LONDRA – London calling. Alla vigilia del vertice Nato dell’Aia, ieri Volodymyr Zelensky ha fatto tappa a Londra. Dall’alleato che lo ha sempre e strenuamente sostenuto, nonostante le bizze di Trump. Pranzo con re Carlo al castello di Windsor, poi l’abbraccio con Keir Starmer nel giardino delle rose di Downing Street, prima di una visita in Parlamento a Westminster. Il presidente ucraino ha indossato anche una rara giacca nera per l’occasione, sopra la sua tenuta militare deprecata dagli adepti di “The Donald”: «Dobbiamo continuare a mettere pressione alla Russia», ha esortato Zelensky a Number 10.
Dopo gli attriti con il leader ucraino e la clamorosa imboscata allo Studio Ovale, ora Trump è pure distratto dalla questione iraniana. Dunque Zelensky, prima di partire per l’Olanda come osservatore dei lavori dell’Alleanza, ha fatto visita al Regno che lo ha sempre protetto. Il leader ucraino avrebbe rischiato per due volte di essere ucciso l’anno scorso. Vasyl Malyuk, a capo dei ser…
LONDRA – London calling. Alla vigilia del vertice Nato dell’Aia, ieri Volodymyr Zelensky ha fatto tappa a Londra. Dall’alleato che lo ha sempre e strenuamente sostenuto, nonostante le bizze di Trump. Pranzo con re Carlo al castello di Windsor, poi l’abbraccio con Keir Starmer nel giardino delle rose di Downing Street, prima di una visita in Parlamento a Westminster. Il presidente ucraino ha indossato anche una rara giacca nera per l’occasione, sopra la sua tenuta militare deprecata dagli adepti di “The Donald”: «Dobbiamo continuare a mettere pressione alla Russia», ha esortato Zelensky a Number 10.
Dopo gli attriti con il leader ucraino e la clamorosa imboscata allo Studio Ovale, ora Trump è pure distratto dalla questione iraniana. Dunque Zelensky, prima di partire per l’Olanda come osservatore dei lavori dell’Alleanza, ha fatto visita al Regno che lo ha sempre protetto. Il leader ucraino avrebbe rischiato per due volte di essere ucciso l’anno scorso. Vasyl Malyuk, a capo dei servizi segreti di Kiev, ha rivelato due complotti ai giornalisti locali: due colonnelli che avrebbero dovuto proteggere Zelensky erano in realtà spie dell’intelligence russa Fsb e avevano un piano per ucciderlo. Non solo. L’ex comico sarebbe scampato a un altro attentato. Un ex ufficiale militare polacco, già reclutato dall’Unione Sovietica e «spia dormiente», sarebbe stato «riattivato» di recente da Mosca. E avrebbe provato a uccidere Zelensky, con l’utilizzo di un cecchino, all’aeroporto di Rzeszów–Jasionka durante una visita in Polonia.
Anche per questo, Starmer ha lodato «l’amico Volodymyr», «il coraggio degli ucraini», e pure i militari britannici che oltremanica hanno addestrato quasi 60mila soldati di Kiev negli ultimi tre anni nell’operazione Interflex: «Non abbandoneremo mai l’Ucraina», ha giurato Sir Keir. Londra ha poi annunciato un’ulteriore cooperazione militare, con Regno Unito e Ucraina allineate nella produzione di armi e droni di nuova generazione, «per un’intesa che durerà almeno per i prossimi cento anni». «Britannici, vi ringrazio», ha risposto Zelensky, «per la protezione dal terrorismo della Russia». Che però continua, senza sosta.
Nella notte tra domenica e lunedì, la Russia ha lanciato contro Kiev 352 droni - la metà Shahed di fabbricazione iraniana - e missili balistici forniti dalla Corea del Nord: almeno 15 i morti e cinque palazzi civili colpiti nella capitale ucraina. Altri due morti in una scuola bombardata a Odessa. Starmer crede ancora nella coalizione dei volenterosi per il dopoguerra in Ucraina, sebbene sempre più improbabile vista l’indifferenza di Trump. Qui, invece, «siamo di fronte a una coalizione di assassini», attacca Zelensky, «ossia Russia, Iran e Corea del Nord. Che continuano a diffondere morte e distruzione nei Paesi vicini».