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Sumy, drone russo colpisce un minibus: uccisi nove civili

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Nella regione Mosca cerca di creare una zona cuscinetto. Intanto al fronte si continua a combattere e preoccupa l’ipotesi di un’offensiva d’estate
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KIEV – Tace la diplomazia, tornano le stragi. Poco dopo le sei di mattina, ieri due droni russi annusavano l’aria delle campagne nel nord della regione di Sumy, in cui i russi stanno tentando di creare una “zona cuscinetto” di dieci chilometri dal fronte. Volavano in tandem, un ricognitore e un drone suicida d’attacco. Vicino a Bilopillya, il primo ha identificato la preda in un pulmino Mercedes blu; il secondo lo ha centrato in pieno sul tetto. Era un minibus, sul portellone sventrato si leggono ancora chiaramente i nomi delle città che collegava: “Sumy-Bilopillya-Putivl-Glukhiv-Shostka”, scritto in grandi lettere bianche. C’erano persone qualunque, a bordo. Sono morti in nove, e almeno tre dei sette feriti sono a rischio.

Erano persone come Elena Yevtushenko e suo marito Igor Vasilina, 56enni entrambi, lei dirigente scolastica, lui ferroviere. Un tempo vivevano a Bilopillya ma erano evacuati a Sumy perché lassù, nella loro cittadina vicina al confine nel punto in cui gli ucrain…

KIEV – Tace la diplomazia, tornano le stragi. Poco dopo le sei di mattina, ieri due droni russi annusavano l’aria delle campagne nel nord della regione di Sumy, in cui i russi stanno tentando di creare una “zona cuscinetto” di dieci chilometri dal fronte. Volavano in tandem, un ricognitore e un drone suicida d’attacco. Vicino a Bilopillya, il primo ha identificato la preda in un pulmino Mercedes blu; il secondo lo ha centrato in pieno sul tetto. Era un minibus, sul portellone sventrato si leggono ancora chiaramente i nomi delle città che collegava: “Sumy-Bilopillya-Putivl-Glukhiv-Shostka”, scritto in grandi lettere bianche. C’erano persone qualunque, a bordo. Sono morti in nove, e almeno tre dei sette feriti sono a rischio.

Erano persone come Elena Yevtushenko e suo marito Igor Vasilina, 56enni entrambi, lei dirigente scolastica, lui ferroviere. Un tempo vivevano a Bilopillya ma erano evacuati a Sumy perché lassù, nella loro cittadina vicina al confine nel punto in cui gli ucraini hanno lanciato la nuova controffensiva a Tetkino, vivere da civili è troppo pericoloso. Le autorità hanno decretato l’evacuazione di tutti i 33 paesini della comunità di Bilopillya, e se ne sono andati in 4.767. Ma restano ancora 3.036 persone, e allora i servizi devono continuare a funzionare e anche Elena e Igor tornavano tutti i giorni: se n’erano andati, ma il loro lavoro era ancora lì. Venerdì hanno finito tardi, si sono fermati a dormire a casa e sabato mattina erano partiti per Sumy quando il drone li ha uccisi. «Tutti i morti sono civili — dice il presidente Zelensky — ci aspettiamo forti sanzioni contro la Russia da Stati Uniti, Europa e tutti i nostri partner».

In questi giorni droni e missili non volano più così lontano dal fronte come prima, per mantenere l’illusione di un clima meno aggressivo intorno al bocciolo di negoziato germinato a Istanbul; ma solo ieri i russi hanno attaccato l’Ucraina con 62 droni. E venerdì i droni ucraini hanno sventrato i depositi di munizioni della Difesa costiera russa a Perevalnoye, in Crimea: l’esplosione devastante ha paralizzato il traffico sull’autostrada Simferopoli-Alushta, e ucciso un numero non precisato di «vittime militari» (secondo Kiev).

Al fronte, intanto, si combatte come sempre. L’occupazione russa avanza come una macchia di umidità su un muro, ora sembra fermarsi e asciugarsi appena ed ecco che si allarga improvvisa altrove. Nel Donbass, intorno a Pokrovsk i russi sembravano non riuscire più a progredire, l’avevano lambita fino ad avvicinarsi all’autostrada per Pavlograd ma gli ucraini avevano riconquistato qualche metro. La macchia però ha ripreso ad allargarsi rapidamente più a nord, prima a Toretsk e ora soprattutto a mezza via: l’ultima conquista, ieri, è Nova Poltavka. Nella sacca sotto controllo ucraino tra Chasiv Yar e Pokrovsk, ora ci sono tre dita russe protese che avanzano minacciando Kostiantynivka e l’aggiramento di Myrnograd e Pokrovsk: prima della guerra erano città di 60mila abitanti ciascuna.

A nord sopra Kharkiv, e più a ovest sopra Sumy, i russi premono per creare la “zona cuscinetto” che Putin chiese ai generali. E la macchia si estende anche a Sud, in direzione di Dnipro e Zaporizhzhia. Sono avanzate lente e massacranti: secondo una fonte molto vicina alla presidenza ucraina, il costo totale per i russi è «tra 125 e 127 feriti e caduti ogni chilometro quadrato preso contro i 5 della Seconda guerra mondiale». Ma ciò che preoccupa ucraini e intelligence occidentale è la preparazione di un’offensiva d’estate russa.

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