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Missili balistici russi su Kiev: “Attacco intenzionale ai civili”

Missili balistici russi su Kiev: “Attacco intenzionale ai civili”
(afp)

Per Zelensky “è stata una delle notti più difficili per l’Ucraina”. Secondo la Bbc i morti in tutto il Paese sono 13. Decine i feriti

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KIEV – Nello shelter, e rapidi. In piena notte, Kiev ha subito uno dei bombardamenti peggiori di sempre. Missili balistici, almeno uno in città e altri nei sobborghi e nella regione, e ondate di droni per tutta notte. La contraerea spara raffiche continue, il cielo si tinge di rosso per le esplosioni dei droni intercettati; ma c’è anche il fragore degli schianti andati a segno, e si levano torri di fumo e fiamme altissime. Chi si affaccia alla finestra violando la prima regola del buon senso si trova davanti una scena da guerra aperta. I canali di monitoraggio avvertono di decine e decine di droni in arrivo: «Convergono verso la regione di Kiev».

È la risposta che la Difesa russa aveva promesso per i «1.177 droni ucraini abbattuti, 788 dei quali sorvolavano regioni russe al di fuori della zona di combattimento», tra martedì e venerdì. La risposta infiamma l’Ucraina: 15 feriti nella capitale, e almeno 3 morti nel porto di Odessa. Almeno 13 morti complessivamente, secondo informazioni raccolte invece dalla Bbc senza però conferme.

«È stata una notte difficile per tutta l’Ucraina — dice il presidente Volodymyr Zelensky tracciandone il bilancio — 250 droni d’attacco, la maggior parte dei quali Shahed iraniani, e 14 missili balistici. Le regioni di Odessa, Vinnytsia, Sumy, Kharkiv, Donetsk, Kiev e Dnipro hanno subito danni. Tutti gli attacchi hanno preso di mira i civili. Ci sono vittime. Le mie condoglianze alle famiglie e ai loro cari».

Mentre raccolgono l’unico frutto nato finora dal vertice bilaterale di Istanbul — lo scambio di prigionieri nella formula “mille per mille”, che ieri è proseguito per il secondo giorno e oggi dovrebbe completarsi con l’ultima tranche di soldati e civili riportati a casa — ucraini e russi si provocano a vicenda con attacchi e contrattacchi. L’ipotesi di un cessate il fuoco, che pure entrambi dicono di voler negoziare, sembra un miraggio. Gli ucraini assicurano di mirare esclusivamente a obiettivi militari, colpendo la logistica e i depositi e le fabbriche con cui Mosca alimenta la sua invasione. Ma i russi danno le medesime assicurazioni: «Daremo una risposta adeguata alle ondate di attacchi terroristici perpetrati dal regime di Kiev. Diversamente da loro, i nostri obiettivi saranno strettamente limitati a strutture militari e impianti dell’industria della difesa», sosteneva il ministero degli Esteri russo. A cose fatte, poi, entrambi accusano l’altro di avere mirato a obiettivi civili. Ed entrambi tacciono sugli obiettivi militari che il nemico rivendica di avere centrato: a Kiev, per esempio, i russi dicono di avere colpito la fabbrica degli Antonov, obiettivo già di altri raid.

Il risultato, in un modo o nell’altro, è l’incubo dei civili. È un miracolo che a Kiev ci siano stati solo 14 feriti, con il disastro di fiamme e fumo che si levava qui e là in quartieri diversi della capitale. Il sindaco Klitschko lancia l’allarme a notte ancora fonda, piovono detriti dei droni acciuffati dalla contraerea e ci sono incendi e schianti. Nel quartiere Solomyanskyi sono a fuoco gli ultimi due piani di un palazzo, con sette persone ferite. In quello Obolonskyi è stato danneggiato un centro commerciale e altri edifici; nel quartiere Obolon un drone abbattuto è finito in pieno su un grattacielo, incendiando i piani dal terzo al sesto. E ci sono grattacieli e palazzi colpiti, e persone ferite, anche nei quartieri Dniprovskyi, Sviatoshynskyi, Holosiivskyi e Shevchenkivskyi. C’è anche una scuola, tra i luoghi devastati.

«Con ogni attacco di questo tipo, il mondo diventa più certo che la causa del prolungamento della guerra risiede a Mosca», dice Zelensky glissando sui lanci ucraini in Russia, e accusando il Cremlino di non accogliere «un cessate il fuoco proposto molte volte dall’Ucraina. È chiaro che si deve esercitare una pressione molto più forte sulla Russia per ottenere risultati: siamo in attesa di sanzioni da parte degli Stati Uniti, dell’Europa e di tutti i nostri partner».

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