ROMA – Sfumature di destre, risvegli amari. No, Robert Francis Prevost non piace. Non quanto lo malsopportano i cattolici Maga, perché a Roma non c’è Steve Bannon. Ma il salvinismo soffre e si tormenta. I tradizionalisti della galassia conservatrice tacciono, in scettica attesa. E il melonismo? Fa buon viso a cattivo gioco. Volevano Pietro Parolin. Ma almeno, sussurrano, non è Matteo Zuppi (temev…