✕

Il politologo Fesenko: “In Russia Kiev ha agito da sola, è autodifesa, non capitolerà”

(afp)

Ascolta l'audio

Per il direttore di Penta la maxi operazione con i droni sugli aeroporti militari non sarà però una svolta nella guerra
1 minuti di lettura

Volodymyr Fesenko, direttore di “Penta”, è uno dei politologi più noti ed ascoltati in Ucraina. Il messaggio della “Ragnatela” è diretto a Istanbul?

«Quando è stata preparata non si parlava di negoziati a Istanbul. È una dimostrazione dell’efficacia dei metodi asimmetrici della resistenza ucraina. Il messaggio è semplice: alle vostre minacce abbiamo sempre una risposta. Per i vostri “Oreshnik” abbiamo la nostra “Ragnatela”. E questo rafforza i nostri negoziatori».

Sarà una svolta nel conflitto?

«Purtroppo no. Per entrambi, una singola operazione clamorosa non è sufficiente a cambiare l’andamento della guerra. La sua conclusione dipende da quando entrerà in un vicolo cieco».

Kiev l’ha realizzata senza aiuti?

«Sì, autonomamente. Tutte le operazioni ucraine più efficaci sono avvenute senza coordinamento. Meno persone sanno, maggiori sono le possibilità di successo. Quando si coordinarono con Usa ed europei per la controffensiva del 2023, mancò il fattore sorpresa».

Come reagirà Put…

Volodymyr Fesenko, direttore di “Penta”, è uno dei politologi più noti ed ascoltati in Ucraina. Il messaggio della “Ragnatela” è diretto a Istanbul?

«Quando è stata preparata non si parlava di negoziati a Istanbul. È una dimostrazione dell’efficacia dei metodi asimmetrici della resistenza ucraina. Il messaggio è semplice: alle vostre minacce abbiamo sempre una risposta. Per i vostri “Oreshnik” abbiamo la nostra “Ragnatela”. E questo rafforza i nostri negoziatori».

Sarà una svolta nel conflitto?

«Purtroppo no. Per entrambi, una singola operazione clamorosa non è sufficiente a cambiare l’andamento della guerra. La sua conclusione dipende da quando entrerà in un vicolo cieco».

Kiev l’ha realizzata senza aiuti?

«Sì, autonomamente. Tutte le operazioni ucraine più efficaci sono avvenute senza coordinamento. Meno persone sanno, maggiori sono le possibilità di successo. Quando si coordinarono con Usa ed europei per la controffensiva del 2023, mancò il fattore sorpresa».

Come reagirà Putin?

«Senza dubbio risponderà. Alcuni russi chiedono un attacco nucleare perché l’Ucraina ha colpito vettori di armi nucleari, ma l’attacco ucraino era diretto contro portatori di missili da crociera con cui la Russia colpisce le città ucraine. È autodifesa. La Russia potrebbe usare il suo “Oreshnik”, ma l’Ucraina ha un sistema di difesa aerea più potente rispetto al 2022 anche se servono più missili intercettori».

La vulnerabilità russa l’ha sorpresa?

«Non trarrei conclusioni affrettate. Sono aeroporti nel profondo entroterra russo, a migliaia di chilometri dall’Ucraina. Non si aspettavano un attacco così audace che entrerà sicuramente nei manuali militari tra le operazioni speciali di maggior successo».


Il memorandum ucraino è base negoziale o elenco di linee rosse?

«È una road map del processo di pace, dimostra l’approccio costruttivo ai negoziati. Ma può contenere anche le “linee rosse”».


Kiev vuole la sconfitta russa?

«No, ma nemmeno intende capitolare. Le richieste della Russia di limitare la sovranità esterna e interna dell’Ucraina sono richieste di capitolazione: la nostra delegazione non le accetterà».

Perché Mosca non ha anticipato il suo memorandum?

«Tattica di pressione negoziale. Chiederanno risposte immediate, da parte ucraina ci sarà un ovvio rifiuto e i russi accuseranno l’Ucraina di non voler negoziare».

Mosca e Kiev saranno pronte a concedere qualcosa?

«In questa fase no. Le posizioni sulla fine della guerra sono radicalmente opposte, e su questioni come i territori occupati trovare compromessi è impossibile senza un mediatore. Se gli Usa non assumono il ruolo, i negoziati sono destinati a fallire».

Leggi i commenti