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Internet a singhiozzo e Gps in tilt, così Mosca blinda la parata del 9 maggio dopo i droni

(afp)

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Disturbi alla telefonia mobile e ai sistemi di navigazione satellitare per proteggere i 29 leader stranieri in arrivo per la Giornata della Vittoria sul nazismo. Ieri sono stati respinti 70 attacchi. Oggi l’ultima prova della sfilata. I falchi: “Ma ci vorrebbe lo stato d’emergenza”
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MOSCA – Un sms avverte i moscoviti che l’accesso a Internet sarà limitato fino a venerdì «per garantire la sicurezza degli eventi festivi», vale a dire le commemorazioni dell’ottantesimo anniversario del trionfo sul nazismo previste il 9 maggio, Giornata della Vittoria, la festività laica architrave del potere putiniano. Poco dopo le linee cominciano a saltare. I principali operatori russi di telefonia mobile si scusano per i «guasti dovuti a cause indipendenti» e suggeriscono di «usare il wi-fi».

Mosca si difende così dopo che sabato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva di fatto respinto la proposta russa di un cessate-il-fuoco dall’8 al 10 maggio sottolineando di non «garantire la sicurezza» dei leader stranieri che venerdì assisteranno alla parata militare in Piazza Rossa accanto a Vladimir Putin. Una velata minaccia a cui Kiev ha dato subito seguito.

Dopo i 26 droni intercettati domenica notte, quattro nella regione di Mosca, l’Ucraina ne ha lanciati 105 nella not…

MOSCA – Un sms avverte i moscoviti che l’accesso a Internet sarà limitato fino a venerdì «per garantire la sicurezza degli eventi festivi», vale a dire le commemorazioni dell’ottantesimo anniversario del trionfo sul nazismo previste il 9 maggio, Giornata della Vittoria, la festività laica architrave del potere putiniano. Poco dopo le linee cominciano a saltare. I principali operatori russi di telefonia mobile si scusano per i «guasti dovuti a cause indipendenti» e suggeriscono di «usare il wi-fi».

Mosca si difende così dopo che sabato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva di fatto respinto la proposta russa di un cessate-il-fuoco dall’8 al 10 maggio sottolineando di non «garantire la sicurezza» dei leader stranieri che venerdì assisteranno alla parata militare in Piazza Rossa accanto a Vladimir Putin. Una velata minaccia a cui Kiev ha dato subito seguito.

Dopo i 26 droni intercettati domenica notte, quattro nella regione di Mosca, l’Ucraina ne ha lanciati 105 nella notte di lunedì, 19 diretti verso la capitale. Una donna è morta nella regione di Brjansk e per qualche ora diversi aeroporti sono stati costretti a sospendere le operazioni, compresi gli scali moscoviti di Vnukovo e Domodedovo.

Detriti dei droni sono caduti su un’autostrada a Sud della capitale, mentre canali Telegram hanno diffuso le immagini della vetrina crepata di un supermercato e della facciata annerita di un condominio. E ieri, a metà pomeriggio, la contraerea è tornata in azione per abbattere altri due velivoli senza pilota in rotta verso Mosca. Alcuni rottami sono finiti su un parcheggio di Noginsk, 50 km a Est, scansando auto e persone. Undici droni sono stati intercettati nelle vicine regioni di Kaluga e Tula.

«Oggi, per tutto il giorno, le unità di difesa aerea del ministero della Difesa hanno respinto droni nemici», ha prontamente informato il sindaco Sergej Sobjanin. Settanta in totale in varie regioni russe, la maggior parte al confine con l’Ucraina.

I moscoviti che sfrecciano lungo i marciapiedi di Tverskaja, la via che porta dritto in Piazza Rossa, si lamentano dei disagi, ma non cedono al panico. La 68enne Aleksandra ignorava persino il tentato attacco. «Davvero lo ha detto Sobjanin?», chiede stupita. Il 32enne Andrej, invece, protesta: «Senza Internet sono isolato. Non posso effettuare acquisti o messaggiare. E seppure riesco ad agganciarmi a un wi-fi, i sistemi di navigazione satellitari sono in tilt».

Colpa delle speciali antenne sparse in tutta la città che fanno jamming o spoofing: “disturbano” il segnale bloccandolo o lo “ingannano” inviando segnali falsi alternativi. Obiettivo: accecare i droni e scongiurare che, come accadde nel maggio 2023, raggiungano il Cremlino. A spese però dei cittadini, a partire dagli utenti di YandexGo, l’Uber russo, o dei servizi di “sharing”. «La sicurezza innanzitutto», osserva però la 40enne Elena.

L’agenda di Putin resta fitta. Il suo consigliere per gli affari esteri Jurij Ushakov dettaglia la successione di bilaterali con molti dei 29 leader in arrivo: domani col cinese Xi Jinping. Oggi la prova generale della parata si terrà come previsto con la partecipazione di 13 reparti stranieri a dispetto dell’invito di Kiev a boicottare: «Marciare con i russi significa condividere la responsabilità del sangue degli ucraini».

Poi a mezzanotte scatterà il cessate-il-fuoco unilaterale di tre giorni, conferma il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov. Ma l’esercito russo, avverte, «darà immediata risposta adeguata» se Kiev «continuerà a tentare di colpire».

Sui social c’è chi inveisce: «Ci lasceremo ingannare così?». E il falco Sergej Markov giudica insufficiente il divieto di fuochi d’artificio imposto da Sobjanin. «Temo non tutti capiscano la gravità della situazione. Nei tre giorni di tregua, servirebbe lo stato di emergenza».

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