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Taylor: “Europa e Usa possono piegare Putin usando le sanzioni”

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L’ex ambasciatore americano in Ucraina: “Il presidente non ha motivo di esitare, anche perché ha il sostegno del Senato: c’è un disegno di legge sostenuto da 82 colleghi”
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NEW YORK – William Taylor, ambasciatore americano in Ucraina durante la prima amministrazione Trump, non ha dubbi: «Usa ed Europa possono alzare molto la pressione su Putin, imponendo le sanzioni secondarie e continuando gli aiuti militari. Se lo faranno, Kiev è in grado di bloccare l’offensiva di Mosca».

Perché Putin intensifica i bombardamenti?

«Non ha alcuna intenzione di fermare la guerra, negoziare un cessate il fuoco o un accordo. È ossessionato dall’eliminazione dell’Ucraina come nazione sovrana, perciò colpisce anche i civili e le infrastrutture critiche».

Trump minaccia nuove misure, ma non agisce. Perché?

«Non c’è alcun motivo per esitare, anche perché ha il sostegno del Senato e dell’opinione pubblica. Lindsey Graham ha presentato un disegno di legge sostenuto da 82 colleghi, che prevedeva sanzioni molto severe contro la Russia se non si siede al negoziato».

NEW YORK – William Taylor, ambasciatore americano in Ucraina durante la prima amministrazione Trump, non ha dubbi: «Usa ed Europa possono alzare molto la pressione su Putin, imponendo le sanzioni secondarie e continuando gli aiuti militari. Se lo faranno, Kiev è in grado di bloccare l’offensiva di Mosca».

Perché Putin intensifica i bombardamenti?

«Non ha alcuna intenzione di fermare la guerra, negoziare un cessate il fuoco o un accordo. È ossessionato dall’eliminazione dell’Ucraina come nazione sovrana, perciò colpisce anche i civili e le infrastrutture critiche».

Trump minaccia nuove misure, ma non agisce. Perché?

«Non c’è alcun motivo per esitare, anche perché ha il sostegno del Senato e dell’opinione pubblica. Lindsey Graham ha presentato un disegno di legge sostenuto da 82 colleghi, che prevedeva sanzioni molto severe contro la Russia se non si siede al negoziato».

Se il Senato approvasse questo testo, imporrebbe le sanzioni dando al presidente il margine per continuare la trattativa, sostenendo che non dipendono da lui. Sarebbe la strada giusta da seguire?

«Sì, perché lancerebbe un forte segnale a Putin sulla determinazione Usa a non abbandonare l’Ucraina. La legge ha un grande sostegno bipartisan in Senato, e probabilmente passerebbe anche alla Camera. L’opinione pubblica americana la condivide, perché è molto colpita dall’aggressività di Putin. Inoltre i co-sponsor di questo disegno hanno indubbiamente lavorato in stretta collaborazione con la Casa Bianca, e quindi se venisse approvato sarebbe chiaro che il presidente lo appoggia implicitamente».

Può entrare nei dettagli delle nuove misure da imporre, e perché sarebbero più efficaci di quelle già in vigore?

«Il punto saliente del disegno sono le sanzioni secondarie perché premono sull’economia russa, basata sull’esportazione di petrolio, gas e altre materie prime. Il provvedimento imporrebbe dazi del 500% a chiunque acquisti energia e altri materiali, soffocando la fonte di finanziamento della guerra di Putin. Poi bisogna perseguire la flotta fantasma usata da Mosca per aggirare le sanzioni. Sommando queste iniziative al calo del prezzo del greggio, l’economia russa rischierebbe il collasso».

Basterebbe a fermare Putin?

«Ci sono anche alcune banche che non sono ancora toccate dalle sanzioni, ma dovrebbero esserlo. Sono state risparmiate proprio per consentire le transazioni sull’energia, quando si temeva che bloccarle avrebbe alimentato l’inflazione. Non c’è motivo per continuare a salvarle. Tutte le banche russe dovrebbero essere sanzionate ed escluse dal sistema Swift, in modo da rendere impossibile la vendita di energia».

Gli europei hanno imposto nuove sanzioni, possono fare altro?

«Certo. Continuare le proprie forniture militari e acquistare armi americane da consegnare agli ucraini. Ma la cosa davvero importante che dovrebbero fare è sequestrare i beni della banca centrale russa congelati nelle banche europee, in particolare in Belgio, ma anche in altri paesi. Quei 300 miliardi di dollari possono fare molto per fornire il supporto militare ed economico di cui Kiev ha bisogno per sopravvivere come nazione sovrana».

Ma la narrativa corrente dice che Putin sta vincendo la guerra.

«È possibile fermare la sua offensiva in corso, perché gli ucraini ci sono già riusciti negli ultimi tre anni. Se guardi la mappa del paese, vedi che due anni fa i russi occupavano circa il 18% del territorio di Kiev. Ora sono poco sopra il 18% e quindi la storia che Mosca sta vincendo militarmente non corrisponde alla realtà dei fatti sul terreno. Gli ucraini possono fermare i russi e lo stanno facendo in misura crescente con le proprie forze, perché producono il 40% delle armi usate sul campo di battaglia. Quindi se noi americani ed europei imponiamo nuove sanzioni, e continuiamo gli aiuti economici e militari, Kiev può fermare Mosca e costringerla ad una soluzione giusta del conflitto».

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