Thailandia, chiusa frontiera con la Cambogia dopo scontri al confine: blocco anche per turisti
dal nostro corrispondente Gianluca ModoloPECHINO – L'esercito thailandese ha chiuso i valichi di frontiera terrestri con la Cambogia, anche ai turisti, per motivi di sicurezza. Sono previste deroghe solamente per motivi umanitari, ad esempio per chi necessita di cure mediche, per gli studenti e per altri casi urgenti “a discrezione delle unità di sicurezza ai valichi”, spiega l’esercito reale thai. Prima i boicottaggi cambogiani a frutta, verdura e carburante, poi quelli alla rete elettrica, Internet e contro le serie tv, e ora la decisione thai di chiudere i valichi di frontiera persino ai turisti. Da quasi un mese ormai la tensione tra Bangkok e Phnom Penh sui confini contesi continua a crescere di intensità, con il governo della premier thai Paetongtarn Shinawatra che al momento sopravvive ma è sempre più in bilico.
I due Paesi del Sud-Est asiatico sono ai ferri corti dal 28 maggio quando, dopo uno scontro a fuoco tra un piccolo gruppo di soldati dei due eserciti in una zona di confine contesa (a Chong Bok), è morto un s…
PECHINO – L'esercito thailandese ha chiuso i valichi di frontiera terrestri con la Cambogia, anche ai turisti, per motivi di sicurezza. Sono previste deroghe solamente per motivi umanitari, ad esempio per chi necessita di cure mediche, per gli studenti e per altri casi urgenti “a discrezione delle unità di sicurezza ai valichi”, spiega l’esercito reale thai. Prima i boicottaggi cambogiani a frutta, verdura e carburante, poi quelli alla rete elettrica, Internet e contro le serie tv, e ora la decisione thai di chiudere i valichi di frontiera persino ai turisti. Da quasi un mese ormai la tensione tra Bangkok e Phnom Penh sui confini contesi continua a crescere di intensità, con il governo della premier thai Paetongtarn Shinawatra che al momento sopravvive ma è sempre più in bilico.
I due Paesi del Sud-Est asiatico sono ai ferri corti dal 28 maggio quando, dopo uno scontro a fuoco tra un piccolo gruppo di soldati dei due eserciti in una zona di confine contesa (a Chong Bok), è morto un soldato cambogiano. Episodio che ha scatenato la propaganda nazionalista da entrambe le parti, e poi pure le ritorsioni. Nelle scorse settimane la Cambogia ha sospeso l'importazione di frutta e verdura thailandese per protestare contro le restrizioni alle frontiere imposte dalla Thailandia, che penalizzano migliaia di lavoratori. Phnom Penh ha boicottato anche le serie tv e i film thai, alcuni servizi Internet e bloccato le forniture di elettricità e carburante dai vicini. Entrambi i Paesi hanno abbreviato la durata dei visti. Nonostante i colloqui, nessuna delle due parti sembra disposta a cedere.
Thailandia e Cambogia condividono oltre 800 chilometri di confine terrestre. La maggior parte delle rivendicazioni riguardo le zone contese - che vanno avanti da decenni - derivano da un vecchio trattato e da una mappa del 1907 redatta quando la Cambogia era sotto il dominio coloniale francese, utilizzata per marcare i confini tra i due Paesi. Bangkok sostiene da tempo che tale mappa non è accurata.
Riguardo l’ultima decisione thailandese di chiudere i valichi di frontiera, l’esercito ha affermato che le misure contribuiranno anche a reprimere i centri illegali dediti alle truffe in Cambogia: già lunedì sera la premier Shinawatra aveva annunciato che la Thailandia avrebbe interrotto le forniture transfrontaliere di beni di prima necessità, compresa l'elettricità, alle zone in cui erano in corso operazioni illecite. Da parte sua, il governo cambogiano ha accusato Bangkok di aumentare le tensioni tra i due Paese, soprattutto impedendo ai turisti di entrare. “Il governo cambogiano ha già dichiarato che non avvierà alcuna chiusura del confine" e che eliminerà le restrizioni se la Thailandia lo farà per prima, hanno fatto sapere.
La disputa tra i due Paesi ha fatto precipitare però la Thailandia nell’ennesima crisi politica. Tutta colpa di una telefonata “rubata”. La settimana scorsa l’ex primo ministro cambogiano Hun Sen (oggi presidente del Senato, ma il vero leader nel Paese è ancora lui) ha pubblicato una conversazione telefonica privata avuta proprio con la premier thai. Nella registrazione si sente Shinawatra chiamare Hun Sen “zio” (è un vecchio amico del padre della premier) mentre i due discutono se revocare le restrizioni imposte dopo gli scontri di fine maggio. La premier è stata accusata di aver avuto un atteggiamento “troppo deferente” con il suo interlocutore e di aver denigrato il proprio esercito (aveva esortato Hun Sen a ignorare i commenti di un tenente generale thai che secondo lei voleva solo “fare il figo”).
Poche ore dopo la fuga di notizie, il partito Bhumjaithai, il principale alleato della coalizione di governo, ha abbandonato la coalizione, lasciando la premier con una maggioranza risicata alla Camera bassa. Nel frattempo le richieste affinché la premier si facesse da parte crescevano. Al momento il governo regge. Anche se oggi un esponente del partito Bhumjaithai ha annunciato che la settimana prossima verrà presentata una mozione di sfiducia nei confronti della premier. È circolato nei giorni scorsi pure il timore di un eventuale ruolo dell’esercito (la Thailandia ha una lunga storia di colpi di Stato), anche se gli analisti escludono un tentativo di golpe.
Oggi la premier ha annunciato che è stato deciso un rimpasto di governo. “Ho parlato con tutti i leader dei partiti”, ha detto, aggiungendo che i nomi sono stati sottoposti a un esame prima di essere inviati al re per l’approvazione. Shinawatra resta in sella, sempre più in bilico.