ISTANBUL – «Il linguaggio degli ultimatum è inaccettabile per la Russia, non è appropriato. Non si può parlare alla Russia in questo modo», ha detto ieri il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov. Prima o poi, si torna sempre lì, alla kommunalka infestata di topi dell’allora Leningrado, oggi San Pietroburgo, dove un Vladimir Putin bambino inseguì un ratto fino a costringerlo in un angolo. Il ratto…