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Guerra Ucraina - Russia, le news del 14 maggio

Guerra Ucraina - Russia, le news del 14 maggio
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Trump non sarà presente ai colloqui in Turchia

Donald Trump non sarà presente ai colloqui Ucraina-Russia in Turchia, lo riferisce un funzionario Usa a Reuters.

Putin non sarà a Istanbul, Medinskij capo delegazione russa

Sarà Vladimir Medinskij, ex ministro della Cultura e attuale consigliere del presidente Vladimir Putin, a guidare la delegazione russa ai negoziati diretti con l'Ucraina previsti domani a Istanbul. Sarà quindi assente non solo lo stesso Putin ma anche il ministro degli Esteri Serghei Lavrov. Lo riferisce il Cremlino. Medinskij ebbe un ruolo di primo piano anche negli ultimi negoziati diretti, nel 2022. Lo scrive l'agenzia Tass.

Lula ha chiesto a Putin di partecipare ai colloqui di Istanbul

Il presidente del Brasile Luiz Inacio Lula da Silva ha chiesto al leader del Cremlino Vladimir Putin di partecipare ai colloqui di pace con l'Ucraina previsti per domani a Istanbul. Lo rende noto l'ufficio del presidente brasiliano, sottolineando che ha ribadito a Putin l'impegno del Brasile per la pace: "ha sottolineato l'impegno del Brasile per la pace e si è reso nuovamente disponibile a collaborare in qualunque modo possa essere necessario al raggiungimento di una intesa tra Russia e Ucraina".

Zelensky non voleva andare a Istanbul, convinto da Usa e Ue

Funzionari americani ed europei hanno convinto Volodymyr Zelensky ad andare ai colloqui in Turchia dopo che martedì sera il presidente si era detto frustrato e ha lasciato intendere che non sarebbe andato né avrebbe mandato i suoi collaboratori. Lo hanno affermato due diplomatici a conoscenza della questione al Washington Post. I funzionari hanno sottolineato l'importanza di inviare almeno una delegazione di collaboratori di alto livello, tra cui il suo capo di gabinetto, Andriy Yermak, e il ministro degli Esteri Andrii Sybiha, ma hanno incontrato ripetute resistenze da parte del leader ucraino. "Zelensky non ne vedeva affatto il motivo", ha dichiarato uno dei diplomatici. L'inviato speciale di Donald Trump, Steve Witkoff, in particolare ha fatto capire agli ucraini che presentarsi ai colloqui diretti con la Russia sarebbe stata una mossa vantaggiosa per tutti: se loro si fossero presentati e la Russia no, Mosca avrebbe fatto una brutta figura e ne avrebbe pagato le conseguenze. Se invece Ucraina e Russia si fossero presentate le due parti avrebbero potuto avvicinarsi a un cessate il fuoco e alla fine della guerra.

Zelensky: “Grato al Papa per la disponibilità a mediare”

"Sono grato a Sua Santità Papa Leone XIV per le sue sagge parole sulla disponibilità della Santa Sede a svolgere un ruolo di mediazione nel ripristino della pace globale". Così il presidente ucraino Volodymyr Zelensky su X, sottolineando che "la pace è il desiderio più sacro di milioni di persone”. “Apprezziamo la perspicace dichiarazione del Pontefice e ribadiamo il nostro impegno a promuovere significativi sforzi di pace, tra cui un cessate il fuoco completo e un incontro al più alto livello con la Russia" scrive il leader ucraino

Zelensky: “Pronti a qualsiasi negoziato per la fine della guerra”

“L’Ucraina è pronti a qualsiasi tipo di negoziato per porre fine alla guerra" ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky alla vigilia dei colloqui in programma domania Istanbul. "Oggi abbiamo tenuto diverse riunioni con la squadra per quanto riguarda il formato in Turchia. Sto aspettando di sapere chi arriverà dalla Russia e poi stabilirò quali passi l'Ucraina dovrà compiere. I segnali che arrivano dai media non sono ancora convincenti, ma abbiamo anche sentito che il presidente Trump sta considerando la possibilità di essere in Turchia. Quindi questo potrebbe diventare l'argomento più forte. Una settimana può davvero cambiare molto, ma forse tutto questo si sta decidendo ora", ha proseguito il leader ucraino, che ha poi accusato Mosca di continuare gli attacchi con droni e missili: "Quando il mondo intero si aspetta una semplice risposta affermativa da Putin all'offerta di negoziati diretti, lui continua a colpire l'Ucraina".

Wadephul: “Kiev ha fatto la sua parte, tocca a Putin sedersi al tavolo”

Il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul ha esortato il presidente russo Vladimir Putin a prendere parte ai negoziati di pace previsti per porre fine al conflitto in Ucraina. "L'Ucraina ha dimostrato tutta la sua disponibilità a condurre trattative per un cessate il fuoco e per la pace senza precondizioni - ha dichiarato Wadephul intervenendo al Bundestag - Ora ci aspettiamo che il signor Putin si presenti al tavolo delle trattative. Chiunque voglia la pace in Europa deve negoziare adesso. La palla è nel campo di Putin". Nel frattempo, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si recherà domani a Istanbul, dopo che Putin ha avanzato l'ipotesi di tenere lì un colloquio diretto con la parte ucraina. Il Cremlino non ha però ancora chiarito chi rappresenterà ufficialmente Mosca durante l'incontro previsto in Turchia.

Missili russi su Sumy: tre morti e nove feriti

Le truppe russe hanno lanciato oggi un attacco missilistico contro un'infrastruttura industriale a Sumy. Al momento si contano tre morti e nove feriti, due in gravi condizioni. Lo riferisce il Consiglio comunale di Sumy. Questa mattina le truppe russe avevano già attaccato un camion con un drone nel territorio della comunità di Sumy, provocando la morte di una persona e il ferimento di altre due.

Guterres: “serve cessate il fuoco immediato che porti a una pace giusta”

"Ribadisco il mio appello per un cessate il fuoco immediato e incondizionato in Ucraina, che dovrebbe aprire la strada a una pace giusta, una pace basata sulla Carta delle Nazioni Unite e sul diritto internazionale, che significa rispetto dell'integrità territoriale dell'Ucraina". Lo ha detto il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, in conferenza stampa con il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, a Berlino.

La Lituania prepara nuove sanzioni per Mosca e Minsk

Il ministero degli Esteri lituano ha preparato un pacchetto di sanzioni nei confronti di Mosca e Minsk da applicare nel caso in cui le sanzioni europee non venissero prorogate la prossima estate. La bozza preparata dal ministero prevede la possibilità di congelare i beni di persone fisiche o giuridiche che sostengano direttamente o indirettamente la guerra del Cremlino contro l'Ucraina, che intraprendono azioni contro l'integrità del territorio dell'Ucraina, che compromettono la stabilità di Kiev, nonché minino l'indipendenza e la sicurezza della Lituania attraverso azioni ibride. Ulteriori sanzioni verrebbero applicate a chi sostenga le violazioni dei diritti umani e le repressione contro la società civile e l'opposizione democratica in Russia e Bielorussia. La bozza dovrà ora essere sottoposta al vaglio del Parlamento di Vilnius.

Media: Lavrov non sarà presente domani a Istanbul

Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov non sarà domani a Istanbul, dove sono previsti colloqui tra Russia e Ucraina per raggiungere un accordo di pace. Lo scrive il quotidiano russo Kommersant citando una propria fonte a condizione di anonimato. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha invitato il leader del Cremlino Vladimir Putin a recarsi a Istanbul per colloqui. Il presidente americano Donald Trump si è detto disponibile a partecipare ai negoziati in Turchia, ma finora il Cremlino non ha chiarito se Putin sarà presente.

Rutte al ministro degli Esteri ucraino: “Kiev può contare sulla Nato”

"L'Ucraina può contare sul continuo sostegno della Nato nel suo impegno per una pace giusta e duratura". Lo rende noto il Segretario generale della Nato, Mark Rutte, che oggi ha incontrato il ministro degli Esteri ucraino, Andrij Sybiha.

(reuters)

Parolin: “Penso sia prematuro che il Papa vada a Kiev”

"No, questo è prematuro, c'è stato l'invito del presidente Zelensky adesso il Papa valuterà che cosa fare, però come faccio a dire sì o no?
Credo che neanche lui a questo punto, dica sì o no". Lo dice il cardinale Pietro Parolin, confermato Segretario di Stato della Santa Sede, a margine di un convegno alla pontificia università Gregoriana dopo l'invito del presidente ucraino a papa Leone di andare a Kiev.

Russia: condanna di 5 anni per il capo di un a Ong che monitora le elezioni

Un tribunale di Mosca ha condannato a cinque anni di reclusione Grigory Melkonyants, condirettore dell'associazione per il monitoraggio indipendente delle elezioni "Golos": lo riportano diversi media russi, tra cui l'agenzia di stampa Interfax. "Golos" monitora le elezioni e in questi anni ha denunciato diversi possibili brogli elettorali o irregolarità. La condanna inflitta a Melkonyants è dunque considerata di ovvia matrice politica da molti osservatori e arriva in un momento storico in cui il Cremlino sta inasprendo al massimo la repressione nei confronti di oppositori e dissidenti. Il procedimento penale - spiega la testata online Meduza - riguarda l'attività della Rete europea delle organizzazioni di monitoraggio elettorale (Enemo), co-fondata da Golos. Nel settembre 2021, Enemo è stata infatti dichiarata un'organizzazione "indesiderata" in Russia. Secondo Interfax, Melkonyants ha replicato alle accuse dicendo che Golos ha interrotto la collaborazione con Enemo dopo che questa è stata dichiarata "indesiderata" e la sua attività è stata dunque di fatto vietata in Russia. "Non mi scoraggio. Non scoraggiatevi neanche voi", ha detto Melkonyants in aula secondo Meduza. Il governo russo ha inserito l'associazione "Golos" nella famigerata lista degli "agenti stranieri", considerata uno strumento del Cremlino per prendere di mira persone ed enti scomodi per il potere. L'inserimento nella lista impone un severo controllo amministrativo e obbliga a presentarsi con questa etichetta, cosa che ha di fatto costretto diversi enti alla chiusura. La Corte europea dei diritti umani ha condannato la Russia per aver promulgato nel 2012 la legge sugli "agenti stranieri" affermando che questa viola il diritto alla libertà d'associazione e quello alla libertà d'espressione.

Witkoff: “Andrò in Turchia con Rubio”

L'inviato del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, Steve Witkoff, ha dichiarato che lui e il Segretario di Stato Marco Rubio si recheranno a Istanbul per i colloqui Russia-Ucraina. Witkoff ha ribaditi ai giornalisti a Doha che non è chiaro se il presidente russo Vladimir Putin parteciperà ai colloqui previsti.

Kiev: “Pronti alla pace, Putin smetta di evitare Zelensky”

"Durante il nostro incontro, ho ringraziato Hakan Fidan per avermi invitato in Turchia e l'ho informato sugli ultimi sviluppi sul campo di battaglia e in ambito diplomatico. L'epicentro della diplomazia mondiale è ora in Turchia, che sta svolgendo un ruolo attivo di mediazione. Lo apprezziamo". Lo scrive sui social il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha. “Ho ribadito l'impegno dell'Ucraina per la pace, la nostra disponibilità immediata e incondizionata a un cessate il fuoco completo e duraturo, nonché la nostra offerta di un incontro diretto al più alto livello tra l'Ucraina e la Russia. Putin deve smettere di rifiutare il cessate il fuoco e di evitare l'incontro con il presidente Zelensky. Abbiamo avuto una conversazione approfondita sui modi per portare avanti un processo di pace significativo: sono grato al mio collega per il suo sostegno e le sue preziose osservazioni".

Draghi: “Ue settatrice nei colloqui di pace”

Per l'Ue sul fronte orientale "potrebbe essere ormai troppo tardi per influenzare gli eventi a breve termine. Anche se abbiamo fornito circa la metà degli aiuti militari all'Ucraina, probabilmente saremo spettatori in un negoziato di pace che riguarda il nostro futuro e i nostri valori". Lo constata l'ex presidente della Bce Mario Draghi, parlando a Coimbra, in Portogallo.

Dialogo Ankara-Kiev sui colloqui di pace prima della riunione ministeriale Nato ad Antalya

I ministri degli Esteri di Turchia e Ucraina, Hakan Fidan e Andrii Sybiha, hanno discusso degli sforzi per raggiungere un cessate il fuoco e una pace duratura tra Russia e Ucraina, nonché della visita programmata ad Ankara di Volodymyr Zelensky. L'incontro è avvenuto prima della riunione informale dei ministri degli Esteri della NATO di Antalya. Secondo una fonte, Fidan ha ribadito la disponibilità della Turchia a ospitare eventuali colloqui di pace tra Ucraina e Russia, senza fornire ulteriori dettagli.

Ue: al via l’iter per la creazione del tribunale speciale per la guerra in Ucraina

Il Consiglio d'Europa può avviare le procedure legali per istituire il tribunale speciale incaricato di processare i responsabili dell'aggressione contro l'Ucraina: i ministri degli Esteri dei Paesi membri, riuniti a Lussemburgo, hanno approvato formalmente la sua creazione dopo il sostegno politico necessario già espresso il 9 maggio da oltre 38 Paesi e dall'Ue. Il "fermo sostegno" a Kiev, già concretizzatosi con il registro per i danni di guerra - che secondo fonti interne potrebbe presto includere anche le violazioni contro i minori - si rafforza con l'auspicio di un'intesa per la nascita di una "commissione per le richieste di risarcimento, possibilmente sotto l'egida del Consiglio d'Europa", hanno evidenziato i ministri, riaffermando inoltre la volontà di garantire il ritorno dei bambini ucraini deportati o trasferiti con la forza in Russia. A Strasburgo si stima che la procedura per istituire il tribunale possa concludersi "in tempi brevi, sicuramente entro la fine dell'anno". In seguito, gli Stati membri dovranno ratificare i testi giuridici attraverso le rispettive procedure nazionali.

Mosca: “Ai negoziati di Istanbul si discuteranno questioni politiche e tecniche”

Nei negoziati diretti tra Mosca e Kiev in programma domani a Istanbul saranno sul tavolo questioni "politiche e molte questioni tecniche", e la delegazione russa sarà "formata sulla base di questo". Lo ha detto il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov in un'intervista alla rete televisiva statale Primo Canale ripresa dall'agenzia Ria Novosti. "Tutte le tesi sono sul tavolo" e "la delegazione russa sarà pronta per i negoziati e attenderà la parte ucraina", ha detto da parte sua alla stessa emittente il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov.

(reuters)

Rutte: “A Istanbul ci sarà una finestra di opportunità per risolvere la guerra in Ucraina”

"C'è una finestra di opportunità per portare davvero la questione ucraina a un livello migliore e la Turchia gioca un ruolo importante in questo". Lo ha affermato il Segretario generale della Nato, Mark Rutte, parlando dei colloqui di pace previsti per domani a Istanbul tra Mosca e Kiev, in un'intervista all'agenzia turca Anadolu. "È difficile per me decidere cosa accadrà nelle prossime 24-48 ore, sono in stretto contatto con tutti i principali attori", ha aggiunto Rutte. "Dobbiamo portare l'ucraina verso una pace permanente passo dopo passo", ha detto il Segretario generale della Nato.

Kiev: “Grati all’Ue per le nuove sanzioni contro Mosca”

"L'Ue ha concordato su un nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia" Grazie per essere uniti". Scrive così in un post su X Andriy Yermak, capo dell'ufficio del presidente ucraino Volodymyr Zelensky dopo il via libera nel Coreper, il comitato dei rappresentanti permanenti degli Stati membri dell'Ue, al nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia per la guerra in Ucraina. "Ma il lavoro non è terminato - aggiunge Yermak - continua a funzionare la macchina da guerra della Russia. Dobbiamo continuare a intensificare la pressione finché non si fermerà".

Merz: “Sull’Ucraina farò ogni sforzo per l’unità tra Ue e Usa”

"Nessun diktat sulla pace e nessuna sottomissione a fatti creati militarmente contro la volontà dell'Ucraina è compatibile con la nostra posizione". Lo ha detto Friedrich Merz, parlando al Bundestag. "Negli ultimi giorni ho parlato due volte al telefono con il presidente Trump. Sono grato per il suo sostegno all'iniziativa di un cessate il fuoco incondizionato di 30 giorni" che "può aprire uno spiraglio per rendere possibili i negoziati di pace. È di fondamentale importanza che l'Occidente politico non si lasci dividere". "Farò ogni sforzo per continuare a creare la massima unità possibile tra i partner europei e americani".

Trump: “Potrei andare in Turchia se Putin ci sarà”

Donald Trump ha evocato la possibilità di visitare la Turchia se il presidente russo Vladimir Putin vi si recherà per colloqui con il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. "Non so se verrà. So che gli piacerebbe che fossi lì. È una possibilità", ha detto il presidente degli Stati Uniti ai giornalisti a bordo dell'Air Force One dopo aver lasciato l'Arabia Saudita e prima di arrivare in Qatar.

(reuters)

Erdogan: “Per la pace in Ucraina serve una soluzione diplomatica”

La Turchia cerca una soluzione diplomatica per il conflitto tra Russia e Ucraina. Lo ha ribadito oggi il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che attende domani nella capitale Ankara il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. "Oggi il nostro Paese è il centro della diplomazia che agisce per la pace. La Turchia e' senza discussione uno dei Paesi che cercano il negoziato e sostengono soluzioni politiche. Lo abbiamo dimostrato con il conflitto Russia-Ucraina e lo stesso tra India e Pakistan. Oggi ho parlato con il principe saudita Mohammed Bin Salman, con il presidente siriano e con il presidente americano Donald Trump. Abbiamo discusso di come consolidare la pace nell'intera regione", ha detto Erdogan.

Kiev: “Decisioni sui negoziati a Istanbul quando Putin dirà se verrà o no”

“Decideremo i prossimi passi sui colloqui di pace in Turchia quando la Russia chiarirà se Putin parteciperà o meno ai negoziati a Istanbul”. Lo ha dichiarato una fonte diplomatica all’agenzia di stampa Reuters.

Mosca: raid ucraini su Belgorod, 16 feriti

Il governatore della regione russa di Belgorod, Viaceslav Gladkov, afferma che nel corso dell'utima giornata 16 persone siano rimaste ferite in raid di droni ucraini sulla zona, tra cui tre paramedici e quattro guardie della difesa territoriale. Secondo Gladkov, otto sono ricoverati in ospedale e uno di loro sarebbe in condizioni "critiche". Il ministero della Difesa russo sostiene di aver abbattuto nella notte nove droni ucraini sulle acque del Mar Nero e tre sulla regione di Belgorod. Lo riporta l'agenzia Interfax.

Nucleare, il Cremlino attacca Macron: “Aumentare l’arsenale non migliorerà la sicurezza in Europa”

Il Cremlino ha criticato le dichiarazioni del presidente francese Emmanuel Macron, secondo cui Parigi sarebbe favorevole a schierare aerei da guerra dotati di armi nucleari in altri Paesi europei. Secondo Mosca l’aumento dell’arsenale delle armi nucleari non migliorerebbe la sicurezza del continente. "Gli americani hanno le bombe sugli aerei in Belgio, Germania, Italia e Turchia", ha dichiarato Macron alla televisione francese Tf1. "Siamo pronti ad aprire questa discussione. Definirò il quadro in modo molto specifico nelle prossime settimane e nei prossimi mesi".

Cremlino: “Putin invitato in Iran, ma le date ancora non confermate

Il presidente russo Vladimir Putin ha ricevuto un invito a recarsi in visita in Iran, ma le date non sono ancora state concordate. Lo ha riferito il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov. Ieri, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa statale russa Ria Novosti, Fatemeh Mohajerani, portavoce del governo iraniano, aveva dichiarato che la visita di Putin in Iran "è attualmente in fase di elaborazione".

Cremlino: “Giovedì diffonderemo i nomi della delegazione russa in Turchia”

Alla vigilia dei negoziati diretti tra Ucraina e Russia a Istanbul, in Turchia, il Cremlino si è rifiutato ancora una volta di fornire ai giornalisti i nomi della delegazione russa che parteciperà agli incontri e non ha fornito informazioni sulla presenza del presidente russo Putin. “Renderemo nota la composizione della delegazione giovedì, quando lo deciderà Putin”, ribadisce il portavoce del Cremlino, Peskov.

Russia: raid sulle infrastrutture degli aeroporti militari ucraini

Le forze russe hanno effettuato una serie di attacchi contro le infrastrutture degli aeroporti militari ucraini. Lo riportano i media russi citando il mnistero della Difesa di Mosca. "L'aviazione tattica e operativa, i droni d'attacco, le forze missilistiche e l'artiglieria dei gruppi delle Forze armate russe hanno danneggiato le infrastrutture degli aeroporti militari" ucraini, si legge nel rapporto del ministero russo. Secondo Mosca sono stati inoltre colpiti il deposito di imbarcazioni senza pilota, i depositi di munizioni e i punti di dispiegamento temporaneo di unità delle Forze armate ucraine e mercenari stranieri nel 141 distretto.

La Francia chiede “sanzioni devastati” per la Russia

Stati Uniti ed europei devono "prepararsi a imporre sanzioni devastanti" per costringere la Russia a cessare la guerra in Ucraina: lo ha detto il ministro degli Esteri francese, Jean-Noël Barrot, evocando il progetto di sanzioni del senatore Usa, Lindsey Graham. Intervistato da Bfmtv, Barrot ha detto che incontrerà Graham domani in Turchia. Quest'ultimo, puntualizza il capo della diplomazia d'Oltralpe, "ha concepito un pacchetto di sanzioni estremamente potenti, con dazi del 500% sulle importazioni di petrolio russo e del 500% sui Paesi che oggi continuano ad importare petrolio russo". ''È un modo di prendere la Russia alla gola'', ha aggiunto Barrot.

Fonti Nato: “Gli Usa contrari alla partecipazione di Zelensky al vertice all’Aia a giugno”

Gli Stati Uniti sono contrari ad estendere l'invito a partecipare al vertice Nato dell'Aia del 24 giugno al presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Lo confidano all'Ansa fonti diplomatiche alleate. Al momento, infatti, le partecipazioni sono state inviate solo ai quattro partner asiatici: Giappone, Corea del sud, Australia e Nuova Zelanda. "Quasi tutti tra gli alleati hanno espresso a Washington perplessità su questa scelta", precisa una fonte. Il tema, fra gli altri, potrebbe fare capolino alla ministeriale esteri informale di Antalya, che si apre questa sera con la cena organizzata dai padroni di casa. L'organizzazione del vertice dell'Aia sarà infatti tra i punti in agenda, benché non sono attese decisioni in quanto l'incontro è appunto nel formato informale. Al momento si prevede un programma molto stringato al summit dei leader, in contrasto con quanto accaduto negli scorsi anni, per evitare possibili frizioni con Donald Trump. In calendario ci sarà dunque una cena offerta ai leader dai reali olandesi la sera del 24 giugno - dove è prevista la partecipazione dei partner asiatici - mentre la sessione vera e propria, dedicata all'aumento della spesa militare e alla definitiva adozione degli obiettivi di capacità, si terrà mercoledì 25 giugno. Per ora - ma non è detto che la situazione cambi - non è previsto un Consiglio Nato-Ucraina al livello dei leader, come invece è avvenuto in passato. Un'ipotesi, almeno per non escludere del tutto Kiev, è di organizzarlo al livello di ministri degli Esteri e della Difesa, che comunque parteciperanno al vertice.

Costa: “Il via libera alle sanzioni contro la Russia è un forte segnale del sostegno Ue”

"Importante accordo raggiunto oggi dagli ambasciatori presso l'Ue sul 17esimo pacchetto di sanzioni contro la Russia, che comprende misure per contrastare la flotta ombra russa. Si tratta di un segnale forte che l'Ue resta unita a sostegno del popolo ucraino". Lo scrive su X il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa.

Confermato l’incontro tra Zelensky e Erdogan ad Ankara

L'incontro tra il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, e l'omologo turco, Recep Tayyip Erdogan, si terrà domani ad Ankara. Lo ha confermato una fonte dell'ambasciata ucraina in Turchia all'Ansa, aggiungendo che non è ancora chiaro se Zelensky si recherà in Turchia già oggi o domani. Secondo la fonte, nel caso in cui il presidente russo Vladimir Putin venga a Istanbul giovedì, dove sono previsti colloqui tra delegati di Mosca e Kiev, sia Zelensky che Erdogan si sposteranno nella città sul Bosforo.

Von der Leyen: “Bene l’ok alle sanzioni; avanti la pressione su Mosca”

"Accolgo con favore l'accordo sul nostro 17esimo pacchetto di sanzioni contro la Russia. Stiamo limitando ulteriormente l'accesso alla tecnologia utilizzata sul campo di battaglia. E abbiamo elencato altre 189 navi della flotta ombra per colpire le esportazioni energetiche della Russia. Questa guerra deve finire. Continueremo a fare pressione sul Cremlino". Lo scrive su X la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.

La Nato non accredita l’agenzia russa, Zakharova: “Disprezzo per la libertà”

Il ministero degli Esteri russo ha protestato per la decisione della Nato di non accreditare un corrispondente dell'agenzia Tass alla riunione informale dei ministri degli Esteri ad Antalya. "Questa è una dimostrazione di mancanza di rispetto e di assoluto disprezzo per concetti come i principi democratici, la libertà di parola, la garanzia dei diritti dei giornalisti", ha commentato la portavoce Maria Zakharova, a quanto riporta la stessa Tass. Tuttavia "non metteranno una sciarpa sulla bocca dei giornalisti", ha avvertito. "Se ci saranno 'tovaglioli' e 'cucchiai di zucchero' sui tavoli dei ministri degli Esteri della Nato, i giornalisti russi ne scriveranno", ha proseguito in riferimento alle polemiche sul video girato sul treno con cui il leader francese Emmanuel Macron, il primo ministro britannico Keir Starmer e il cancelliere tedesco Friedrich Merz viaggiavano verso Kiev

Via libera dei 27 Paesi Ue alle nuove sanzioni per Mosca

Via libera dei Rappresentanti Permanenti dei 27 Paesi Ue (Coreper II) al 17esimo pacchetto di sanzioni contro la Russia, a quanto si apprende. Le nuove misure europee, oltre a colpire nuovamente la cosiddetta “flotta ombra” di Mosca, prevedono anche sanzioni relative alle attività ibride della Russia, alle violazioni dei diritti umani e all'uso di armi chimiche. La ratifica delle nuove sanzioni - al quale hanno dato luce verde anche Ungheria e la Slovacchia - è attesa ora per il 20 maggio, in occasione del Consiglio Affari Esteri Ue. Le navi della flotta ombra sanzionate sono, a quanto sia apprende, quasi 200, tra cui petroliere. Altre 30 imprese coinvolte nell'elusione delle sanzioni, in particolare per quanto riguarda i beni a duplice uso, subiranno nuove restrizioni commerciali. Sono state inoltre approvate 75 sanzioni individuali per persone e aziende legate al complesso dell'industria militare russa. Sanzionati che i 20 entità e individui che diffondono disinformazione

Kiev: “Due feriti nei raid russi nell'ovest dell'Ucraina”

Due persone sono rimaste ferite da raid notturni russi sulla regione di Rivne, nel nord-ovest dell'Ucraina, secondo quanto riporta su Telegram il governatore dell'oblast, Oleksandr Koval, citato da Ukrinform-

(afp)

Ok degli ambasciatori Ue al 17esimo pacchetto delle sanzioni

Gli ambasciatori dell'Ue hanno dato il via libera al 17esimo pacchetto di sanzioni contro la Russia per l'invasione dell'Ucraina. Lo si apprende da fonti diplomatiche europee.

Lula: “Parlerò con Putin, negozi con Zelensky a Istanbul”

Il presidente brasiliano ha dichiarato che spingerà Vladimir Putin a partecipare ai negoziati con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in Turchia, aggiungendo di fatto che il leader russo è invitato a entrare in contatto e porre fine all'invasione di Mosca. "Cercherò di parlare con Putin", ha dichiarato Luiz Inàcio Lula da Silva in una conferenza stampa a Pechino prima della sua partenza per Mosca, aggiungendo: "Non mi costa nulla dire 'Ehi, compagno Putin, vai a Istanbul e negozia, accidenti'".

Zelensky: “Trump deve convincersi che Putin sta mentendo”

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato che il suo omologo statunitense, Donald Trump, deve convincersi che Vladimir Putin sta mentendo e che non sono gli ucraini a frenare un possibile processo di pace. "Trump deve convincersi che Putin sta mentendo. E noi dobbiamo affrontare le cose in modo ragionevole e dimostrare che non siamo noi a frenare questo processo. Ecco perché faccio quello che faccio, in modo che altri Paesi, non solo gli Stati Uniti, vedano che Putin non vuole (il processo)", ha affermato Zelensky in un'intervista alla rivista tedesca 'Der Spiegel', riferendosi alla sua volontà di incontrare il presidente russo a Istanbul.

(agf)

Meloni sente Erdogan, Russia accetti cessate il fuoco


La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha avuto oggi una conversazione telefonica con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan. Lo comunica una nota di Palazzo Chigi, secondo la quale "alla luce della disponibilità turca a ospitare a Istanbul i negoziati di pace tra Ucraina e Russia, i due Leader hanno discusso delle prospettive diplomatiche e reiterato il loro sostegno per una pace giusta e duratura in Ucraina". Meloni, prosegue la nota, "ha ringraziato il Presidente Erdogan per l'impegno della Turchia a favore di una soluzione negoziata che ponga fine al conflitto e ribadito l'aspettativa che anche la Russia, così come fatto dall'Ucraina, risponda positivamente all'invito ai colloqui al più alto livello e che accetti un cessate il fuoco totale e incondizionato di 30 giorni, quale concreto segnale di disponibilità alla pace".

Macron, Francia non vuole la "Terza guerra mondiale"

Il presidente francese Emmanuel Macron ha affermato che la Francia non vuole scatenare la "Terza guerra mondiale" per l'invasione della Russia in Ucraina e ha promesso referendum su questioni chiave, mentre ha delineato i suoi obiettivi per i restanti due anni del suo mandato in una maratona televisiva.
"Dobbiamo aiutare l'Ucraina a difendersi, ma non vogliamo scatenare una terza guerra mondiale", ha detto Macron nell'intervista durata più di tre ore. "La guerra deve cessare e l'Ucraina deve essere nella migliore situazione possibile per avviare i negoziati", ha aggiunto. Ma Macron ha precisato che la Francia è pronta a discutere con altri Paesi europei il dispiegamento di aerei da guerra francesi armati di armi nucleari sul loro territorio, come fanno gli Stati Uniti. "Gli americani hanno le bombe su aerei in Belgio, Germania, Italia, Turchia", ha detto Macron. "Siamo pronti ad aprire questa discussione. Definirò il quadro in modo molto specifico nelle settimane e nei mesi a venire", ha affermato.

(afp)

Macron: “In Ucraina europei non saranno su linea del fronte”

Sulla tregua in Ucraina, il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato stasera in diretta su Tf1 che il suo rispetto sarà oggetto di supervisione da parte di Stati Uniti ed Europa, in particolare con l'aiuto di satelliti per "poter dire se c'è stata violazione, dove e da che parte". "Noi - ha sottolineato - non pensiamo che il ruolo degli europei sia quello di stare sulla linea del fronte". La questione della linea demilitarizzata sarà ancora oggetto di dibattito, in particolare su un'eventuale presenza di forze dell'Onu. Ma, ha detto Macron, "la prima garanzia di sicurezza" dell'Ucraina "è un esercito ucraino solido".

Meloni sente Erdogan, Russia accetti cessate il fuoco

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha avuto oggi una conversazione telefonica con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan. Lo comunica una nota di Palazzo Chigi, secondo la quale "alla luce della disponibilità turca a ospitare a Istanbul i negoziati di pace tra Ucraina e Russia, i due Leader hanno discusso delle prospettive diplomatiche e reiterato il loro sostegno per una pace giusta e duratura in Ucraina". Meloni, prosegue la nota, "ha ringraziato il Presidente Erdogan per l'impegno della Turchia a favore di una soluzione negoziata che ponga fine al conflitto e ribadito l'aspettativa che anche la Russia, così come fatto dall'Ucraina, risponda positivamente all'invito ai colloqui al più alto livello e che accetti un cessate il fuoco totale e incondizionato di 30 giorni, quale concreto segnale di disponibilità alla pace".

Macron: “Pronto a discutere su atomica francese in Polonia”

Emmanuel Macron si è detto questa sera pronto ad "aprire discussioni" sulla presenza della bomba nucleare francese in Polonia. Interrogato nella diretta tv su Tf1 di questa sera, il presidente francese ha spiegato: "Gli Stati Uniti hanno bombe nucleari su degli aerei in Belgio, in Germania", Secondo lui, "da quando esiste la dottrina nucleare, c'è sempre una dimensione europea nel tener conto degli interessi vitali". Il capo dello stato francese ha lanciato un appello agli europei a "restare in una situazione di essere armati".

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