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Germania, ecco il nuovo governo: pronto il cordone contro l’Afd

(reuters)

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BERLINO – Un governo che «farà avanzare la Germania». I due leader della nascitura maggioranza nero-rossa, Friedrich Merz e Lars Klingbeil, sembrano aver introiettato la batosta elettorale. Il nuovo governo tedesco vanta molti volti nuovi, qualche tecnico, e sarà più giovane. E il cancelliere in pectore ha sottolineato ieri, alla firma del contratto di coalizione, che «prenderà sul serio le preoccupazioni dei cittadini». Tutti sono consapevoli della responsabilità che grava su questa legislatura, ha aggiunto, mentre si moltiplicano i sondaggi che attestano il sorpasso di Alice Weidel sul partito fondato da Adenauer: l’Afd è al 25-26%.

Ma Klingbeil, anche in polemica con i sovranismi dilaganti, ha promesso una Germania che tornerà al centro del continente dopo tre anni di latitanza, che «andrà avanti per rafforzare l’Europa come motore economico, partner commerciale affidabile nel mondo e luogo di libertà». Perché questo governo, ha riassunto Merz, «è condannato ad avere successo». Sta…

BERLINO – Un governo che «farà avanzare la Germania». I due leader della nascitura maggioranza nero-rossa, Friedrich Merz e Lars Klingbeil, sembrano aver introiettato la batosta elettorale. Il nuovo governo tedesco vanta molti volti nuovi, qualche tecnico, e sarà più giovane. E il cancelliere in pectore ha sottolineato ieri, alla firma del contratto di coalizione, che «prenderà sul serio le preoccupazioni dei cittadini». Tutti sono consapevoli della responsabilità che grava su questa legislatura, ha aggiunto, mentre si moltiplicano i sondaggi che attestano il sorpasso di Alice Weidel sul partito fondato da Adenauer: l’Afd è al 25-26%.

Ma Klingbeil, anche in polemica con i sovranismi dilaganti, ha promesso una Germania che tornerà al centro del continente dopo tre anni di latitanza, che «andrà avanti per rafforzare l’Europa come motore economico, partner commerciale affidabile nel mondo e luogo di libertà». Perché questo governo, ha riassunto Merz, «è condannato ad avere successo». Stamane sono previsti il voto e il giuramento al Bundestag.

Per i prossimi quattro anni il convitato di pietra dei moderati, ça va sans dire, sarà l’Afd. Anche se l’ultradestra è reduce da una classificazione che la marchierà per sempre e contro la quale ha fatto ieri ricorso. Per i servizi segreti è «accertato» che l’Afd è un partito di estrema destra. E ora tre governatori di land chiedono di tagliarle i finanziamenti, mentre alcuni esponenti della Cdu e della Spd continuano a ragionare ad alta voce su una messa al bando. E il capo di gabinetto di Merz, Thorsten Frei, ha già minacciato un’attenta verifica degli impiegati pubblici che hanno la tessera del partito di Weidel. In Germania i beamten, i dipendenti statali, sono vincolati alla fedeltà alla costituzione. Soprattutto, dal punto di vista politico è chiaro che per alcuni esponenti della Cdu - in primis il neocapogruppo Jens Spahn - tentati da alleanze con l’ultradestra sarà molto più difficile proporre convergenze.

Nel nuovo gabinetto a guida Merz, il leader della Spd Klingbeil si è ritagliato il ruolo di vicecancelliere e ministro delle Finanze. È ancora capo del partito, ma una poltrona l’ha dovuta cedere: il capogruppo al Bundestag sarà Matthias Miersch. Entrambi sono figliocci dell’ex cancelliere Gerhard Schroeder. E da lui Klingbeil ha imparato una lezione fondamentale. Come nota lo Spiegel, dai “Frogs”, dai “Friends of Gerhard Schroeder”, si è passati ai “Frols”, i “Friends of Lars Klingbeil”. La caratteristica principale della pattuglia di ministri della Spd è che sono fedelissimi al capo.

Ma c’è anche un’importante conferma: Boris Pistorius resta ministro della Difesa; il politico più popolare tra i tedeschi (che Klingbeil aveva scartato come candidato alternativo a Scholz per le scorse elezioni) resta al suo posto. Un’altra figura popolare, anche nel partito, l’ex presidente del Bundestag Baerbel Bas, diventa ministro del Lavoro. Ma sono gli unici volti noti riconfermati. Gli altri sono nuovi. Dal “cerchio magico” di Klingbeil arrivano il nuovo ministro dell’Ambiente, Carsten Schneider, la nuova ministra delle Infrastrutture ed ex imprenditrice di successo, Verena Hubertz, e Stefanie Hubig, che andrà della Giustizia. Un altra novità è la ministra degli Aiuti allo sviluppo, Reem Alabali-Radovan, nata a Mosca da una famiglia irachena e cresciuta in un land dell’Est, Meclemburgo-Pomerania.

Merz e il capo della Cdu Soeder avevano annunciato i loro ministri già la scorsa settimana: la politica estera sarà saldamente gestita dalla Cdu, divisa tra la Cancelleria e il nuovo ministro degli Esteri, Johann Wadephul. L’ex top manager Katherina Reiche è stata nominata a sorpresa ministro dell’Economia: una delle scelte “tecnocratiche” del leader Cdu, che vuole segnalare quanto conteranno le competenze. L’altra novità è che il neonato ministero del Digitale sarà affidato all’ex capo delle catene dell’elettronica Saturn e Mediamarkt, Karsten Wildberger. Mentre la Csu si è intestata uno dei dossier più spinosi: Alexander Dobrindt sarà ministro dell’Interno e si occuperà di immigrazione.

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