Violenti scontri tra gruppi armati rivali sono scoppiati durante la notte e questa mattina a Tripoli, in Libia. I combattimenti "sono ripresi a Tripoli, questa volta su larga scala ed estesi a diversi settori, tra la Forza Radaa e la Brigata 444", ha detto un funzionario del ministero dell'Interno. Solo nel primo pomeriggio Il ministero della Difesa del Governo di Unità Nazionale libico ha annunciato l'inizio dell'attuazione del cessate il fuoco in tutte le aree di conflitto all'interno della capitale Tripoli.
Intanto, media russi fanno sapere che le truppe dell'Esercito Nazionale Libico (Lna) di Khalifa Haftar, il generale che controlla l'est e il sud della Libia, si stanno spostando da Bengasi a Sirte, città costiera situata a circa metà strada dalla capitale libica Tripoli. Secondo l'agenzia russa Ria Novosti, diverse milizie dell'ovest libico, a cominciare da quelle di Misurata, sarebbero in stato di "massima allerta".
Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, sta tenendo una ri…
Violenti scontri tra gruppi armati rivali sono scoppiati durante la notte e questa mattina a Tripoli, in Libia. I combattimenti "sono ripresi a Tripoli, questa volta su larga scala ed estesi a diversi settori, tra la Forza Radaa e la Brigata 444", ha detto un funzionario del ministero dell'Interno. Solo nel primo pomeriggio Il ministero della Difesa del Governo di Unità Nazionale libico ha annunciato l'inizio dell'attuazione del cessate il fuoco in tutte le aree di conflitto all'interno della capitale Tripoli.
Intanto, media russi fanno sapere che le truppe dell'Esercito Nazionale Libico (Lna) di Khalifa Haftar, il generale che controlla l'est e il sud della Libia, si stanno spostando da Bengasi a Sirte, città costiera situata a circa metà strada dalla capitale libica Tripoli. Secondo l'agenzia russa Ria Novosti, diverse milizie dell'ovest libico, a cominciare da quelle di Misurata, sarebbero in stato di "massima allerta".
Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, sta tenendo una riunione con i vertici della Farnesina sulla crisi. L'ambasciata d'Italia a Tripoli è in contatto con tutti i connazionali presenti al momento nella capitale. A tutti per il momento è stato indicato di non lasciare residenze o alberghi dove sono al momento. In queste ore sarebbe un vigore un cessate il fuoco fra i gruppi militari che si sono scontrati nella notte.
Né l'ambasciata d'Italia né gli alberghi sono stati coinvolti negli scontri, che sembrano essere stati diretti unicamente a colpire i vari gruppi armati. Secondo quanto riportato si stanno valutando possibilità di evacuazione, l'aeroporto di Tripoli al momento è chiuso. La priorità del governo italiano in questa ore - viene spiegato - è la sicurezza degli italiani presenti in Libia.
Gli scontri nella notte
In Libia "sono scoppiati scontri molto pesanti. Siamo chiusi nella nostra sede, seguiamo e monitoriamo gli sviluppi tramite i contatti esterni", ha affermato l'ambasciatore italiano a Tripoli Gianluca Alberini al Tg2.
"Stanotte non abbiamo dormito, ci sono stati scontri che continuano tuttora - ha detto il diplomatico -. C'è un'operazione del governo contro una formazione che si chiama di deterrenza o Radaa. Siamo in contatto con i cittadini italiani che si trovano qui a Tripoli". "Gli scontri - ha aggiunto Alberini - non sono diretti contro gli stranieri, tantomeno contro ambasciate e hotel, ma ovviamente bisogna prestare attenzione. Abbiamo raccomandato ai nostri connazionali di restare negli hotel, al riparo, di stare lontani dalle finestre in attesa di sviluppi che speriamo siano positivi, ma non possiamo fare previsioni", ha concluso l'ambasciatore.
Alberini nel pomeriggio ha fatto visita ad alcuni cittadini italiani bloccati in alcuni alberghi di Tripoli in attesa che la situazione in città permetta loro di lasciare il paese dopo due giorni di scontri fra milizie rivali. L’ambasciatore, tutti i diplomatici e funzionari presenti in Libia hanno contattato i residenti e i connazionali presenti, per aggiornarli sullo stato della sicurezza in città e per comunicare che si stanno valutando varie opzioni per la partenza dalla Libia se l’unico aeroporto funzionante della capitale dovesse rimanere ancora chiuso per qualche tempo.
Gli scontri più intensi da anni a questa parte hanno scosso Tripoli per la seconda notte e sono proseguiti fino a questa mattina, dopo che lunedì l'uccisione di un importante leader della milizia ha scatenato i combattimenti tra fazioni rivali.
Il post-Gheddafi
La Libia ha avuto poca stabilità da quando, nel 2011, una rivolta ha spodestato l'autocrate Muammar Gheddafi e nel 2014 il Paese si è diviso tra le due fazioni rivali dell'Est e dell'Ovest. Mentre la Libia orientale è dominata da un decennio dal comandante Khalifa Haftar e dal suo Esercito Nazionale Libico (Lna), il controllo a Tripoli e nella Libia occidentale è stato frammentato tra numerose fazioni armate.
L’uccisione di Kikli
Ieri, Abdulhamid al-Dbeibah, primo ministro del governo di unità nazionale del Paese diviso e alleato della Turchia, ha ordinato lo smantellamento di quelli che ha definito gruppi armati irregolari. L'annuncio ha fatto seguito all'uccisione, lunedì, del principale capo miliziano Abdulgha Kikli, noto come Ghaniwa, e alla repentina sconfitta del suo gruppo Ssa (Stabilisation Support Apparatus) da parte delle forze allineate a Dbeibah.
La conquista del territorio dell'Ssa in Libia da parte delle brigate alleate di Dbeibah ha indicato un'importante concentrazione di potere nella frammentata capitale, lasciando la Forza speciale di dissuasione (Rada) come l'ultima grande fazione non strettamente legata al primo ministro.