KIEV – Il cessate il fuoco del Cremlino è scaduto a mezzanotte: il presidente cinese Xi Jinping e gli altri ospiti di Vladimir Putin sono già tornati a casa, e gli ucraini sono praticamente certi che missili e droni riprenderanno a devastare l’Ucraina: «State attenti, stasera», avvertono i canali Telegram. Quanto alla speranza di un prolungamento di 30 giorni della tregua auspicato da Kiev e dai volenterosi, la fiducia dell’intelligence è sintetizzata nell’avvertimento diramato dall’Ambasciata americana a Kiev: «Abbiamo ricevuto informazioni su un possibile grave attacco aereo che potrebbe avvenire nei prossimi giorni». Non sono avvertimenti rituali, ed è ancora online. Lo stesso Viaggiare Sicuri ha messo in guardia gli italiani sulla «elevata possibilità di un aumento di bombardamenti russi nei prossimi giorni».
I segnali sono molti, e convergenti. Il più grave, rilanciato ieri dalla Pr…
KIEV – Il cessate il fuoco del Cremlino è scaduto a mezzanotte: il presidente cinese Xi Jinping e gli altri ospiti di Vladimir Putin sono già tornati a casa, e gli ucraini sono praticamente certi che missili e droni riprenderanno a devastare l’Ucraina: «State attenti, stasera», avvertono i canali Telegram. Quanto alla speranza di un prolungamento di 30 giorni della tregua auspicato da Kiev e dai volenterosi, la fiducia dell’intelligence è sintetizzata nell’avvertimento diramato dall’Ambasciata americana a Kiev: «Abbiamo ricevuto informazioni su un possibile grave attacco aereo che potrebbe avvenire nei prossimi giorni». Non sono avvertimenti rituali, ed è ancora online. Lo stesso Viaggiare Sicuri ha messo in guardia gli italiani sulla «elevata possibilità di un aumento di bombardamenti russi nei prossimi giorni».
I segnali sono molti, e convergenti. Il più grave, rilanciato ieri dalla Pravda Ukrainska con il titolone di apertura nonostante la concomitante presenza a Kiev di quattro leader di primo piano, viene dai “Notam” pubblicati anche sul sito web della Difesa degli Stati Uniti: sono gli avvisi diramati ai piloti aerei per aggiornarli sulla situazione dei cieli, e uno di questi annuncia che la Russia chiuderà lo spazio aereo il 12 e 13 maggio sopra il poligono missilistico di Kapustin Yar. È un grave indizio del possibile lancio di missili balistici, e in particolare dell’Oreshnik, un mostro russo ancora in via di test che piove sull’obiettivo a 12mila chilometri all’ora. È letale e impossibile da intercettare. Kapustin Yar è il poligono da cui a novembre Mosca lanciò l’Oreshnik su una fabbrica avionica di Dnipro, distruggendola: anche allora la Russia aveva chiuso lo spazio aereo alla vigilia del lancio.
Nei giorni scorsi sia siti filorussi che media ucraini come Times of Ukraine scrivevano che «Putin ha dato ordine alla Marina russa di individuare gli obiettivi su cui attaccare con l’Oreshnik». Il 7 maggio, alla vigilia della parata e anche durante l’arrivo dei leader a Mosca, Kiev aveva lanciato un numero mai visto di droni — più di 500 secondo Mosca — verso gli aeroporti russi paralizzando i voli in tutto il Paese. E due giorni prima, il 5 maggio, aveva scatenato una nuova controffensiva affidata a truppe d’élite di incursori tentando di conquistare Tetkino, a ridosso del confine nella regione russa di Kursk. Voleva replicare la sorpresa dello scorso agosto quando a Sudzha, poco più a est, conquistò 150 chilometri quadrati di Russia. Entrambi i tentativi di guastare la Festa della vittoria a Mosca irritarono eccome il Cremlino. La Difesa russa spedì un’ondata di droni con cinque missili balistici a Kiev: una notte infinita di esplosioni in cui morirono due civili.
Nel frattempo, l’avanzata ucraina a Tetkino non si è fermata un istante. Neppure durante il cessate il fuoco, perché al fronte nessuna delle due parti lo ha rispettato. Anzi: sangue as usual, lungo migliaia di chilometri di trincee.