Svizzera, un manuale per andare in bagno durante le escursioni e non contaminare la natura
di Franco ZantonelliLUGANO – Con i suoi 65.000 km di sentieri, in montagna, lungo i laghi ed i torrenti alpini, la Svizzera è un vero e proprio paradiso per gli escursionisti. I quali arrivano da tutto il mondo, per ammirare panorami mozzafiato, come le cascate del Reno o la parete nord dell’Eiger. Tutta questa gente, tuttavia, troppo spesso lascia i propri rifiuti lungo i sentieri. Il Club Alpino svizzero parla di “Fazzoletti di carta usati dietro il primo albero, di barrette tra i fiori alpini che sbocciano”.?
Meno poetica l’intimazione giunta, agli escursionisti, dall’associazione Sentieri Svizzeri, che in vista della stagione estiva, quella più gettonata per le passeggiate tra i boschi, ha lanciato un vero e proprio ukase: "ScheissMoment”, ovvero il momento della cacca, come suona, perentorio ed inequivocabile, in lingua tedesca. La versione italiana è un pò meno cruda, anche se pure anch’essa lascia poco spazio ai dubbi, visto che è intitolata “Momentidim”.
Seguono le indicazioni su come non compo…
LUGANO – Con i suoi 65.000 km di sentieri, in montagna, lungo i laghi ed i torrenti alpini, la Svizzera è un vero e proprio paradiso per gli escursionisti. I quali arrivano da tutto il mondo, per ammirare panorami mozzafiato, come le cascate del Reno o la parete nord dell’Eiger. Tutta questa gente, tuttavia, troppo spesso lascia i propri rifiuti lungo i sentieri. Il Club Alpino svizzero parla di “Fazzoletti di carta usati dietro il primo albero, di barrette tra i fiori alpini che sbocciano”.?
Meno poetica l’intimazione giunta, agli escursionisti, dall’associazione Sentieri Svizzeri, che in vista della stagione estiva, quella più gettonata per le passeggiate tra i boschi, ha lanciato un vero e proprio ukase: "ScheissMoment”, ovvero il momento della cacca, come suona, perentorio ed inequivocabile, in lingua tedesca. La versione italiana è un pò meno cruda, anche se pure anch’essa lascia poco spazio ai dubbi, visto che è intitolata “Momentidim”.
Seguono le indicazioni su come non comportarsi quando scappa e ci si trova in mezzo alla natura. Spiega Vera In-Albon, responsabile della comunicazione digitale dell’associazione, al portale Ticinonews, che “abbiamo deciso di dare consigli su come espletare i propri bisogni in modo corretto”. Ad esempio “portare una pietra o una una paletta da casa, scavare una buca?di circa 15 centimetri di profondità. Poi i bisogni vanno coperti con sassi o terra, mentre la carta e gli articoli igienici sono da portare via”.
Inoltre, sempre Vera In-Albon, fa presente che, se proprio bisogna farla “si deve mantenere una certa distanza dalle acque, cioè da laghi, ruscelli e fiumi- almeno 50 metri -perché, ad esempio, i residui di medicinali presenti nell’urina possono danneggiare gli organismi sensibili che vivono in questi ecosistemi acquatici”.
Insomma, una passeggiata in montagna sta diventando un’impresa e, nello zaino, con i panini e le bevande, va ormai aggiunto l’occorrente per riportare a casa le proprie deiezioni. E dire che, in Svizzera, su molti sentieri, soprattutto quelli più vicini all’abitato, sono presenti, contrariamente ad altri Paesi, servizi igienici pulitissimi, sovente riscaldati d’inverno.
Evidentemente non tutti li utilizzano oppure, quando il bisogno si fa intenso e non più rimandabile, si è obbligati ad espletarlo nella natura. Ed è lì che non tutti sono abbastanza responsabile da rendersi conto che, come per gli escrementi dei cani, la buona educazione e il rispetto della natura dovrebbero imporci di raccoglierli. E non solo per evitare che altri li pestino e si mettano a sacramentare. Per addolcire le proprie raccomandazioni, l’associazione Sentieri Svizzeri le fa precedere dall’immagine di una giovane donna chiaramente in preda a un bisogno urgente.