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Pioggia di droni su Kiev e Odessa, ma si scambiano i prigionieri feriti

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Notte di attacchi devastanti: morti e palazzi distrutti, danneggiato anche un ospedale. Nella capitale bombe a pochi metri dalla sede della delegazione diplomatica di Bruxelles
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Stavolta non sono i soldati ragazzini, a tornare dall’inferno della prigionia: dopo gli under 25 scambiati lunedì lungo il confine bielorusso, russi e ucraini ieri si sono rispediti i feriti e i malati catturati in azione. Eccoli intabarrati nelle bandiere con il sorriso amaro; abbracci e bende, foto di rito e poi dritti in ospedale. Il piccolo frutto dei negoziati di Istanbul continua a sbocciare, e matura nonostante le bombe. Ma la guerra, ieri, aveva appena scalato un altro gradino.

In una notte devastante di attacchi reciproci, gli ucraini hanno spedito più di cento droni in Russia; e i russi hanno ne hanno inviati 315 con 8 missili mirando soprattutto a Kiev e Odessa. Entrambi assicurano di avere centrato solo obiettivi militari, ma il risultato degli attacchi finisce per essere il solito incubo per i civili. Anche quando la contraerea intercetta, le esplosioni in cielo schiantano rottami e palle di fuoco sui palazzi, aprendo voragini e sollevando nuvole di fumo. Nel distret…

Stavolta non sono i soldati ragazzini, a tornare dall’inferno della prigionia: dopo gli under 25 scambiati lunedì lungo il confine bielorusso, russi e ucraini ieri si sono rispediti i feriti e i malati catturati in azione. Eccoli intabarrati nelle bandiere con il sorriso amaro; abbracci e bende, foto di rito e poi dritti in ospedale. Il piccolo frutto dei negoziati di Istanbul continua a sbocciare, e matura nonostante le bombe. Ma la guerra, ieri, aveva appena scalato un altro gradino.

In una notte devastante di attacchi reciproci, gli ucraini hanno spedito più di cento droni in Russia; e i russi hanno ne hanno inviati 315 con 8 missili mirando soprattutto a Kiev e Odessa. Entrambi assicurano di avere centrato solo obiettivi militari, ma il risultato degli attacchi finisce per essere il solito incubo per i civili. Anche quando la contraerea intercetta, le esplosioni in cielo schiantano rottami e palle di fuoco sui palazzi, aprendo voragini e sollevando nuvole di fumo. Nel distretto di Obolon, sulla riva destra del Dnipro a due passi dal centro di Kiev, i soccorritori accorsi in una casetta a un piano di mattoni e lamiera distrutta da qualcosa piovuto dal cielo hanno trovato il corpo della donna di 72 anni che ci abitava. A Odessa, l’ennesimo attacco alla perla del Mar Nero è costato la vita a due persone. Senza contare i civili uccisi nelle città vicine al fronte come Kupyansk.

I danni dei detriti esplosivi dimostrano che si è nuovamente alzata l’asticella del pericolo. L’attacco ha danneggiato persino il cornicione della cattedrale di Santa Sofia, patrimonio dell’Unesco: è un gioiello sacro dell’XI secolo a cui anche i russi sono devoti, evidentemente ora c’è un via libera anche a sorvoli delicati. Persino la sede della delegazione diplomatica della Ue a Kiev rischia di essere colpita: «L’edificio accanto — twitta l’ambasciatrice, Katarina Maternova — è stato gravemente danneggiato. Centinaia di droni e missili Shahed. Un’altra notte insonne. Incendi in tutta Kiev». Le nuvole di fumo alzate da una fabbrica a Boryspil erano tali che la qualità dell’aria è crollata fino a ieri sera.

A Odessa, un’esplosione centra lo Studio cinematografico, uno dei più antichi d’Europa, distruggendo il set del film “Dovzhenko” sul regista sovietico ucraino Aleksandr Dovzhenko. E un drone colpisce l’edificio amministrativo del reparto maternità di un ospedale. «Stanno bombardando obiettivi civili con i missili dopo che abbiamo colpito con successo obiettivi militari. Putin dirà “dobbiamo rispondere”, ma la ragione di questi attacchi è solo nella sua testa», dice il presidente Volodymyr Zelensky.

Nel frattempo, per fortuna continuano almeno a negoziare. Si lavora per estendere lo scambio di prigionieri che l’Ucraina vorrebbe con la formula “tutti per tutti”. Ma la questione più delicata resta il ritorno dei corpi dei caduti, con molte polemiche da Mosca su presunti ostacoli posti da Kiev per ragioni di immagine e per il costo, esorbitante, dei rimborsi ai parenti. Ma su Kiev, ieri, si sono addensate altre nubi arrivate dagli Stati Uniti. Dove il segretario alla Difesa Hegseth, parlando al Congresso, ha detto che gli Usa ridurranno i fondi stanziati per l’assistenza militare all’Ucraina nel loro prossimo bilancio della difesa: «Questa amministrazione ha una visione molto diversa di quel conflitto. Crediamo che una soluzione pacifica negoziata sia nel migliore interesse di entrambe le parti e in quelli della nostra nazione».

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