Nella notte, Israele ha sferrato un attacco contro obiettivi strategici in Iran, segnando un’escalation drammatica in un conflitto che dura da oltre quaranta anni. Teheran ha più volte promesso la distruzione di Israele, finanziando e armando milizie regionali che condividono questo obiettivo. Dal canto suo, Israele considera l’Iran una minaccia esistenziale e ha dichiarato che farà tutto il necessario per impedire a Teheran di dotarsi di un’arma nucleare. Nell’ultimo anno, il conflitto in corso a Gaza ha contribuito ad alimentare ulteriormente le tensioni, sfociate nei raid dell’aprile 2024.
Dalla rivoluzione del 1979 alla guerra con l’Iraq
I rapporti tra Israele e Iran non sono sempre stati ostili. Fino alla rivoluzione islamica del 1979, i due Paesi erano alleati: dopo la Guerra dei Sei Giorni del 1967, vinta da Israele contro Egitto, Giordania e Siria, l’Iran divenne un importante fornitore di petrolio per lo Stato ebraico. Nacquero anche progetti di cooperazione militare, mantenu…
Nella notte, Israele ha sferrato un attacco contro obiettivi strategici in Iran, segnando un’escalation drammatica in un conflitto che dura da oltre quaranta anni. Teheran ha più volte promesso la distruzione di Israele, finanziando e armando milizie regionali che condividono questo obiettivo. Dal canto suo, Israele considera l’Iran una minaccia esistenziale e ha dichiarato che farà tutto il necessario per impedire a Teheran di dotarsi di un’arma nucleare. Nell’ultimo anno, il conflitto in corso a Gaza ha contribuito ad alimentare ulteriormente le tensioni, sfociate nei raid dell’aprile 2024.
Dalla rivoluzione del 1979 alla guerra con l’Iraq
I rapporti tra Israele e Iran non sono sempre stati ostili. Fino alla rivoluzione islamica del 1979, i due Paesi erano alleati: dopo la Guerra dei Sei Giorni del 1967, vinta da Israele contro Egitto, Giordania e Siria, l’Iran divenne un importante fornitore di petrolio per lo Stato ebraico. Nacquero anche progetti di cooperazione militare, mantenuti segreti.
La situazione cambiò radicalmente con l’avvento dell’ayatollah Khomeini: il nuovo regime teocratico ruppe tutte le relazioni con Israele. Tuttavia, durante la guerra Iran-Iraq del 1980, Israele fornì armi all’Iran, con l’assenso tacito di Washington, giudicando Teheran il male minore rispetto a Saddam Hussein. Nel 1981, l’aviazione israeliana bombardò il reattore nucleare iracheno di Osirak, neutralizzando un potenziale pericolo anche per l’Iran, che aveva già tentato invano di colpirlo.
Attacchi e spie
Negli anni successivi, Teheran ha iniziato a sostenere Hezbollah in Libano, le milizie sciite in Iraq e, più recentemente, Hamas e la Jihad Islamica palestinese a Gaza. Israele ha risposto con raid mirati in Siria contro postazioni iraniane, operazioni di sabotaggio e omicidi mirati di scienziati nucleari, attribuiti al Mossad.
A partire dagli anni Duemila, il dossier nucleare iraniano è divenuto il fulcro dello scontro. Israele considera l’eventuale acquisizione di un’arma atomica da parte dell’Iran una minaccia esistenziale e si è opposto con forza a qualsiasi accordo che legittimasse, anche implicitamente, l’arricchimento dell’uranio da parte di Teheran. Il ritiro degli Stati Uniti dal Jcpoa nel 2018, deciso dall’amministrazione Trump anche su pressione israeliana, ha contribuito a inasprire ulteriormente la crisi.
L’escalation del 7 ottobre 2023
“L’Iran sostiene la legittima difesa della nazione palestinese”, ha dichiarato il presidente iraniano Ebrahim Raisi l’8 ottobre 2023, il giorno dopo l’attacco lanciato contro Israele da Hamas. Il 28 ottobre, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha denunciato che “il 90% del bilancio militare di Hamas proviene dall’Iran. È questo Paese a finanziarlo, organizzarlo e guidarlo”.
L’attacco al consolato iraniano a Damasco
Il 1° aprile 2024, un attacco aereo distrusse la sede consolare dell’ambasciata iraniana a Damasco, in Siria, uccidendo, secondo Teheran, sette membri dei Guardiani della Rivoluzione, tra cui due ufficiali di alto rango. Quasi due settimane dopo, il 13 aprile, l’Iran lanciò un attacco con oltre 300 droni e missili contro Israele: si trattò della prima operazione militare diretta contro il territorio israeliano dalla fondazione della Repubblica Islamica nel 1979. Le difese aeree israeliane, con il supporto di Stati Uniti, Regno Unito e Francia, riuscirono a intercettarne la maggior parte.
Sei giorni più tardi, furono segnalate esplosioni nell’Iran centrale. Teheran minimizzò le conseguenze, senza accusare apertamente Israele, che a sua volta non rivendicò l’attacco.
Operazioni coperte e rappresaglie
Nell’estate del 2024, le tensioni si sono intensificate ulteriormente. Il 31 luglio il leader politico di Hamas, Ismail Haniyeh, venne ucciso in una residenza nel nord di Teheran dopo aver partecipato alla cerimonia di insediamento del nuovo presidente iraniano Massoud Pezeshkian. L’Iran, Hamas e Hezbollah hanno accusato Israele, che avrebbe confermato la responsabilità dell’eliminazione solo mesi dopo.
A settembre, fonti israeliane riferirono che il leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, era stato ucciso in un attacco aereo nella periferia di Beirut, insieme a un generale iraniano dei Guardiani della Rivoluzione.
Quattro giorni dopo, l’Iran lanciò decine di missili balistici contro Israele, molti dei quali furono intercettati. Tel Aviv reagì il 26 ottobre con nuovi attacchi aerei contro obiettivi militari iraniani.
Il negoziato sul nucleare
La tensione è tornata ad aumentare ieri, quando l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) ha denunciato che Teheran non sta rispettando i propri obblighi sul dossier nucleare. La risposta iraniana è stata una sfida: l’arricchimento dell’uranio continuerà.
Israele ha fatto sapere di essere pronto a lanciare un’operazione militare, mentre il presidente Donald Trump, pur non escludendola, ha invitato alla prudenza: “È una possibilità, ma non imminente”, ha dichiarato, esortando Tel Aviv a non agire prima del prossimo round negoziale.
Nel frattempo, l’amministrazione statunitense ha deciso di evacuare il personale diplomatico non essenziale in Medio Oriente. Il nodo dell’arricchimento dell’uranio resta il principale punto di attrito tra Teheran e Washington, che si incontreranno di nuovo domenica prossima in Oman per la sesta sessione negoziale. Secondo il quotidiano israeliano Ynet, gli Stati Uniti avrebbero offerto all’Iran di partecipare al nuovo round, ma Teheran avrebbe rifiutato, minacciando perfino il ritiro dal Trattato di non proliferazione nucleare.
Nella notte, infine, l’attacco israeliano, che ha decapitato il team di scienziati nucleari iraniani e colpito le centrali del Paese.