e attività intensiva nei tunnel". Le decisioni includono anche un nuovo piano per la distribuzione degli aiuti nell’enclave palestinese alla fame a causa del conflitto e del blocco dell’ingresso dei tir umanitari deciso dallo Stato ebraico. Il piano però non prevede il via libera immediato ad alimenti, farmaci e generi di prima necessità. I camion – viene fatto sapere – verranno lasciato entrare solo dopo la conclusione del viaggio del presidente Donald Trump nella regione.

Il piano operativo per la prossima fase della campagna nella Striscia, che includerebbe la "conquista di Gaza e il mantenimento dei territori" è stato approvato all’unanimità, riferisce il Times of Israel.

Israele controlla già circa la metà del territorio di Gaza, compresa una zona cuscinetto lungo il confine con Israele e tre corridoi che corrono da est a ovest lungo la Striscia. Il via libera al piano è giunto all'indomani dell'annuncio israeliano della mobilitazione di decine di migliaia di riservisti per l'espansione delle operazioni a Gaza, che secondo Israele ha lo scopo di aumentare la pressione su Hamas affinché negozi un cessate il fuoco più in linea con le condizioni dello Stato ebraico.

(afp)

Il piano presentato dal Capo di Stato Maggiore delle Idf, il tenente generale Eyal Zamir, prevede anche lo spostamento della popolazione civile verso sud e gli attacchi ad Hamas affinché non assuma il controllo degli aiuti umanitari usati come leva politica e di consenso, con l'obiettivo di "distruggere le capacità di governo" del gruppo terroristico.

Durante la riunione di gabinetto, c'è stata una "accesa discussione" tra Zamir, e il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir, dopo che questi aveva detto che non è necessario consentire l'ingresso di aiuti umanitari nella Striscia di Gaza. Secondo Canale 12, il ministro di estrema destra ha affermato che "le riserve alimentari di Hamas dovrebbero essere bombardate" e che Gaza ha "aiuti a sufficienza".

Zamir, avrebbe replicato duramente che "idee come questa mettono in pericolo" Israele. Eppure, riporta l'emittente pubblica Kan, lo stesso Netanyahu è intervenuto per sostenere Ben Gvir e dire all'alto ufficiale che "ogni ministro può esprimere la propria posizione". Parole alle quali Zamir ha risposto dicendo che "esiste il diritto internazionale e Israele si impegna a rispettarlo: non possiamo affamare la Striscia".

Il procuratore generale Gali Baharav-Miara ha sottolineato che Israele è "obbligato a portare aiuti nella Striscia in base al diritto internazionale". Alla fine il gabinetto ha approvato un piano per riprendere le consegne di aiuti a Gaza, rivedendone al contempo il meccanismo al fine di ridurre al minimo il “dirottamento” da parte di Hamas. Ben Gvir è stato l'unico a votare contro il piano, che verrà attuato "quando la situazione a Gaza lo richiederà".

Il capo di stato maggiore Zamir ha anche avvertito i ministri del governo Netanyahu che la nuova operazione a Gaza potrebbe mettere in pericolo gli ostaggi ancora nell'enclave: "Israele potrebbe perdere gli ostaggi se lancia un'operazione su larga scala nella Striscia", ha detto. Lo riferisce Channel 13.

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