GERUSALEMME – Greta Thunberg è tornata a casa. L’attivista svedese che era a bordo del veliero della Freedom Flotilla, intercettato e abbordato dall’esercito israeliano, è atterrata a Parigi, in Francia, da dove poi raggiungerà la Svezia. “In acque internazionali siamo stati illegalmente attaccati e rapiti da Israele e portati contro la nostra volontà in Israele, dove siamo stati arrestati. Alcuni di noi sono stati rimpatriati, altri sono ancora lì”, ha detto l'attivista al suo arrivo all'aeroporto Charles de Gaulle.
Anche altri due membri dell’equipaggio della Madleen, di comune accordo col resto del gruppo composto da 11 volontari più un giornalista di Al Jazeera che ha seguito la missione, hanno scelto di essere rimpatriati.
L’attivista: “E’ stato un atto di pirateria”
“Abbiamo avuto molta paura” ha spiegato l’attivista spagnolo Sergio Toribio, espulso e rimpatriato in Spagna. Arrivato a Barcellona in tarda mattinata ha spiegato i momenti di terrore durante l’abbordaggio dei mili…
GERUSALEMME – Greta Thunberg è tornata a casa. L’attivista svedese che era a bordo del veliero della Freedom Flotilla, intercettato e abbordato dall’esercito israeliano, è atterrata a Parigi, in Francia, da dove poi raggiungerà la Svezia. “In acque internazionali siamo stati illegalmente attaccati e rapiti da Israele e portati contro la nostra volontà in Israele, dove siamo stati arrestati. Alcuni di noi sono stati rimpatriati, altri sono ancora lì”, ha detto l'attivista al suo arrivo all'aeroporto Charles de Gaulle.
Anche altri due membri dell’equipaggio della Madleen, di comune accordo col resto del gruppo composto da 11 volontari più un giornalista di Al Jazeera che ha seguito la missione, hanno scelto di essere rimpatriati.
L’attivista: “E’ stato un atto di pirateria”
“Abbiamo avuto molta paura” ha spiegato l’attivista spagnolo Sergio Toribio, espulso e rimpatriato in Spagna. Arrivato a Barcellona in tarda mattinata ha spiegato i momenti di terrore durante l’abbordaggio dei militari israeliani. “Avevano lanciato messaggi in inglese prima di abbordare la nostra barca, ma per l'arrivo del drone abbiamo dovuto rifugiarci in coperta. E’ stato un atto di pirateria, totalmente illegale", ha raccontato l'attivista.
Chi non ha accettato di lasciare volontariamente Israele verrà trasferito nella prigione di Ramleh, in attesa dell’udienza davanti a una corte israeliana che, quasi certamente, disporrà l’espulsione coatta. La contestazione è di ingresso illegale e violazione delle norme sull’immigrazione. “Per i nostri avvocato– spiegano dalla Freedom Flotilla – l'intercettazione è stata illegale, le detenzioni arbitrarie e i volontari devono essere rilasciati senza espulsione. Il team legale continuerà a chiedere che ai volontari sia consentito di tornare a Madleen e riprendere la loro legittima missione a Gaza”.
Dell’equipaggio della Madleen qauattro espulsi e otto detenuti
Nello specifico hanno accettato di sottoscrivere una dichiarazione di accettazione di responsabilità e l’espulsione volontaria la svedese Greta Thunberg, lo spagnolo Sergio Toribio e il francese Baptiste Andre, entrambi ancora detenuti nelle celle di sicurezza a Ben Gurion in attesa del volo. Hanno invece deciso di affrontare il procedimento che Israele istruirà a loro carico il turco Suayb Ordu, l’olandese Mark van Rennes, il brasiliano Thiago Avila, la tedesca Yasemin Acar e i francesi Pascal Maurieras, Reva Viard, Yanis Mhamdi e l’europarlamentare francopalestinese Rima Hassan.Anche Omar Faiad, il reporter di Al Jazeera che era a bordo e ha seguito l’intera missione, ha deciso di tornare in Francia.
"Uno dei nostri compatrioti ha scelto di firmare il modulo israeliano di accettazione dell'espulsione accompagnata senza attendere la decisione del tribunale”, ha confermato il ministro degli Esteri Jean-Noel Barrot. “Si prevede che rientri in Francia oggi. Gli altri cinque hanno rifiutato e la loro possibile espulsione avverrà nei prossimi giorni in seguito alla decisione del giudice israeliano”.
Celle separate e isolamento informativo
A Ramleh i volontari saranno tenuti in celle separate, scrive il quotidiano Israel Hayom, che fornisce altri dettagli della detenzione. Itamar Ben-Gvir, il ministro della Sicurezza nazionale ed esponente dell’estrema destra messianica, avrebbe dato l’ordine specifico di togliere tv, radio e ogni mezzo di comunicazione agli attivisti, proibendo ogni simbolo palestinese. Ieri sera, come ordinato dal governo Netanyahu, all’equipaggio è stata imposta la visione dei filmati del 7 ottobre, ma gli attivisti dopo pochi minuti si sono rifiutati di continuare a vedere i video.
Greta è stata la prima a partire
Dichiarata persona non grata da Israele, Greta Thunberg è stata messa su un aereo. Appare in una foto, diffusa dal governo israeliano, in cui la si vede seduta sul sedile di servizio in fondo alla cabina dell’aereo. Indossa gli stessi vestiti di quando la Madleen è stata sequestrata dalla Marina israeliana in acque internazionali.
Il team di legali di Adalah, ong che sta supportando la Flotilla, solo nella tarda serata di ieri è riuscito a incontrare l’equipaggio. Erano al porto di Ashdod, dove era stato trainato il veliero. Nella notte, l’equipaggio è stato trasferito dalla polizia militare al centro di detenzione dell’aeroporto Ben Gurion dove a tutti sono state prospettate due opzioni: “detenzione e espulsione volontaria”, che comporta l’uscita immediata dal Paese e il divieto di ingresso di dieci anni come persona non grata o il processo.
Il caso Hassan
È la strada che l’europarlamentare Hassan ha deciso di percorrere, sebbene per lei rischi di essere la più rischiosa. Franco-palestinese con doppia nazionalità, la deputata europea di France Insoumise già nei mesi scorsi era stata fermata insieme ad altri parlamentari che stavano tentando di raggiungere la Cisgiordania e respinta con un “denial”, un divieto di ingresso di dieci anni. Per di più, da palestinese potrebbe ricevere un trattamento diverso e più duro degli “internazionali”.