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Gaza, possibile tregua di 60 giorni: Netanyahu accetta il piano Witkoff, ma Hamas dice no

(afp)

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La proposta prevedeva il rilascio di 10 ostaggi israeliani vivi e 18 deceduti e di oltre mille palestinesi. Non c’era però la fine della guerra chiesta dai miliziani
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Hamas dice no. Fonti di Al Arabiya e Al Hadath avevano riferito che Israele e il movimento palestinese avevano concordato una tregua di 60 giorni a Gaza. Ma in serata è arrivato il no dei miliziani tramite una dichiarazione di un loro leader alla Afp, dopo che anche la Casa Bianca aveva smentito il raggiungimento dell’intesa.
"Non risponde alle richieste del nostro popolo", ha detto Bassem Naim, uno dei capi in esilio di Hamas. "La risposta dell'occupazione [Israele, ndr] significa, in sostanza, il perpetuarsi dell'occupazione, il continuare degli omicidi e della carestia (anche durante il periodo di tregua temporanea), e non risponde a nessuna delle richieste del nostro popolo, in particolare la fine della guerra e della carestia", ha dichiarato Naim, aggiungendo che "la direzione del movimento ha esaminato, con un grande senso di responsabilità e patriottismo, la risposta da dare a questa proposta".

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu aveva detto alle famiglie degli ostaggi che…

Hamas dice no. Fonti di Al Arabiya e Al Hadath avevano riferito che Israele e il movimento palestinese avevano concordato una tregua di 60 giorni a Gaza. Ma in serata è arrivato il no dei miliziani tramite una dichiarazione di un loro leader alla Afp, dopo che anche la Casa Bianca aveva smentito il raggiungimento dell’intesa.
"Non risponde alle richieste del nostro popolo", ha detto Bassem Naim, uno dei capi in esilio di Hamas. "La risposta dell'occupazione [Israele, ndr] significa, in sostanza, il perpetuarsi dell'occupazione, il continuare degli omicidi e della carestia (anche durante il periodo di tregua temporanea), e non risponde a nessuna delle richieste del nostro popolo, in particolare la fine della guerra e della carestia", ha dichiarato Naim, aggiungendo che "la direzione del movimento ha esaminato, con un grande senso di responsabilità e patriottismo, la risposta da dare a questa proposta".

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu aveva detto alle famiglie degli ostaggi che Israele era pronto ad andare sulla nuova proposta di accordo con Hamas avanzata dall'inviato della Casa Bianca Steve Witkoff. Il nuovo piano Witkoff prevede una tregua di 60 giorni durante la quale avverrebbe il rilascio di 10 ostaggi vivi e 18 deceduti. Israele dovrebbe liberare nello stesso periodo oltre mille gazawi arrestati durante la guerra e alcuni prigionieri palestinesi.

Secondo il Jerusalem Post la proposta chiarisce che al termine dei 60 giorni Israele potrà riprendere i combattimenti se lo ritiene necessario o potrà prorogare il cessate il fuoco se fossero in corso negoziati significativi. Questo è il passaggio che non piace ad Hamas, perché non prevede, come nella precedente proposta, la “chiara garanzia da parte degli Stati Uniti che il cessate il fuoco temporaneo porterà a un cessate il fuoco permanente e non garantisce inoltre che, se i negoziati dovessero proseguire oltre i 60 giorni, il cessate il fuoco continuerà e Israele non potrà violarlo unilateralmente come ha fatto a marzo”, scrive il giornalista di Axios Barak Ravid.

A Gaza intanto si continua a morire. Giovedì, "quarantaquattro persone sono state uccise nei raid israeliani sulla Striscia di Gaza" dalla mezzanotte, ha dichiarato all'Afp Mohammed Al-Moughayir, un funzionario della Difesa Civile di Gaza, un’organizzazione di soccorso. Tra queste, "23 persone sono state uccise, altre sono rimaste ferite e diverse risultano disperse dopo un attacco israeliano contro un’abitazione" ad Al-Bureij, nel centro della Striscia. I palestinesi stavano cercando vittime sotto le macerie dell'edificio distrutto.
L'esercito israeliano ha ordinato inoltre l'evacuazione dell'ospedale Al-Awda di Tel al-Zaatar, nel nord della Striscia di Gaza. Lo ha reso noto la stessa struttura sanitaria, l'unica ancora operativa nel nord della Striscia, in un comunicato.

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