Francia, primo sì per la legge sul suicidio assistito, Macron: “Tappa importante”
dalla nostra corrispondente Anais GinoriPARIGI – Dopo due settimane di accesi dibattiti, la Francia compie una prima tappa per cambiare le regole sul fine vita. I deputati dell’Assemblée Nationale hanno approvato in prima lettura due testi di legge. Il primo, largamente condiviso, riconosce un diritto effettivo alle cure palliative. Il secondo, più controverso, istituisce per la prima volta in Francia un “diritto all’aiuto a morire”.
La nuova normativa stabilisce diversi criteri cumulativi per poter accedere all’aiuto medico alla morte come essere maggiorenni, affetti da una malattia grave, incurabile e in fase “avanzata” o “terminale”, soffrire di dolori fisici refrattari ai trattamenti oppure considerati insopportabili, aver rinunciato a eventuali cure e soprattutto essere pienamente lucidi e capaci di esprimere in modo libero e consapevole la propria volontà.
La richiesta dovrà essere presentata a un medico, che valuterà l’eleggibilità del paziente attraverso una procedura collegiale con altri professionisti sanitari. …
PARIGI – Dopo due settimane di accesi dibattiti, la Francia compie una prima tappa per cambiare le regole sul fine vita. I deputati dell’Assemblée Nationale hanno approvato in prima lettura due testi di legge. Il primo, largamente condiviso, riconosce un diritto effettivo alle cure palliative. Il secondo, più controverso, istituisce per la prima volta in Francia un “diritto all’aiuto a morire”.
La nuova normativa stabilisce diversi criteri cumulativi per poter accedere all’aiuto medico alla morte come essere maggiorenni, affetti da una malattia grave, incurabile e in fase “avanzata” o “terminale”, soffrire di dolori fisici refrattari ai trattamenti oppure considerati insopportabili, aver rinunciato a eventuali cure e soprattutto essere pienamente lucidi e capaci di esprimere in modo libero e consapevole la propria volontà.
La richiesta dovrà essere presentata a un medico, che valuterà l’eleggibilità del paziente attraverso una procedura collegiale con altri professionisti sanitari. Se il parere è positivo, è previsto un periodo minimo di riflessione di due giorni prima che il paziente confermi la propria decisione. L’aiuto a morire avverrà, in linea di principio, tramite auto-somministrazione. L’intervento diretto di un medico o di un infermiere sarà possibile solo se il paziente non è fisicamente in grado di procedere da solo.
È prevista una clausola di coscienza per i professionisti sanitari, che potranno rifiutarsi di partecipare alla procedura ma dovranno indicare colleghi disposti a farlo. Il testo introduce anche un nuovo reato: l’“ostacolo all’aiuto a morire”, ispirato alla normativa sull’interruzione volontaria di gravidanza. Chi impedirà con pressioni ideologiche, etiche o religiose l’accesso al diritto potrà essere punito con fino a due anni di carcere e 30.000 euro di multa.
Come previsto dalla procedura parlamentare, i due testi passeranno ora all’esame del Senato, a maggioranza di destra, che potrà proporre modifiche prima di un eventuale ritorno all’Assemblea. L’iter legislativo potrebbe non concludersi prima del 2027, termine della legislatura. Nonostante l’approvazione in prima lettura, le divisioni politiche restano forti. Il premier François Bayrou ha espresso pubblicamente i suoi «interrogativi» sul provvedimento e ha dichiarato che si sarebbe astenuto se fosse stato presente nell'emiciclo. Più positivo il commento del presidente Emmanuel Macron, che ha scritto su X: «Il voto dell’Assemblea nazionale sui testi relativi allo sviluppo delle cure palliative e all’aiuto a morire è una tappa importante. Nel rispetto delle sensibilità, dei dubbi e delle speranze, si apre poco a poco il cammino di fraternità che auspicavo».