Svetlana Tikhanovskaja sospira e riesce a stento a trattenere le lacrime mentre, dall’altro capo del telefono, sente per la prima volta in quattro anni e mezzo la voce del marito appena scarcerato insieme ad altri 13 detenuti bielorussi. «Ci rivedremo presto. Non ho avuto tue notizie per oltre due anni, Sergej. Assolutamente nulla. No, non è arrivata neppure una lettera. E in questi due anni, hai…