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Israele-Palestina, le news di oggi. Netanyahu: controlleremo Gaza, ma la carestia non ci conviene

Israele-Palestina, le news di oggi. Netanyahu: controlleremo Gaza, ma la carestia non ci conviene
(agf)
Il premier israeliano ha ribadito che lo Stato ebraico occuperà l’intero territorio della Striscia e di aver dato l’ok agli aiuti per motivi “pratici e diplomatici”. Entrati camion con alimenti per bambini nella Striscia. Ben Gvir: “grave errore”. Ordinata l’evacuazione immediata da Khan Younis.Protesta di centinaia di persone. Herzog: “Il nemico non ci deumanizzi”
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Israele assumerà il controllo "di tutto il territorio" della Striscia di Gaza. A dichiararlo è stato il premier israeliano Benjamin Netanyahu in un post su Telegram. A proposito dell’annunciata ripresa limitata degli aiuti umanitari alla popolazione della Striscia, il primo ministro ha detto in un video: "Non dobbiamo lasciare che la popolazione sprofondi nella carestia, per ragioni pratiche e diplomatiche", anche gli "amici" di Israele non tollererebbero "immagini di carestia di massa" nei territori palestinesi. L’Idf ha ordinato l’evacuazione immediata da Khan Younis annunciando un’offensiva “senza precedenti”

Netanyahu, Londra-Ottawa-Parigi premiano Hamas

"Chiedendo a Israele di porre fine a una guerra difensiva per la nostra sopravvivenza prima che i terroristi di Hamas vengano distrutti e chiedendo uno Stato palestinese, i leader di Londra, Ottawa e Parigi offrono un enorme premio per l'attacco genocida contro Israele del 7 ottobre, invitando ad altre atrocità": lo ha dichiarato il premier israeliano Benyamin Netanyahu. "Israele accetta la visione del presidente Trump, esorta tutti i leader europei a fare lo stesso. La guerra può finire domani se gli ostaggi vengono rilasciati, Hamas depone le armi, i suoi leader assassini vengono esiliati e Gaza viene smilitarizzata", ha aggiunto.

Almeno 84 morti da stamattina in raid israeliani su Gaza

I nuovi raid israeliani sulla Striscia di Gaza hanno ucciso, da stamattina, almeno 84 palestinesi. Lo riferiscono fonti mediche ad Al Jazeera.

Media, miliziano ucciso a Khan Younis era rapitore 7/10

Il miliziano ucciso questa mattina a Khan Younis in un'operazione delle forze israeliane aveva partecipato alla strage del 7 ottobre del 2023 e rapito uno degli ostaggi. Lo ha riferito il quotidiano saudita Asharq Al-Awsat citato dal Times of Israel. Ahmad Sarhan, dirigente dell'organizzazione terroristica Comitati di Resistenza Popolare, era secondo il quotidiano responsabile del rapimento di Arbel Yehoud che aveva tenuto suo prigioniero a Gaza. I militari israeliani avrebbero cercato di arrestarlo, ma Sarhan ha reagito ed è rimasto ucciso nel conflitto a fuoco; fermati la moglie e il figlio di 12 anni che erano con lui.

Francia, Regno Unito, Canada chiedono a Israele stop operazioni a Gaza

I governi di Francia, Gran Bretagna e Canada "chiedono al governo israeliano di fermare le sue operazioni militari a Gaza e autorizzare immediatamente l'ingresso di aiuti umanitari": è quanto contenuto in una dichiarazione congiunta sulla situazione a Gaza e in Cisgiordania dei governi dei tre paesi, diffusa a Parigi. "Siamo fermamente contrari all'estensione delle operazioni militari israeliane a Gaza - si legge nella dichiarazione - il livello di sofferenza umana a Gaza è intollerabile. L'annuncio di ieri da parte di Israele di autorizzare l'ingresso di una quantità minima di cibo nella Striscia di Gaza è assolutamente insufficiente". I tre governi chiedono a Israele anche "un impegno con le Nazioni Unite per assicurare la ripresa dell'invio di aiuti nel rispetto del diritto umanitario". Al tempo stesso, i firmatari "chiedono a Hamas di liberare immediatamente gli ultimi ostaggi crudelmente detenuti dal 7 ottobre 2023".

Smotrich, stiamo annientando Gaza e mondo non ci ferma

Con la franchezza che lo contraddistingue, il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich ha difeso la decisione del suo governo di far arrivare aiuti a Gaza, ma solo perchè questo terrà buona la comunità internazionale. E intanto, Israele andrà avanti senza ostacoli nella distruzione della Striscia. Le forniture a Gaza sono state riavviate solo "affinchè il mondo non ci fermi e ci accusi di crimini di guerra", ha spiegato in un video pubblicato da Drop Site. "I cittadini di Gaza riceveranno una pita e un piatto di cibo, e questo è tutto", ha assicurato, quando basta per "permettere al mondo di continuare a fornirci protezione internazionale". Nel frattempo, ha sottolineato, "stiamo annientando tutto ciò che rimane nella Striscia", ha dichiarato, "stiamo smantellando Gaza, lasciandola in rovina con una distruzione senza precedenti e il mondo non ci ha ancora fermato".

Idf, 5 tir Onu con aiuti umanitari sono entrati a Gaza

L'Idf ha annunciato che cinque camion delle Nazioni Unite carichi di aiuti umanitari e cibo per bambini sono entrati nella Striscia di Gaza "dopo un accurato controllo di sicurezza" da parte del personale della Land Crossings Authority presso il Ministero della Difesa. E' la prima volta che gli aiuti umanitari riprendono ad arrivare a Gaza dopo la chiusura dei valichi imposta da Israele il 2 marzo scorso. Domenica sera il premier Benyamin Netanyahu ha deciso la ripresa della distribuzione aggirando la votazione dei ministri che l'avrebbero bocciata.

Manifestanti a Khan Younis: “Basta guerra e ritiro di Hamas”

Centinaia di residenti di Khan Younis, nella Striscia di Gaza meridionale, stanno manifestando in diverse località dove sono stati sfollati per chiedere la fine della guerra e il ritiro di Hamas dalla Striscia. Le immagini sono state postate dai manifestanti sui social.

La Svezia a Netanyahu: “L’annessione di Gaza a Israele è contro il diritto internazionale”

La Svezia ha criticato i piani israeliani di "prendere il controllo di Gaza", spiegando che una tale decisione violerebbe il diritto internazionale, e ha esortato Israele a consentire l'ingresso degli aiuti umanitari a Gaza. Dopo l'annuncio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, che oggi ha dichiarato che "prenderemo il controllo di tutto il territorio della Striscia", il ministro degli Esteri svedese Maria Malmer Stenergard, il cui Paese ha riconosciuto lo Stato palestinese dal 2014, ha reagito con forza: "Se questo significa annessione - ha dichiarato - è contro il diritto internazionale. La Svezia è fermamente convinta che il territorio di Gaza non debba essere modificato o ridotto". "Abbiamo ripetutamente sollecitato il governo israeliano a consentire l'accesso umanitario senza restrizioni e la distribuzione in linea con i principi umanitari", ha aggiunto il ministro.

Gli abitanti di Gaza in fuga (Foto)

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Vance: “La mia visita in Israele saltata per motivi logistici e di sicurezza”

Il vice presidente degli Stati Uniti, JD Vance, ha confermato di aver pensato di visitare Israele dopo la sua tappa a Roma, ma ha spiegato che problemi logistici e di sicurezza hanno consigliato un rinvio, smentendo l'articolo di Axios secondo cui avrebbe rinunciato a causa dell'espansione delle operazioni militari delle Idf a Gaza.v"Non voglio entrare nei dettagli, ma la ragione è semplice: abbiamo pensato di andare in Israele. Abbiamo anche pensato di visitare un paio di altri Paesi che il presidente vorrebbe che visitassi nei prossimi mesi", ha affermato Vance a un gruppo di giornalisti al seguito a bordo dell'Air Force Two.v"Logisticamente era un po' troppo difficile per questioni basilari come: 'Chi diavolo si prenderà cura dei nostri figli se passiamo un altro paio di giorni all'estero?", ha spiegato. "Ma - parlando di questioni più serie -come avremmo garantito la sicurezza?", ha aggiunto Vance, dicendosi "sicuro che visiteremo Israele in futuro, ma non oggi".

Al-Jazeera: “A Gaza più di 60 morti dall’alba di oggi”

Sarebbero più di 60 i morti in operazioni israeliane effettuate dalle prime ore di oggi nella Striscia di Gaza. Lo riporta la tv satellitare al-Jazeera che cita fonti mediche.

Lapid: “Errore strategico sprofondare nel fango di Gaza per anni”

"L'Idf opera a Gaza da due giorni, ma qual è la strategia? Se i nostri combattenti, i nostri eroi, devono morire ogni giorno per tre, quattro o cinque anni, il governo dovrebbe dirlo ad alta voce. Far sprofondare l'Idf nel fango di Gaza per anni è un errore strategico, un disastro economico e una tragedia diplomatica. L'Egitto dovrebbe gestire Gaza nei prossimi anni". Lo ha detto il leader dell'opposizione israeliana Yair Lapid durante una riunione del partito Yesh Atid.

Casa Bianca: “Parliamo con entrambe le parti su Gaza”

Gli Stati Uniti "continuano a parlare con entrambe le parti" nel conflitto a Gaza. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt. "Il presidente - ha aggiunto - ha chiarito che vuole la fine del conflitto e la restituzione degli ostaggi".

Oggi a Gaza entrano camion con alimenti per bambini

Israele consente oggi l'ingresso nella Striscia di Gaza di camion che trasportano alimenti per bambini, i primi aiuti ad essere ammessi nell'enclave palestinese dopo l'annuncio della revoca del blocco imposto dal 2 marzo. "Oggi Israele sta facilitando l'ingresso di camion con alimenti per bambini a Gaza", ha affermato davanti ai giornalisti il direttore generale del ministero degli Esteri, Eden Bar Tal. "Nei prossimi giorni, Israele faciliterà l'ingresso di decine di camion di aiuti umanitari".

Autorità Gaza: 136 vittime nelle ultime 24 ore

Il ministero della Salute di Gaza afferma che nelle ultime 24 ore sono stati trasportati negli ospedali di Gaza 136 cadaveri. Secondo il rapporto le strutture sanitarie hanno anche accolto 364 feriti. Il bilancio complessivo delle vittime palestinesi nella guerra tra Israele e Hamas è ora di 53.486, ha affermato il ministero.

Svezia: “Se Netanyahu vuole l’annessione è contro il diritto internazionale”

La Svezia ha criticato i piani israeliani di "prendere il controllo di Gaza", dopo l'annuncio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Il ministro degli Esteri svedese Maria Malmer Stenergard, il cui Paese ha riconosciuto lo Stato palestinese dal 2014, ha reagito con forza: "Se questo significa annessione - ha dichiarato - è contro il diritto internazionale. La Svezia è fermamente convinta che il territorio di Gaza non debba essere modificato o ridotto. Abbiamo ripetutamente sollecitato il governo israeliano a consentire l'accesso umanitario senza restrizioni e la distribuzione in linea con i principi umanitari".

Delegazione di Hamas ricevuta a Teheran dal ministro degli Esteri

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araqchi, ha incontrato una delegazione di alti funzionari di Hamas. Lo ha riportato l'agenzia di stampa iraniana Tasnim.

Hamas: 52 vittime negli attacchi di Idf di oggi

Secondo le autorità di Gaza guidate da Hamas gli attacchi israeliani di oggi hanno ucciso almeno 52 persone. Secondo le fonti mediche citate dall'agenzia di stampa palestinese Wafa, le vittime sarebbero invece 28. Intanto l'Idf sta portando avanti una intensa campagna con raid continui in alcune zone di Gaza.

Ben Gvir: “Gli aiuti finiranno anche a Hamas, un grave errore”

Il ministro israeliano di estrema destra Itamar Ben Gvir ha criticato duramente la decisione del primo ministro Benyamin Netanyahu di riprendere la distribuzione di aiuti umanitari in tutta la Striscia di Gaza, definendola "un grave errore". Durante la riunione del suo partito, ha dichiarato: "Dobbiamo dire la verità all'opinione pubblica israeliana: questi aiuti, che raggiungono tutta la Striscia, finiranno anche nelle mani di Hamas". Ben Gvir ha accusato il governo di aver evitato un voto sulla questione perché "sapevano che avevo la maggioranza per ribaltarlo". Ha ribadito la sua opposizione all'invio di aiuti negli ultimi mesi e ha affermato che è necessario spiegare al presidente degli Stati Uniti Donald Trump che questi aiuti "mettono a rischio la vita dei nostri soldati" e "danno ossigeno ai nostri nemici".

Vance non andrà in Israele per via dell’offensiva a Gaza

Il vice presidente americano J.D. Vance aveva preso in considerazione l'idea di recarsi in Israele dopo la tappa a Roma per l'insediamento di Leone XIV, ma ha deciso di non farlo a causa dell'espansione dell'operazione militare israeliana a Gaza. Lo ha riferito Axios, citando un alto funzionario statunitense. L'intenzione è evitare che sembri che l'amministrazione Trump approvi la decisione israeliana di lanciare un'operazione su larga scala in un momento in cui gli Usa stanno spingendo per un accordo sul cessate il fuoco e la liberazione di ostaggi.
D'altra parte, il vice presidente non ha voluto fare una campagna di pressione pubblica su Israele e ha citato ragioni "logistiche".

Sa’ar: “Aiuti a Gaza per garantire sostegno a guerra contro Hamas”

Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar ha difeso la ripresa dell'ingresso di aiuti umanitari nella Striscia di Gaza, affermando che si tratta di una misura necessaria per preservare la legittimità internazionale e garantire il continuo appoggio degli alleati alla guerra contro Hamas. Lo ha dichiarato durante un incontro con l'organizzazione filo-israeliana StandWithUs, sottolineando che Israele resta impegnato nei suoi due obiettivi principali: smantellare Hamas e liberare tutti gli ostaggi. Gli aiuti, ha precisato, sono destinati esclusivamente ai civili. "Dobbiamo assicurarci di condurre questa guerra in un modo che possa essere sostenuto dai nostri amici", ha affermato.

Al Jazeera: “Almeno 46 morti dall’alba”


Sono almeno 46 i morti in operazioni israeliane effettuate dalle prime ore di oggi nella Striscia di Gaza. Lo riporta al-Jazeera sulla base di un aggiornamento del ministero della Salute di Gaza, che nel 2007 finì in mano a Hamas.

Von der Leyen: “Non politicizzare aiuti a Gaza”

“La situazione umanitaria a Gaza è inaccettabile. Da due mesi ormai, nessun aiuto umanitario è entrato a Gaza. Gli aiuti devono raggiungere immediatamente i civili bisognosi, e il blocco su Gaza deve essere revocato ora, perché l'assistenza umanitaria non deve mai essere politicizzata". Lo ha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in conferenza stampa al termine del primo vertice Unione europea-Regno Unito. "Stiamo chiedendo la ripresa del cessate il fuoco e il rilascio immediato degli ostaggi, affinché si possa finalmente raggiungere una fine permanente delle ostilità. Siamo convinti che l'unica soluzione sia quella dei due Stati. Ciò richiede, tra le altre cose, anche un'autorità palestinese funzionante. Sosteniamo con forza il finanziamento dell'autorità palestinese. E noi, come Commissione, proporremo un pacchetto pluriennale del valore di 1,6 miliardi di euro per gli anni 2025, 2026 e 2027, per sostenere l'autorità palestinese" ha aggiunto.

Arrivata in Israele una compagnia Usa che distribuirà cibo a Gaza

Membri della compagnia di sicurezza americana che garantirà la distribuzione di cibo nella Striscia di Gaza sono arrivati in Israele, si prevede che inizieranno a organizzare l'avvio del meccanismo di assistenza la prossima settimana. Lo riferiscono i notiziari israeliani.
Nella Striscia di Gaza saranno istituiti quattro centri di distribuzione alimentare e l'Idf proteggerà il perimetro delle strutture. La società di sicurezza americana provvederà personalmente alla sicurezza delle strutture dall'interno dove saranno attivati sistemi di riconoscimento facciale che consentiranno il controllo e il monitoraggio. La scorsa settimana Israele ha autorizzato il Gaza Relief Fund, istituito su iniziativa del governo americano, ad avviare le sue attività nella Striscia entro la fine di maggio. L'organizzazione, annunciata dall'inviato speciale del presidente Trump per il Medio Oriente Steve Witkoff, gestirà un sistema di distribuzione di aiuti umanitari su una scala senza precedenti. Witkoff ieri ha dichiarato: "Ci saranno cucine mobili. Gli israeliani ci hanno fatto sapere che permetteranno l'ingresso di molti altri camion, ma è logisticamente complicato e le condizioni sul campo sono pericolose. Non vogliamo assistere a una crisi umanitaria e non permetteremo che accada sotto la supervisione del presidente Trump". Il Coordinatore israeliano delle attività governative nei territori (Cogat) ha avviato i colloqui con l'organizzazione umanitaria sulla ripresa degli aiuti. Secondo il piano, la distribuzione avverrà in un'area nel nord di Gaza e un'altra a sud, arriveranno circa 20 camion di cibo al giorno.

Idf: “Distrutto un tunnel usato dai miliziani per gli attacchi”

L'Idf ha annunciato che le truppe hanno operato nel corridoio Morag, tra Khan Younis e Rafah, nel sud della Striscia di Gaza dove è stato distrutto un tunnel dove si sono nascosti i terroristi che hanno attivato l'esplosivo costato la vita a due soldati, Noam Ravid e Yahli Sharur, e il ferimento di altri due militari. Dopo l'attacco, i terroristi sono scappati attraverso un cunicolo verso un tunnel lungo centinaia di metri. Le truppe hanno individuato il percorso e lo hanno demolito. Durante l'operazione, ha detto il portavoce dell'esercito, è stato eliminato un gruppo di terroristi che si nascondeva nel tunnel.

Tajani sente Sa’ar, confermata la riapertura valichi Gaza

Dopo il contatto di ieri sera, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha avuto stamane un nuovo colloquio telefonico con il collega israeliano Gideon Sa’ar. Il ministro italiano ha chiesto maggiori dettagli sulla decisione del governo israeliano di riaprire i corridoi per fare entrare aiuti umanitari (alimentari e sanitari) a Gaza. Il ministro Sa’ar ha confermato l'intenzione di riaprire i valichi. Si legge in una nota della Farnesina.
L'Italia attende da settimane che i suoi aiuti, affidati innanzitutto al Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite, possano rientrare nella Striscia ed essere distribuiti alla popolazione locale. Il ministro Tajani ha confermato che l'Italia conta sulla collaborazione del governo di Gerusalemme per rilanciare immediatamente il progetto umanitario 'Food for Gaza'.

Onu: “Israele ha chiesto di riprendere gli aiuti umanitari a Gaza”

L'Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha) ha dichiarato che Israele ha chiesto di riprendere, seppur in misura limitata, le consegne di aiuti umanitari alla Striscia di Gaza. Lo riferisce l'Onu in una nota diffusa oggi, spiegando di essere "stata contattata dalle autorità israeliane per riprendere la distribuzione di aiuti limitati" e che sono in corso colloqui sulle modalità, "date le condizioni sul campo". Intanto, una fonte militare israeliana ha dichiarato ad Haaretz che, nonostante varie segnalazioni, al momento nessun camion di aiuti è entrato a Gaza.

Herzog sostiene la ripresa degli aiuti: “Il nemico non ci disumanizzi”

Il presidente israeliano Isaac Herzog esprime il suo sostegno alla decisione del governo di consentire la ripresa degli aiuti umanitari a Gaza, definendola "necessaria per il mantenimento delle condizioni umane fondamentali" nella Striscia. "Questo passo è vitale affinché Israele possa mantenere le sue capacità militari, operare in conformità con il diritto internazionale umanitario e, soprattutto, affinché noi possiamo mantenere la nostra umanità in questa tragedia", ha affermato intervenendo all'assemblea plenaria del Congresso Ebraico Mondiale a Gerusalemme, citato dal Times of Israel. Riconoscendo la brutalità della guerra, Herzog condanna Hamas come un "nemico crudele e sinistro", responsabile di "torturare vite innocenti" e di aver commesso numerose atrocità. "Siamo migliori. Non permetteremo al nostro nemico di disumanizzarci. Dobbiamo essere migliori. Saremo sempre guidati dalla nostra umanità".

Cardinale Pizzaballa: “Il Papa verrà in Israele prima o poi. Non avremo presto la pace”

"Io credo che il Papa prima o poi verrà in Israele. Dobbiamo preparare bene la visita, creare le condizioni, che forse oggi, per come stanno le cose, non ci sono". Lo afferma, in un'intervista al Messaggero, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, ma in Terrasanta da tutta una vita, dove è stato anche custode dei Luoghi Santi. "La pace non la avremo presto - continua - Serve però che ci sia una situazione di maggiore serenità che in questo momento non c'è. Abbiamo necessità di fermare la guerra. Ma lasciamo respirare un po’ il Papa. Prima o poi, questa visita ci sarà". "La situazione a Gaza resta drammatica, l'operazione militare è cominciata. La fame c'è e si sente, il Papa l'ha detto con parole chiare. Noi ci auguriamo sempre che i negoziati possano portare almeno ad un cessate il fuoco temporaneo che dia respiro alla popolazione, ma è molto difficile capire se, come e quando".

Oms: “A Gaza 2 milioni di persone muoiono di fame”

"A Gaza, a due mesi dall'inizio dell'ultimo blocco, due milioni di persone muoiono di fame, mentre 116mila tonnellate di cibo sono bloccate al confine, a pochi minuti di distanza" ha dichiarato sulla crisi in Medio Oriente il segretario generale dell'Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, durante la presentazione del suo rapporto sul 2024 in occasione della 78° Assemblea mondiale della sanità in corso a Ginevra. Le persone, prosegue , "muoiono a causa di malattie prevenibili, mentre i medicinali attendono alla frontiera e gli attacchi agli ospedali negano le cure alla gente". Nonostante l'evacuazione di oltre 7.300 pazienti "più di 10mila necessitano ancora di essere evacuati per motivi medici", spiega il segretario generale. "Chiediamo agli Stati membri di accettare più pazienti e a Israele di consentire queste evacuazioni e di consentire l'ingresso a Gaza di cibo e medicine di cui c'è urgente bisogno. L'Oms è pronta, insieme ai nostri partner delle Nazioni Unite, a intervenire rapidamente per consegnarlo, se e quando ne verrà consentito l'ingresso".

L’Idf ha ordinato l’evacuazione da Khan Yunis. “Offensiva senza precedenti”

L'esercito israeliano (Idf) ha emesso un ordine di evacuazione immediato per i residenti della seconda città più grande di Gaza, Khan Yunis, che si trova nel sud della Striscia, e per le località vicine di Bani Suhaila e Abasan. Il portavoce dell'Idf in lingua araba, Avichay Adraee, ha pubblicato l'ordine sui suoi account social, affermando che l'intera area "sarà considerata una zona di combattimento pericolosa". "L'Idf lancerà un'offensiva senza precedenti per distruggere le capacità delle organizzazioni terroristiche in questa zona. È necessario evacuare immediatamente verso ovest, nella zona di Mawasi. Da questo momento, Khan Yunis sarà considerata una zona di combattimento pericolosa", si legge nel post pubblicato suo suo account X.

Netanyahu: affamare Gaza non fa gli interessi di Israele

Affamare Gaza non fa gli interessi di Israele, perché rischia di provocare una situazione incontrollabile. Così il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha spiegato in un video la decisione di permettere di nuovo l'ingresso di aiuti nella Striscia dopo un blocco di oltre due mesi che ha portato allo stremo la popolazione palestinese. "Per completare la vittoria, sconfiggere Hamas e liberare i nostri ostaggi, non dobbiamo raggiungere uno stato di fame: sia dal punto di vista pratico che da quello politico, semplicemente non ci sosterranno", ha affermato il leader israeliano. "Ci stiamo rapidamente avvicinando alla linea rossa, una situazione in cui potremmo perdere il controllo e allora tutto crollerebbe", ha aggiunto, motivando così la decisione.

Netanyahu: la carestia a Gaza va evitata per motivi pratici e diplomatici

Dopo aver annunciato una ripresa limitata degli aiuti umanitari, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che Israele deve impedire una carestia a Gaza "per ragioni diplomatiche". "Non dobbiamo lasciare che la popolazione sprofondi nella carestia, per ragioni pratiche e diplomatiche", ha affermato in un video pubblicato sul suo account Telegram, aggiungendo che anche gli "amici" di Israele non tollererebbero "immagini di carestia di massa" nei territori palestinesi.

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Netanyahu: Israele assumerà il controllo di tutto il territorio della Striscia di Gaza

Israele assumerà il controllo "di tutto il territorio" della Striscia di Gaza. A dichiararlo è stato il premier israeliano Benjamin Netanyahu. "I combattimenti sono intensi e progrediamo. Prenderemo il controllo dell'intero territorio della Striscia di Gaza", ha affermato in un video postato sul suo account Telegram. "Non cediamo, ma per riuscire bisogna agire in modo che non ci fermino".

FILE PHOTO: Israeli Prime Minister Benjamin Netanyahu attends a ceremony for Israel's Memorial Day, a remembrance of fallen soldiers (Yom HaZikaron), at the Yad LaBanim Memorial in Jerusalem, April 29. 2025. Abir Sultan/Pool via REUTERS/File Photo
FILE PHOTO: Israeli Prime Minister Benjamin Netanyahu attends a ceremony for Israel's Memorial Day, a remembrance of fallen soldiers (Yom HaZikaron), at the Yad LaBanim Memorial in Jerusalem, April 29. 2025. Abir Sultan/Pool via REUTERS/File Photo 

Ue, no al piano di Israele di privatizzare gli aiuti per Gaza

"Gli aiuti umanitari si basano sui princìpi, devono essere imparziali, neutrali e indipendenti. Oggi questo è in gioco con, tra l'altro, una proposta sul tavolo avanzata da Israele e sostenuta dagli Stati Uniti. Non accetteremo un altro sistema. Siamo pronti a rimodellare, a ripensare il sistema umanitario ma sulla base di principi e valori". Lo ha detto la commissaria europea per la gestione delle Crisi, Hadja Lahbib, intervenendo al Forum umanitario europeo 2025 a Bruxelles.

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