ISTANBUL – C’erano generali, diplomatici e scienziati nella lunga lista di obiettivi da eliminare accuratamente preparata dal Mossad, l’intelligence israeliana: che in una sola notte ha decapitato il gotha del regime iraniano con l’obiettivo — lo hanno dichiarato in un comunicato dell’aeronautica militare — «di danneggiare il programma nucleare e in risposta alle aggressioni di Teheran contro Israele». La prima fase dell’operazione Leone Nascente ha provocato quasi cento morti e centinaia di feriti: compresi certi alti ufficiali rifugiati in bunker sotterranei, mentre la maggior parte è stata uccisa nelle proprie case.
Di fatto è stata rotta la catena di comando, colpendo figure di alto livello. Fra le vittime accuratamente selezionate c’è infatti il capo di stato maggiore delle forze armate iraniane, generale Mohammad Bagheri. Il leader più anziano operava direttamente sotto l’autorità della Guida Suprema, l’ayatollah Ali Khamenei. Una figura ben nota, costantemente in tv in div…
ISTANBUL – C’erano generali, diplomatici e scienziati nella lunga lista di obiettivi da eliminare accuratamente preparata dal Mossad, l’intelligence israeliana: che in una sola notte ha decapitato il gotha del regime iraniano con l’obiettivo — lo hanno dichiarato in un comunicato dell’aeronautica militare — «di danneggiare il programma nucleare e in risposta alle aggressioni di Teheran contro Israele». La prima fase dell’operazione Leone Nascente ha provocato quasi cento morti e centinaia di feriti: compresi certi alti ufficiali rifugiati in bunker sotterranei, mentre la maggior parte è stata uccisa nelle proprie case.
Di fatto è stata rotta la catena di comando, colpendo figure di alto livello. Fra le vittime accuratamente selezionate c’è infatti il capo di stato maggiore delle forze armate iraniane, generale Mohammad Bagheri. Il leader più anziano operava direttamente sotto l’autorità della Guida Suprema, l’ayatollah Ali Khamenei. Una figura ben nota, costantemente in tv in divisa, con un ruolo chiave nello sviluppo del programma missilistico balistico focalizzato su gittata e precisione: l’arsenale che Israele — 1500 chilometri più in là — considera una minaccia esistenziale. Colpito pure l’incendiario capo dei pasdaran, generale Hossein Salami, anche lui vicinissimo alla Guida Suprema: disse «apriremo le porte dell’inferno se Israele ci attaccherà». Salvo essere inghiottito prima lui insieme a diversi uomini della sua scorta.
La casella che ha lasciato vuota, è stata però subito riempita: con la nomina, già ieri, dal generale Mohammad Pakpour, ex comandante delle forze terrestri.
Ma intanto a essere stato fatto fuori è pure Esmail Qaani, comandante della “forza Quds” delle Guardie rivoluzionarie, ovvero il braccio operativo all’estero, quello che briga «per l’esportazione della rivoluzione islamista». Qaani teneva i contatti con altre forze ostili allo Stato ebraico, da Hezbollah in Libano agli Houthi in Yemen e prima ancora le milizie iraniane in Siria e Iraq, responsabili pure di attacchi terroristici. Per intenderci, era il successore di quel Qasem Soleimani, ucciso nel 2020 a Baghdad durante il primo mandato di Donald Trump.
Nel bollettino compare poi il nome del generale Amir Ali Hajizadeh, influente capo delle Difese aeree, lo stesso che ha sviluppato il programma di droni e ha guidato i due più recenti round di attacchi ad Israele, compreso l’ultimo ad Aprile 2024.
Morto nel pomeriggio pure uno dei politici più influenti del Paese, Ali Shamkhani, stretto confidente di Khamenei. Aveva riportato gravi ferite nell’attacco al suo attico in un lussuoso grattacielo residenziale nel nord di Teheran. Ex segretario del Consiglio Nazionale Supremo, stava supervisionando i colloqui sul nucleare con gli Stati Uniti nell’ambito di un comitato nominato dalla Guida Suprema per dirigere i negoziati. Proprio per quello, si sentiva particolarmente al sicuro.
Nella lunga lista appaiono anche i nomi di due noti studiosi: il fisico Mohammad Mehdi Tehranji, rettore dell’università islamica Azad di Teheran. E l’ex capo dell’Organizzazione per l’Energia Atomica Fereydoun Abbasi, anche lui un fisico nucleare iraniano, che Israele aveva già tentato di uccidere nel 2010.