Guardia nazionale a Los Angeles per sedare la rivolta dei migranti
di Massimo BasileNEW YORK – Al secondo giorno di tensioni dopo i raid anti-immigrati, con centinaia di persone che si sono opposte agli agenti dell’ufficio immigrazione, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ordinato l’invio di duemila riservisti della Guardia nazionale, con il compito di sedare le proteste. I primi trecento si sono schierati in tre zone della città, dove gli scontri sono cominciati venerdì. I primi a downtown, vicino a Hollywood, poi le tensioni si sono spostate sabato a Paramount, a maggioranza ispanica. Per le strade, ieri, erano visibili le carcasse di auto bruciate durante gli scontri, nell’aria ancora l’odore dei lacrimogeni sparati nella notte.
Secondo la troupe della Cnn che si trovava sul posto, la polizia ha colpito diverse persone con i manganelli e ha lanciato granate stordenti nel tentativo di disperdere la folla. Una giornalista dell’Ansa racconta di aver visto la Guardia nazionale sparare proiettili di gomma all'altezza degli occhi e delle gambe contro i m…
NEW YORK – Al secondo giorno di tensioni dopo i raid anti-immigrati, con centinaia di persone che si sono opposte agli agenti dell’ufficio immigrazione, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ordinato l’invio di duemila riservisti della Guardia nazionale, con il compito di sedare le proteste. I primi trecento si sono schierati in tre zone della città, dove gli scontri sono cominciati venerdì. I primi a downtown, vicino a Hollywood, poi le tensioni si sono spostate sabato a Paramount, a maggioranza ispanica. Per le strade, ieri, erano visibili le carcasse di auto bruciate durante gli scontri, nell’aria ancora l’odore dei lacrimogeni sparati nella notte.
Secondo la troupe della Cnn che si trovava sul posto, la polizia ha colpito diverse persone con i manganelli e ha lanciato granate stordenti nel tentativo di disperdere la folla. Una giornalista dell’Ansa racconta di aver visto la Guardia nazionale sparare proiettili di gomma all'altezza degli occhi e delle gambe contro i manifestanti. Cinquecento marines sono pronti a essere dispiegati a Los Angeles su indicazione del segretario alla Difesa americano Pete Hegseth.
I soldati della Guardia Nazionale, in assetto da combattimento, hanno presidiato il Metropolitan Detention Center, dove sono rinchiusi alcuni immigrati considerati illegali.
È la prima volta dal 1965 che un presidente invia i militari senza la richiesta di un governo statale. Sessant’anni fa era stato Lyndon Johnson, ma per difendere i diritti civili, durante le marce in Alabama, dove manifestanti pacifici avevano chiesto il diritto di voto per gli afroamericani. Il clima adesso è diverso. Il capo del Pentagono, Pete Hegseth, ha alzato ancora di più la tensione, annunciando di aver messo in stato d’allerta un centinaio di marines, dislocati a sud di Los Angeles. «Sotto il presidente Trump - ha scritto il segretario alla Difesa - la violenza e la distruzione contro agenti e proprietà federali non saranno tollerate». «Se la violenza continuerà - ha aggiunto - saranno mobilitati anche i marines in servizio attivo a Camp Pendleton, già in stato di elevata allerta».
Il governatore della California, Gavin Newsom, ha definito queste parole «un comportamento squilibrato». Poco prima aveva attaccato la decisione «volutamente incendiaria» di Trump, e accusato il presidente di «volere lo spettacolo, non perché ci sia carenza di forze dell’ordine». La Casa Bianca ha tacciato di «inerzia» Newsom. «Non riesco a credere che i media stiano tornando a parlare di ‘proteste per lo più pacifiche’ - ha scritto il presidente su Truth - Queste sono rivolte di invasori stranieri che sventolano orgogliosamente le bandiere dei loro Paesi d’origine. Basta con queste sciocchezze».
Lo zar del confine, Tom Homan, chiamato a guidare la politica di deportazione di immigrati illegali, ha dichiarato a Nbc che Newsom e la sindaca di Los Angeles Karen Bass hanno «creato un santuario per i criminali» e ipotizzato che potrebbero venire arrestati se «ci impediranno di condurre le operazioni». «Manifestate in modo pacifico», ha poi dichiarato Newsom in un appello alla popolazione. Il corrispondente della Casa Bianca per Abc News, Terry Moran, è stato sospeso dopo aver pubblicato su X un post critico verso Trump definito «un odiatore di fama mondiale». Sui social la base Maga ha approvato la linea dura e dichiarato «insurrezionisti tutti coloro che attaccano forze dell’ordine e palazzi governativi», ma era la stessa che non aveva detto niente dopo la grazia decisa da Trump ai 1500 che avevano assaltato in suo nome il Congresso nel 2021. L’American Civil Liberties Union ha parlato di «abuso di potere». «L’amministrazione Trump - ha dichiarato la portavoce, Hina Shamsi - sta minando in modo sconsiderato il nostro principio democratico fondamentale, secondo cui l’esercito non dovrebbe fare da polizia ai civili». Lo stato di tensione è destinato a durare almeno fino a luglio. Secondo la deputata Democratica della California Nanette Barragan, l’Ufficio immigrazione vuole condurre raid anti-immigrati a Los Angeles per altri trenta giorni.