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Due italiani uccisi al fronte: “Combattevano per l’Ucraina”

Antonio Omar Dridi 

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Il sardo Manuel Mameli, 25 anni, “è caduto domenica nel Donbass”. Annunciata la morte del palermitano Antonio Omar Dridi
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KIEV – C’è un po’ d’Italia anche tra chi combatte e muore in Ucraina, di qua e di là dalla linea del fronte secondo credo e coscienza. L’ultimo caduto per difendere i propri ideali con il fucile in mano — secondo notizie purtroppo confermate, anche se non ufficiali — è Manuel Mameli, 25enne di Selargius, alle porte di Cagliari. Quand’era partito per combattere contro i russi, papà e mamma avevano fatto di tutto per convincerlo a desistere. Secondo i suoi commilitoni è caduto domenica nel Donbass combattendo nella “Seconda legione internazionale”, regolarmente arruolato nelle forze armate di Kiev.

Il suo corpo, spiegano, si trova in una zona sotto controllo russo, ed è quindi attualmente irrecuperabile. I commilitoni hanno avvertito le autorità italiane e la sua famiglia — i genitori e la sorella, che vivono in Sardegna — dando loro la notizia più triste. Che non può essere confermata ufficialmente proprio perché manca il corpo: viene considerato missing in action, disperso in bat…

KIEV – C’è un po’ d’Italia anche tra chi combatte e muore in Ucraina, di qua e di là dalla linea del fronte secondo credo e coscienza. L’ultimo caduto per difendere i propri ideali con il fucile in mano — secondo notizie purtroppo confermate, anche se non ufficiali — è Manuel Mameli, 25enne di Selargius, alle porte di Cagliari. Quand’era partito per combattere contro i russi, papà e mamma avevano fatto di tutto per convincerlo a desistere. Secondo i suoi commilitoni è caduto domenica nel Donbass combattendo nella “Seconda legione internazionale”, regolarmente arruolato nelle forze armate di Kiev.

Il suo corpo, spiegano, si trova in una zona sotto controllo russo, ed è quindi attualmente irrecuperabile. I commilitoni hanno avvertito le autorità italiane e la sua famiglia — i genitori e la sorella, che vivono in Sardegna — dando loro la notizia più triste. Che non può essere confermata ufficialmente proprio perché manca il corpo: viene considerato missing in action, disperso in battaglia.

La famiglia si aggrappa alla speranza. Chiede silenzio e rispetto. Manuel, dicono ai media sardi, non è un mercenario ma un ragazzo coraggioso, che ha scelto di difendere ciò in cui credeva: «Siamo in contatto con il Consolato, purtroppo non possono verificare perché si trovava in territorio russo, quindi ancora non si sa se è deceduto o solo ferito». Ma i compagni di combattimento ne piangono la scomparsa, anche se attendono che sia la famiglia a raccontare i dettagli della sua battaglia, finita in tragedia. Mameli, dicono, è caduto in un’imboscata di un drone nella zona di Pokrovsk. Insieme a lui, secondo le poche informazioni filtrate, sarebbero stati feriti altri quattro legionari. Tra loro, sembra, potrebbe esserci un altro italiano.

Manuel aveva lavorato per un po’ in un locale a Cagliari, poi era partito per arruolarsi. È il sesto italiano caduto in Ucraina dall’inizio dell’invasione russa. Proprio ieri la Ong “Memorial — international volunteers for Ukraine” aveva pubblicato un messaggio annunciando la morte di un altro italiano, che già da tempo era registrato come missing in action: «Per favore, aiutateci a onorarlo in modo che non sia dimenticato. Il nostro amato fratello italiano Antonio Omar Dridi, che prestava servizio in Ucraina come volontario, è morto sul campo di battaglia».

Dridi, 35enne palermitano, era scomparso due mesi fa: la famiglia aveva lanciato un appello sui social il 14 marzo, chiedendo aiuto a rintracciarlo. Ma a fine mese un commilitone aveva chiamato la sorella Noah dicendole che i russi avevano bombardato il bunker in cui era nascosto. Prima di finire al fronte in Ucraina aveva lavorato come cuoco in Germania e in Austria. Nei giorni scorsi la sua foto era apparsa su un maxischermo in Majdan, la piazza centrale di Kiev; e il suo sacrificio era stato celebrato anche nella giornata dell’Europa. Anche lui, ufficialmente, è “disperso in azione”: il corpo non è mai stato trovato.

Prima di Manuel e Antonio Omar, erano morti difendendo Kiev anche Benjamin Giorgio Galli, 27enne lombardo ucciso nel 2022 a Kharkiv; e Massimiliano Galletti, paramedico volontario 59enne di San Benedetto del Tronto colpito da schegge mentre soccorreva feriti. E l’Italia piange anche due morti sull’altro fronte: “Bozambo”, il 46enne di Portogruaro Edy Ongaro ucciso nel Donbass all’inizio della guerra da una bomba a mano; ed Elia Putzolu, 28enne ucciso a ottobre 2022 nel Donbass. C’è anche un settimo «disperso»: Angelo Costanza, 42enne di Favara. Combatteva per Kiev, è scomparso lo scorso novembre ma potrebbe essere stato catturato.

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