“La Nato è uno strumento di aggressione e la Russia potrà usare missili a lungo raggio nel caso di un attacco vicino ai nostri confini”. Lo ha detto il Cremlino dopo che il segretario della Nato, Mark Rutte, da Londra ha annunciato l’aumento del 400% delle difese aeree dell’Alleanza atlantica. “La Russia è la principale minaccia a lungo termine per la Nato”, ha sottolineato Rutte. Mosca e Kiev annunciano che è terminata la prima fase dello scambio dei prigionieri con meno di 25 anni. Nuova offensiva russa sul fronte orientale, verso la regione di Dnipropetrovsk, nell’Ovest dell’Ucraina.
Intelligence Germania, Mosca pronta a mettere alla prova la Nato
Il direttore del servizio di Intelligence Federale (Bnd), Bruno Kahl, ha messo in guardia dal sottovalutare l'aggressione russa. "Siamo assolutamente certi, e abbiamo prove di intelligence a supporto, che l'Ucraina sia solo un passo sulla strada verso l'Occidente", afferma Kahl nel podcast Table.Today. "Ci sono persone a Mosca che non credono più che l'articolo 5 della Nato funzioni. E vorrebbero metterlo alla prova", ha aggiunto Kahl. L'obiettivo dei governanti russi, secondo il direttore dell'intelligence tedesca, è espandere la loro sfera di influenza verso ovest: "Vogliono catapultare la Nato allo stato in cui si trovava alla fine degli anni '90. Vogliono cacciare l'America dall'Europa e useranno qualsiasi mezzo necessario per riuscirci". Alla luce di questi piani, Kahl ha avvvertito: "Dobbiamo stroncarla sul nascere. La deterrenza è il modo meno sanguinoso per prevenire la guerra".
Zelensky, oggi prima fase scambio prigionieri, ne seguiranno altre
"Oggi è iniziata la prima fase dello scambio di prigionieri concordato a Istanbul. Seguiranno altre fasi, almeno, questo è ciò di cui si è discusso con la parte russa. Ringrazio tutti coloro che stanno rendendo possibile questo processo". Lo ha scritto su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. "Ho anche tenuto una riunione sull'agenda internazionale di giugno: nessun incontro deve essere fine a sé stesso", ha spiegato. "Se non ci avvicina alla fine della guerra attraverso la diplomazia, allora deve contribuire a rafforzare la nostra difesa, le nostre operazioni attive o ad aumentare la pressione sulla Russia". "Ringrazio i nostri guerrieri per la loro tenacia. I combattimenti più intensi continuano nella direzione di Pokrovsk, nelle aree dell'operazione di Kursk e lungo il confine nella regione di Sumy. Le tattiche russe restano ovunque le stesse: ignorare le perdite e tentare di avanzare. Ma questo potenziale non è infinito. Un certo livello di perdite, e le nostre azioni, devono, e in effetti riescono, a ostacolare il loro avanzamento", ha concluso.
Orlov: “Democrazie devono difendersi anche con armi, Mosca pronta a proseguire guerre”
"Se diminuiscono le pressioni esterne sulla Russia, se diminuisce l'attenzione, dopo l'Ucraina la guerra proseguirà in altri Paesi. Nei Baltici o in Moldova", afferma Oleg Orlov, esponente di spicco di Memorial, organizzazione che ha contribuito a fondare alla fine degli anni Ottanta. "O una democrazia vuole e sa difendersi, anche con le armi, o soccomberà a un qualche autoritarismo", aggiunge in una intervista all'Adnkronos, parlando del programma ReArm Europe, ricordando che a innescare il crollo dell'Urss era stato il programma di aumento di spese militari varato da Ronald Reagan che aveva costretto Mosca a fare lo stesso. "Non vedo tante alternative se non aumentare i bilanci della difesa. L'alternativa è arrendersi a Putin", incalza. "Se non ci sarà una Europa unita, alcuni di questi Paesi (dello spazio ex sovietico, ndr) saranno occupati o sotto qualche forma di controllo o influenza russa".
Mosca,accordo possibile se Kiev guarda a suoi interessi
Russia e Ucraina possono raggiungere molto rapidamente un accordo a condizioni accettabili se i negoziatori di Kiev saranno guidati dagli interessi dell'Ucraina e non da quelli dell'Europa. Lo dice Vladimir Medinsky, assistente del presidente russo Vladimir Putin e e capo della delegazione russa ai colloqui con la parte ucraina a Istanbul. "Se siamo guidati dagli interessi dell'Ucraina e del popolo ucraino, e vedo negli occhi di quella squadra che lo capiscono loro stessi, allora possiamo raggiungere molto rapidamente un accordo a condizioni accettabili", ha detto Medinsky in un'intervista a RT rilanciata dalle agenzie russe.
Rutte: “Kiev nella Nato? Irrilevante sia nel testo dell’Aia”
L'impegno sul "percorso irreversibile dell'Ucraina verso l'ingresso nella Nato è confermato e continuerà ad esserlo anche dopo il vertice dell'Aja", l'eventuale "presenza o meno nelle conclusioni finali non è rilevante". Lo ha detto il segretario generale dell'Alleanza, Mark Rutte, alla Chatham House a Londra. "Il mio obiettivo è che il vertice abbia conclusioni concise: non è necessario ripetere ogni frase o impegno già espressi, perché restino validi", ha aggiunto Rutte, sottolineando che il summit sarà incentrato su "spesa e produzione" militare. Kiev "sarà menzionata nel comunicato, ma non aspettatevi che ogni paragrafo ripeta quanto già affermato", ha aggiunto.
Israele: inviati all’Ucraina i sistemi di difesa aerea Patriot
Israele ha inviato all'Ucraina i sistemi di difesa aerea Patriot, ricevuti dagli Stati Uniti nei primi anni '90. Lo ha detto l'ambasciatore israeliano in Ucraina Michael Brodsky in un'intervista con Marichka Dovbenko. Lo riporta Ukrinform. "All'inizio degli anni '90, quando si svolse la prima guerra del Golfo (nota anche come Operazione Desert Storm, che duro' dal 17 gennaio al 28 febbraio 1991 - ndr), ricevemmo i sistemi Patriot dagli Stati Uniti. A proposito, questi sistemi sono ora in Ucraina. Purtroppo non se ne è parlato molto, ma quando alcuni dicono che Israele non ha aiutato militarmente l'Ucraina, non è vero. Israele ha aiutato Kiev anche in senso militare", ha sottolineato Brodsky.
Orban: “L’Europa non può vincere in Ucraina”
L'Unione europea "non può vincere il conflitto in Ucraina" e i suoi abitanti non vogliono "l'Afghanistan nel quartiere di casa". Lo ha detto il primo ministro ungherese Viktor Orban durante un comizio del gruppo Patrioti per l'Europa al Parlamento europeo, in Francia. "I politici favorevoli alla guerra in Bruxelles vogliono farci credere che la guerra deve continuare. Ma è impossibile vincerlo. Non c'è soluzione sul campo di battaglia. Ci sono morti, sofferenze e distruzione. Abbiamo bisogno di un cessate il fuoco, abbiamo bisogno di pace, abbiamo bisogno di negoziati", ha scandito Orban.
Russia: “L’Europa non consente a Kiev di trovare un accordo”
"Il problema del processo di pace è che l'Europa non consente a Kiev di raggiungere accordi favorevoli". Lo dice il consigliere di Vladimir Putin e capo negoziatore di Mosca nei colloqui con l'Ucraina, Vladimir Medinsky intervistato da Rt, secondo quanto riportano i media russi. "Quando si parla con loro, con i membri della delegazione ucraina, non davanti alle telecamere in modo non ufficiale, si tratta fondamentalmente di persone ragionevoli, e vogliono anche loro in qualche modo fermare lo spargimento di sangue. Ma il problema è che l'Europa, cioè gli attuali azionisti, coloro che si considerano azionisti e proprietari dell'Ucraina, semplicemente non permettono loro, non permettono alla dirigenza ucraina di raggiungere accordi vantaggiosi per l'Ucraina", ha dichiarato Medinsky.
Rutte: “La principale minaccia a lungo termine per la Nato è la Russia”
La principale minaccia a lungo termine per la Nato è la Russia. Non c'è dubbio". Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato, Mark Rutte, nel suo discorso alla Chatham House a Londra. "Ma non c'è solo la Russia, e la Nato non è mai stata istituita per combattere solo l'Unione sovietica. Il suo scopo era proteggere il territorio Nato da chiunque cercasse di attaccarci. E quello che vediamo al momento è un enorme accumulo di capacità militari da parte della Cina", ha spiegato. "Dal punto di vista navale, nel 2030 avranno 100 navi in più rispetto alle attuali navi degli Stati Uniti. E hanno una base industriale di difesa in Cina per costruire ancora più navi, con cui gli americani, al momento, non possono assolutamente competere. Questo è uno dei grandi problemi che abbiamo: per quel che riguarda la spesa per la difesa, c'è un problema con Europa e Canada. Quando si tratta di produzione per la difesa, c'è un problema con Europa, Canada e Stati Uniti, perché in tutta l'Alleanza non produciamo abbastanza. E la Cina sta collaborando con la Corea del Nord e l'Iran. Stanno sostenendo, come tutti sappiamo, lo sforzo bellico della Russia contro l'Ucraina", ha evidenziato.
Rutte: “L’economia della Nato è 25 volte Mosca, ma produce un quarto di munizioni”
Il mondo in cui pensavamo di entrare dopo la caduta del Muro di Berlino e' definitivamente scomparso. Tutta questa idea di una convivenza pacifica e piacevole con i russi è scomparsa; Vladimir Putin ha una visione chiaramente espansionista e cio' che ha fatto con l'Ucraina eè davvero sconcertante". Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato, Mark Rutte, in un intervento alla Chatham House a Londra. "Gli investimenti che sta facendo, la sua economia è completamente basata sulla guerra. L'economia della Nato è 25 volte più grande di quella della Russia: 50 trilioni, e l'economia russa è di 2 trilioni. Questa economia da 2 trilioni produce quattro volte più munizioni di quelle prodotte dall'intera Nato al momento", ha spiegato. "E puoi chiedere a qualsiasi generale, e ti dira': "SSì, droni e intelligenza artificiale, ecc. ma ricorda che il cuore di ogni guerra inizia sempre con le scorte di munizioni, non puoi mai, mai permettere che le tue riserve di munizioni non siano sufficientemente rifornite. E qui, i russi ci superano di quattro a uno", ha aggiunto.
Rutte: “Da Putin continua violenza, non è interessato alla pace”
"Il presidente Putin non si comporta come qualcuno interessato alla pace. La Russia continua a colpire obiettivi civili in Ucraina giorno dopo giorno, notte dopo notte. Questa è violenza fine a se stessa". Lo ha detto il segretario generale della Nato, Mark Rutte, alla Chatham House a Londra. "Sosteniamo pienamente gli sforzi del presidente Trump per fermare lo spargimento di sangue. Il popolo ucraino merita una pace giusta e duratura. Il sostegno pratico e politico della Nato all'Ucraina continua", anche sul "lungo termine" per "prevenire qualsiasi aggressione futura", ha sottolineato Rutte. "La Nato è al fianco dell'Ucraina ora e nelle sfide future", ha ribadito.
Kiev: distrutta fabbrica militare russa a mille chilometri dal confine
La scorsa notte almeno due droni ucraini hanno colpito e distrutto una fabbrica che produceva sistemi di navigazione di precisione, utilizzati dai russi per guidare i droni kamikaze Shahed, alcuni missili e le bombe plananti, fra le altre cose, scrivono Rbc-Ukraine e altri media ucraini, citando lo stato maggiore militare di Kiev. L'impianto colpito, il Progress, si trova a oltre mille chilometri di distanza in linea d'aria dai confini ucraini, nella città di Cheboksary, nella repubblica russa di Ciuvascia, sulle rive del Volga. Nella fabbrica colpita sarebbe scoppiato un vasto incendio.
Mosca: continua l’avanzata russa a Dnipro
Le forze russe stanno prendendo il controllo di sempre più territori nella regione di Dnipro. È quanto riferisce il ministero della Difesa di Mosca. "Le unità del gruppo centrale di forze si sono spostate più in profondità nelle linee di difesa nemiche e hanno ampliato l'area dei territori liberati nella regione di Dnipro", ha comunicato il ministero. Il ministero aveva annunciato già ieri che la 90a divisione corazzata del gruppo centrale aveva raggiunto il confine occidentale della Repubblica del Donetsk e stava proseguendo la sua offensiva nel territorio di Dnipro. "Il nemico ha perso più di 525 soldati, sette veicoli corazzati da combattimento, tra cui un Viking di fabbricazione svedese e sei sistemi di artiglieria. È stato anche distrutto radar antibatteria An/Tpq-48 di fabbricazione statunitense", si spiega ancora nella nota ufficiale di Mosca.
nche le forze occidentali e meridionali avrebbero migliorato le loro posizioni lungo le linee di difesa ucraine.
Lavrov: “Merz ha la mentalità della Germania di Hitler”
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz "ha ancora la mentalità della Germania di Hitler", che pensava di avere "bisogno di territorio per avere accesso alle risorse naturali". Lo ha detto il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, citato dalla Tass. Lavrov ha così commentato le parole di Merz, secondo il quale la Germania tornerà ad avere il più grande esercito convenzionale d'Europa e accusa la Russia di non volersi fermare all'Ucraina ma di voler conquistare tutta l'Europa. Il cancelliere pensa alla Russia "con i suoi stessi standard", basandosi su giudizi genetici, istintivi", ha affermato il ministro degli Esteri russo.
Russia: multe a chi diffonde foto e video dei raid dei droni ucraini
Diverse regioni russe hanno cominciato a multare media e privati cittadini che diffondono fotografie e video sui danni provocati dagli attacchi di droni ucraini. Secondo il quotidiano Kommersant, sono 12 finora le regioni dove possono essere imposte "sanzioni amministrative" a chi si rende responsabile di tali azioni.
In particolare, aggiunge il giornale, multe sono già state fatte pagare a giornalisti e social media nei territori di Kaluga e Tula. La scorsa settimana anche la repubblica di Calmucchia e la regione di Tver hanno cominciato ad applicare la norma, anche se nella maggior parte delle regioni russe la regola rimane "dormiente". Il governo della regione di Kaluga ha detto a Kommersant che fino all'inizio di giugno le autorità locali hanno segnalato a quelle giudiziarie 42 rapporti su violazioni del divieto imposto a livello locale di diffondere informazioni sulle conseguenze degli attacchi con droni. Le leggi regionali prevedono multe da 3.000 a 200.000 rubli (da 33 a 2.200 euro), a seconda della gravità del caso e della frequenza delle violazion
Media: cresce la preoccupazione della Russia per lo spionaggio cinesi
L'intelligence russa è sempre più preoccupata dallo spionaggio cinese e nutre "profondi sospetti" nei confronti di un Paese che, sulla carta, è legato a Mosca da un'alleanza "senza limiti". È quanto emerge da un articolo del New York Times, che ha affermato di aver avuto accesso a un documento di otto pagine dell'Fsb, il servizio di sicurezza interno russo, dedicato alle minacce per la sicurezza russa poste dal Dragone. Se in pubblico il capo del Cremlino, Vladimir Putin, afferma che l'amicizia sino-russa e' indistruttibile, nei corridoi della Lubjanka, quartier generale dell'Fsb, i cinesi verrebbero addirittura definiti "il nemico" e si teme che, prima o poi, possano accampare rivendicazioni su territori russi. Secondo i funzionari del servizio, la Cina sta cercando di reclutare sempre piu' spie russe e ottenere tecnologie militari sensibili, a volte attirando scienziati russi scontenti. Altri uomini dell'Fsb affermano che la Cina sta spiando le operazioni militari russe in Ucraina per ottenere informazioni sulle sue armi e su quelle dei Paesi occidentali. Preoccupa inoltre l'espansione di Pechino nell'Artico. Il documento non è datato, il che fa sorgere il dubbio che si tratti di una bozza, sebbene il contesto suggerisca che sia stato scritto tra la fine del 2023 e l'inizio del 2024, osserva il quotidiano. Il file e' stato reperito, ma non si sa in che modo, dal gruppo hacker noto come Ares Leaks. Il New York Times ha condiviso il rapporto con sei agenzie di intelligence occidentali, che lo hanno valutato come autentico.
Zelensky: “Nei prossimi giorni altre fasi dello scambio di prigionieri con la Russia”
"I nostri sono a casa. Gli ucraini tornano a casa dalla prigionia russa. Oggi è iniziato uno scambio (di prigionieri) che proseguirà con varie fasi nei prossimi giorni". Ha scritto così su X il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, dopo le notizie arrivate da parte russa. "Tra le persone che riportiamo a casa ci sono feriti, persone rimaste ferite in modo grave e persone che hanno meno di 25 anni - aggiunge Il processo è abbastanza complesso, con molti dettagli sensibili, e i negoziati proseguono praticamente ogni giorno. Contiamo sulla piena attuazione degli accordi umanitari raggiunti durante i colloqui di Istanbul". "Stiamo facendo tutto il possibile per riportare tutti a casa " e "dobbiamo riportare a casa tutti coloro che restano prigionieri", conclude, con un ringraziamento a "tutti coloro che ci stanno aiutando".
Lavrov: “Senza l’appoggio della Gran Bretagna Kiev sarebbe impotente”
Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha accusato il Regno Unito di sostenere in modo decisivo gli "attacchi terroristici" ucraini contro il territorio russo.
Intervenendo al "Forum del Futuro - 2050", Lavrov ha dichiarato che Kiev sarebbe "assolutamente impotente" senza l'appoggio britannico, ipotizzando anche il coinvolgimento delle agenzie di intelligence statunitensi. Lo riporta l'agenzia russa Tass. Secondo Lavrov, le recenti azioni in territorio russo, in particolare nella regione di Kursk, dimostrerebbero la natura "terroristica" delle operazioni ucraine, compiute - a suo dire - in aree "prive di obiettivi militari". Il ministro ha ricordato che il presidente Putin ha già tratto le sue conclusioni in merito durante un recente incontro con i membri del governo. "Le minacce sono serie - ha affermato - ma è chiaro che senza il supporto degli inglesi l'Ucraina non riuscirebbe ad agire in questo modo. I britannici sono coinvolti al 100%".
Mosca: “Russia-Ucraina, completato lo scambio di prigionieri con meno di 25 anni
Russia e Ucraina hanno effettuato uno scambio di prigionieri di guerra di età inferiore ai 25 anni, secondo quanto riportato dalle agenzie di stampa russe, citando il Ministero della Difesa russo. Si è trattato del primo gruppo di prigionieri di guerra ad essere scambiato da quando, in un incontro del 2 giugno a Istanbul, Russia e Ucraina hanno concordato di effettuare un nuovo scambio.
Cremilno: “Dovremo reagire all’espansionismo della Nato”
La Russia si riserva la libertà di reagire a quello che considera mire espansionistiche della Nato. Lo ha chiarito il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, citando esplicitamente l'arrivo di nuovi membri alle sue porte: Svezia e Finlandia "In un modo o nell'altro, la Russia dovrà reagire alle azioni espansionistiche e aggressive della Nato e degli Stati membri della Nato, di nuovi membri della Nato che ci sono ben noti e sono adiacenti ai nostri confini", ha detto Peskov alla stampa. Alla domanda se la Russia potrebbe schierare missili in regioni sensibili per la sicurezza, dopo la scadenza della moratoria al dispiegamento di missili a medio e corto raggio, Peskov è stato esplicito: "Naturalmente, a un certo punto, quando nulla ci limiterà, manterremo questa libertà d'azione", ha detto.
Kiev: raid contro la base aerea russa di Savasleyka, nella regione di Nizhni Novgorod
Lo stato maggiore ucraino ha reso noto che le forze speciali insieme ad altre unità militari hanno portato a termine un attacco contro la base aerea russa di Savasleyka, nella regione di Nizhni Novgorod, a 625 chilometri dal confine, rivendicando di aver colpito, e danneggiato, due aerei da guerra. L'operazione è stata lanciata una settimana dopo "Ragnatela", con i droni ucraini che hanno colpito bombardieri russi. Nella base di Savasleyka sono dispiegati Mig-31K dotati di missili balistici Kinzhal. La base è stata usata per attacchi contro l'Ucraina. Colpito probabilmente anche un Su-30 o un Su-34.
Kiev: “La Russia non vuole fermare la guerra, sta intensificando gli attacchi”
''La Russia sta intensificando la guerra e non ha alcuna intenzione di fermarla. Qualsiasi escalation può essere fermata solo con la forza''. Lo ha scritto sul social 'X' il capo dell'ufficio presidenziale ucraino Andriy Yermak dopo i raid aerei notturni condotti dalle forze armate russe in diverse regioni dell'Ucraina. L'aeronautica militare di Kiev ha affermato che Mosca ha lanciato 479 droni in quello che ha definito il più grande bombardamento notturno finora lanciato in guerra.
Cremlino: “Svilupperemo una cooperazione militare con i Paesi africani”
Il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, ha dichiarato che la Russia intende "sviluppare" la cooperazione con i paesi africani sia dal punto di vista economico sia in "settori sensibili come la difesa e la sicurezza". Lo riporta l'agenzia Interfax, secondo cui Peskov rispondeva a una domanda sulla notizia secondo la quale i mercenari russi del gruppo Wagner dovrebbero lasciare il Mali, dove dovrebbe invece restare un altro gruppo paramilitare russo, l'Afrikansky Korpus.
Russia: raid ucraino nel Kursk, un morto e 5 feriti
Almeno una persona è morta e cinque sono rimaste ferite in un attacco contro un centro culturale nel distretto di Rylsk, nella regione russa del Kursk, attribuito ai militari ucraini. Lo ha denunciato il governatore, Alexander Khinshtein. "Le Forze Armate ucraine hanno lanciato un attacco missilistico contro un centro culturale e ricreativo nel distretto di Rylsk - afferma via Telegram - Un uomo di 64 anni è rimasto ucciso nell'attacco contro la località di Prigorodnaya Slobodka". I feriti, aggiunge, sono tre uomini e due donne.
Mosca: “La Russia potrà usare missili a lungo raggio in risposta a un’aggressione Nato”
La Russia si riserva il diritto di agire liberamente, per dispiegare missili a corto e medio raggio, che potrà usare in risposta a una azione aggressiva della Nato vicina ai confini, ha affermato il portavoce del Cremlino. "La Russia dovrà rispondere a tali azioni aggressive della Nato e dei Paesi Nato, inclusi i nuovi membri della Nato vicini ai nostri confini. Ci riserviamo di certo il diritto di agire liberamente e a un certo punto, non limiteremo più le nostre azioni", ha dichiarato Peskov, in merito alla scadenza della moratoria sul dispiegamento di missili a corto e medio raggio nei punti in cui è più vulnerabile in termini di sicurezza.
Russia: nuovo attacco nella regione di Dnipropetrovsk
Le truppe russe hanno conquistato un ulteriore territorio nella regione ucraina di Dnipropetrovsk e hanno sferrato un massiccio attacco contro un aeroporto vicino all'insediamento di Dubno. Lo ha dichiarato il ministero della Difesa di Mosca. L'attacco è stato una rappresaglia agli attacchi ucraini contro gli aeroporti militari russi.
Crosetto: “La vera differenza tra la Russia è l’Ucraina è il bacino di reclutamento”
"Viviamo tempi molto complicati, in cui sul fronte della Difesa abbiamo da un lato il prevalere di tecnologie offensive e difensive sempre piu' sofisticate e dall'altro, come in Ucraina, guerre combattute da esseri umani in trincee uguali a quelle del primo conflitto mondiale". Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, in occasione della presentazione del paper "Difesa, l'industria necessaria", curato dalla Fondazione Luigi Einaudi. "Alla fine, la vera differenza tra Russia e Ucraina - ha spiegato il ministro - sta nei due bacini di reclutamento, nel numero di persone che possono essere mandate a combattere. La Russia negli ultimi mesi ha avviato due nuove campagne di reclutamento, con stipendi molto piu' elevati, con l'obiettivo di arrivare ad avere un milione e 600 mila militari attivi. E a questi vanno aggiunte 5 milioni di riservisti, che non sono riservisti svizzeri ma forze immediatamente impiegabili, per un bacino potenziale di 5 milioni e 600 mila unità. Non solo - ha concluso Crosetto -un euro investito in Difesa dalla Nato non e' paragonabile come produzione di risorse ad un euro investito in Russia, dove costano molto di meno la manodopera, le materie prime, l'energia. Un milione di euro investito in Russia produce il doppio, se non di piu', di un milione di euro investito in Europa".
Tajani: “In Ucraina la situazione è complicata, la tregua entro un anno”
Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, intervistato a 'Il rosso e il nero' su Radio 1, si e' detto "non ottimista" sulla possibilità di raggiungere una tregua in Ucraina "in tempi brevi". "È una partita a scacchi complicata", ha aggiunto Tajani, "credo avremo una soluzione entro fine anno".
Tajani: “L’Italia non ha intenzione di andare in guerra contro la Russia”
L'Italia "non ha nessuna intenzione di andare in guerra" con la Russia. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, intervistato a 'Il rosso e il nero' su Radio 1. "Abbiamo sempre detto che non siamo in guerra con la Russia e che non manderemo soldati in Ucraina. Difendiamo il diritto degli ucraini a difendersi, questa eè la nostra posizione", ha aggiunto il ministro, constatando che "la questione dei 'volenterosi' è un po' rientrata".
Cremlino: “La Nato è uno strumento di aggressione”
La Nato è uno "strumento di aggressione e scontro", ha denunciato il Cremlino, mentre il Segretario Generale dell'Alleanza, Mark Rutte, ha invitato i Paesi membri ad aumentare del 400% le loro capacità di difesa aerea e missilistica. "La Natp, dopo essersi tolta la maschera, sta dimostrando in ogni modo possibile la sua vera natura di strumento di aggressione e scontro", ha dichiarato il portavoce presidenziale russo Dmitri Peskov durante il suo briefing quotidiano.
Putin: “La Russia difende i principi dello sviluppo sovrano e dell’identità culturale”
La Russia difende "in modo coerente i principi dello sviluppo sovrano e del rispetto dell'identità culturale dei popoli e delle nazioni". Lo ha dichiarato il presidente russo Vladimir Putin nel suo messaggio di presentazione del Forum economico internazionale di San Pietroburgo.
Cremlino: “L’offensiva a Dnipropetrovsk serve a creare una zona cuscinetto”
Il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, ha dichiarato che la presunta offensiva dei soldati russi nella regione ucraina di Dnipropetrovsk abbia come obiettivo anche quello della creazione di una "zona cuscinetto". Lo riporta la Tass. Le truppe russe sostengono di aver "raggiunto il confine occidentale" della regione ucraina di Donetsk e di aver lanciato un'offensiva nella limitrofa regione di Dnipropetrovsk. L'esercito ucraino smentisce.
Mosca: volevano fare esplodere una bomba in una fabbrica di armi, due arresti
I servizi di sicurezza russi (Fsb) sostengono di aver arrestato due cittadini russi che pianificavano di fare esplodere un ordigno artigianale in un'azienda del settore della difesa nella regione di Mosca: lo scrive l'agenzia di stampa Interfax. L'Fsb sostiene che i due arrestati, "agendo indipendentemente l'uno dall'altro", fossero in contatto su internet con "i rappresentanti di un'organizzazione ucraina riconosciuta dalla Corte Suprema della Federazione Russa come organizzazione terroristica" e "su loro istruzione" avessero trovato "impiego presso uno degli stabilimenti dell'industria della difesa di Mosca, dove effettuavano ricognizioni e riprese fotografiche di oggetti chiave, inviando i filmati risultanti ai loro supervisori". Sempre stando alla versione dell'Fsb riportata da Interfax, i due sarebbero stati arrestati "nel momento dell'introduzione dell'ordigno improvvisato nel territorio dell'azienda". Le dichiarazioni dei servizi segreti russi non sono verificabili in modo indipendente.
Putin rilancia la collaborazione con i Brics: “Costruiamo un sistema senza sanzioni”
Il presidente russo Vladimir Putin rilancia la collaborazione con i Paesi Brics con cui, ha detto presentando il Forum economico di San Pietroburgo in programma fra il 18 e il 21 di questo mese, sta lavorando "per costruire un sistema di cooperazione internazionale libero da discriminazioni, coercizione e sanzioni". "Insieme con i nostri partner, in particolare dei Paesi Brics, rimaniamo impegnati a costruire un sistema efficace di cooperazione internazionale su base paritaria e di beneficio reciproco, libero da ogni forma di discriminazione, coercizione e sanzioni".
Cremlino: “Il piano Nato per il potenziamento della difesa aerea comporterà enormi spese per l’Europa”
Il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, ha dichiarato che il piano della Nato per un enorme potenziamento della difesa aerea e missilistica è un segnale di aggressione e comporterebbe un aumento delle spese per i contribuenti europei. Il Segretario Generale della Nato, Mark Rutte, ha dichiarato da Londra che l'Alleanza necessita di un aumento del 400% della difesa aerea e missilistica.
Cremlino: “Pronti a rispettare l’accordo sullo scambio dei prigionieri, ma Kiev no”
Il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, sostiene che Mosca sia "pronta ad attuare gli accordi raggiunti a Istanbul" il 2 giugno tra le delegazioni di Russia e Ucraina, cioè uno scambio di prigionieri e uno scambio di corpi di soldati morti in guerra, e ha accusato Kiev di non esserlo altrettanto. Lo riporta la Tass.
"La Federazione Russa si impegna a rispettare gli accordi raggiunti nel secondo round di colloqui a Istanbul e li rispetta sempre, a differenza della parte Ucraina", ha dichiarato Peskov, secondo l'agenzia di stampa statale russa.
Il gruppo Renault verso la produzione di droni in Ucraina
Il gruppo Renault - in partnership con aziende medio piccole della difesa francesi - sta considerando l'apertura di una linea di produzione di droni in Ucraina, ha anticipato France Info citando fonti. Le diverse fabbriche saranno localizzate "da alcune decine a diverse centinaia di chilometri dalla linea del fronte", si precisa. Renault ha solo confermato di essere stata avvicinata dal governo ma che al momento non è ancora stata presa alcuna decisione. Lo scorso 6 giugno il ministro della Difesa Sèbastie Lecornu aveva anticipato che una azienda automobilistica francese avrebbe iniziato a produrre droni in Ucraina.
Kiev: nella notte Mosca ha lanciato contro l’Ucraina un numero record di 20 missili e 479 droni
Le forze russe hanno attaccato l'Ucraina la notte scorsa con 20 missili di vario tipo e un record di 479 droni, 460 dei quali sono stati abbattuti o neutralizzati dalle difese aeree di Kiev: lo ha reso noto su Telegram l'Aeronautica militare ucraina, come riportano i media nazionali. Intercettati anche 19 missili.
Rutte: “La Nato deve aumentare del 400% la difesa aerea”
La Nato deve "aumentare del 400%" la sua capacità di difesa aerea e missilistica in risposta alla minaccia russa. Lo ha dichiarato il segretario generale dell'Alleanza atlantica Mark Rutte, come emerge da una nota diffusa prima del suo intervento di oggi pomeriggio alla Chatham House di Londra, evento previsto dopo l'incontro a Downing Street col premier britannico Keir Starmer. "Vediamo in Ucraina come la Russia diffonde il terrore dall'alto, quindi rafforzeremo lo scudo che protegge i nostri cieli", ha aggiunto Rutte.
Kiev, nuovo drone V2U russo sceglie gli obiettivi con l'IA
Un nuove drone d'attacco russo, il V2U, è in grado di scegliere in modo autonomo il bersaglio da colpito grazie all'intelligenza artificiale: è quanto emerge da un rapporto dell'intelligence militare ucraina (Gur), secondo cui il velivolo senza pilota viene realizzato soprattutto con componenti di società straniere Secondo quanto scrive oggi Rbc-Ucraina, il V2U viene utilizzato nella direzione di Sumy, nell'Ucraina nord-orientale. La maggior parte dei componenti del V2U è di origine estera, afferma il rapporto. Il sistema di elaborazione del drone è basato su un minicomputer cinese Leetop A203, che utilizza un potente modulo sella società statunitense NVIDIA (il Jetson Orin) per l'analisi delle immagini e della designazione del bersaglio. Secondo l'intelligence, inoltre, tra i componenti chiave figurano un sensore giapponese Sony, un relè elettromagnetico della società svizzero-statunitense Te Connectivity prodotto in Irlanda, oltre a motori, servocomandi, unità di memoria SSD e telemetri realizzati in Cina
Droni russi su Kiev, danneggiato edificio adibito a uffici
Un edificio adibito a uffici situato nel quartiere Darnytsia di Kiev è stato danneggiato la notte scorsa in seguito ad un attacco con droni russo: lo ha reso noto su Telegram il capo dell'Amministrazione militare della capitale ucraina, Tymur Tkachenko, come riporta Ukrinform. "Un edificio adibito a uffici nel quartiere di Darnytsia è stato danneggiato a seguito di un attacco russo. I servizi di pronto intervento stanno lavorando sul posto. Stiamo valutando i danni. Le informazioni sono in fase di verifica", ha affermato Tkachenko.
Mosca: “Nella notte abbattuti 49 droni ucraini”
Le difese aeree russe hanno abbattuto la notte scorsa 49 droni ucraini in sette regioni del Paese: lo ha reso noto il ministero della Difesa, come riporta la Tass. Tredici velivoli senza pilota sono stati distrutti nella regione di Kursk, altrettanti in quella di Niznij Novgorod, nove ciascuno nelle regioni di Voronez e Orel, due ciascuno nelle regioni di Bryansk e Ciuvascia e uno nel Belgorod.
Pesanti bombardamenti nell'ovest: Varsavia schiera jet
La Polonia ha fatto decollare i propri aerei da combattimento a causa dell’attacco russo nell'Ucraina occidentale. "A causa dell'intenso attacco aereo della Federazione Russa sul territorio ucraino, aerei polacchi e alleati hanno iniziato a operare nello spazio aereo polacco questa mattina", ha annunciato lo Stato Maggiore polacco su X. "I caccia in servizio sono stati schierati a coppie e i sistemi di difesa aerea e di ricognizione radar basati a terra erano al massimo livello di allerta", ha aggiunto, specificando che si è trattato di azioni "di natura preventiva". Questo tipo di schieramento è comune quando missili o droni russi prendono di mira le regioni dell'Ucraina occidentale al confine con la Polonia, paese membro della Nato.
Ondata di droni sulle città ucraine. Allerta per l’arrivo dei bombardieri
Un'altra notte di fuoco nelle città ucraine, che temono di dovere affrontare un'incursione ancora più potente di quelle dei giorni scorsi. Intorno alla mezzanotte una prima ondata di droni ha varcato i confini e colpito i distretti di Kiev, Rivne, Khmelnytskyi, Poltava, Cherkasy, Chernihiv, Vinnytsia, Mykolaiv e Kirovohrad. Sono state registrate esplosioni drammatiche in più quartieri della capitale e di Sumy. Nel mirino ci sarebbero soprattutto le centrali elettriche e la rete di distruzione dell'energia. A fare paura sono i movimenti delle unità lanciamissili russe. Alcune navi hanno raggiunto le posizioni di tiro nel Mar Nero: si reputa abbiano 24 cruise Kalibr. Almeno nove bombardieri strategici sono decollati, con diverse decine di missili KH101, e si parla dell'azione di velivoli Mig31 con gli ipersonici Kinzhal. In tutto si tratterebbe di un centinaio di missili. Questi ordigni potrebbero dirigersi sui bersagli nelle prossime ore, sfruttando i varchi nelle difese contraeree aperti da droni.
di Gianluca Di Feo
Zelensky: “Putin vuole la sconfitta totale dell’Ucraina, non la pace”
"Con tutto il rispetto per il presidente Trump, ovviamente, credo che sia solo la sua opinione personale". Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, commentando ad Abc News nella serata dell’8 giugno l'affermazione del capo della Casa Bianca, che in una recente intervista si è detto convinto che "Putin voglia la pace". "Sono fermamente convinto che Putin non voglia mettere fine a questa guerra - ha risposto Zelensky - Nella sua mente, è impossibile farlo senza la sconfitta totale dell'Ucraina". "Credetemi, comprendiamo i russi, la loro mentalità, molto meglio di quanto la capiscano gli americani. Siamo vicini da secoli", ha aggiunto il presidente ucraino.