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“Cureremo noi Adam”. L’Italia risponde all’appello per il bimbo di Gaza ferito

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Ieri su Repubblica la richiesta di aiuto da parte dello zio dell’unico superstite di dieci fratelli. Tajani: “Ci siamo mobilitati”
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GERUSALEMME – Adam al-Najaar potrà curarsi in Italia. L’unico figlio superstite della famiglia al-Najaar, sterminata domenica scorsa da un bombardamento dell’aviazione israeliana su Khan Younis, è gravemente ferito, ricoverato in terapia intensiva all’ospedale Nasser con ustioni sul 60% del corpo e fratture anche alla testa. Ieri Repubblica ha pubblicato un articolo nel quale lo zio dell’undicenne, Ali, ha raccontato delle condizioni critiche in cui si trovano Adam e suo padre Hamdi, anch’egli colpito dal raid, lanciando un appello al governo italiano per trasferirli in strutture ospedaliere che abbiamo mezzi e medicine che possano salvargli la vita. E il ministero degli Esteri ha risposto all’appello.

«Da Gaza in Italia abbiamo già portato 130 bambini, in tutto…

GERUSALEMME – Adam al-Najaar potrà curarsi in Italia. L’unico figlio superstite della famiglia al-Najaar, sterminata domenica scorsa da un bombardamento dell’aviazione israeliana su Khan Younis, è gravemente ferito, ricoverato in terapia intensiva all’ospedale Nasser con ustioni sul 60% del corpo e fratture anche alla testa. Ieri Repubblica ha pubblicato un articolo nel quale lo zio dell’undicenne, Ali, ha raccontato delle condizioni critiche in cui si trovano Adam e suo padre Hamdi, anch’egli colpito dal raid, lanciando un appello al governo italiano per trasferirli in strutture ospedaliere che abbiamo mezzi e medicine che possano salvargli la vita. E il ministero degli Esteri ha risposto all’appello.

«Da Gaza in Italia abbiamo già portato 130 bambini, in tutto 170 persone e ora stiamo tentando di far venire in Italia il bimbo della dottoressa Alaa Al-Najjar, che ha già perso nove figli in quell’attacco», ha detto il ministro Antonio Tajani, in visita all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. «Stiamo vedendo se ci sono le condizioni. Ci sono offerte anche da altri Paesi. Noi stiamo lavorando con il nostro consolato a Gerusalemme. Siamo in contatto con le autorità palestinesi e israeliane».

È stato attivato anche il ministero della Salute che ha ottenuto i dati sanitari e le cartelle cliniche sia di Adam sia di Hamdi, per valutare la trasportabilità. «Abbiamo acquisito la disponibilità dell’Ospedale Bambino Gesù ad accogliere Adam e quella delle strutture ospedaliere romane pronte ad assicurare le cure necessarie al papà del piccolo paziente», afferma il ministero.

Il primo a mobilitarsi è stato Guido Bertolaso, assessore al Welfare della regione Lombardia, che ieri mattina alle 8 dopo la lettura dell’articolo ha chiamato Tajani e, insieme all’unità di Crisi della Farnesina, ha individuato la possibilità di utilizzare un aereo sanitario che era già ad Amman, in Giordania. A Repubblica in queste ore sono arrivate diverse disponibilità a prendersi in carico le cure di Adam e di suo padre Hamdi da altre strutture sanitarie italiane. Un moto di solidarietà enorme.

A questo momento l’unità di crisi e il consolato hanno fatto le loro offerte di aiuto e attendono le decisioni della dottoressa Alaa Al-Najjar, 35 anni, la madre di Adam. Non è escluso che lo spostamento dalla Striscia di Gaza possa avere come meta finale ospedali specializzati nei paesi arabi. La donna non intende muoversi senza suo marito Hamdi, che però ha ustioni sul 70% del corpo e diverse ferite, per cui sta cercando di capire se le sue condizioni si assestano. Chiede di portare fuori da Gaza anche i parenti più stretti.

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