Il più grande attacco dall’inizio della guerra. Così Kiev ha definito il massiccio raid russo che questa notte ha colpito diverse parti dell’Ucraina, in particolare Leopoli e Zaporizhzhia. L’Ucraina chiede agli alleati di fare più pressione su Putin. Ma il Cremlino replica: “Impossibile costringerci ai negoziati con nuove sanzioni”. Intanto, Zelensky ha firmato un decreto per avviare l'uscita dell'Ucraina dalla Convenzione di Ottawa del 1997, che vieta l'uso, la produzione, lo stoccaggio e il trasferimento di mine antiuomo.
Cremlino: “Si chiarisca la data dei prossimi colloqui con Kiev”
Mosca spera che la data per il prossimo round di colloqui con l'Ucraina venga concordata a breve. Lo ha dichiarato il portavoce presidenziale russo Dmitry Peskov. Lo riporta la Tass. Alla domanda se siano già stati programmati nuovi incontri nel prossimo futuro, ha risposto: "No, non ancora". "Ci aspettiamo il terzo round di colloqui. Speriamo in un chiarimento sulla data del terzo round entro pochi giorni", ha aggiunto Peskov, citato dall'emittente televisiva bielorussa First Information, a margine dei colloqui dell'Unione economica eurasiatica (Uee) a Minsk il 26 e 27 giugno
Zelensky: "Il ritiro dalla Convenzione di Ottawa è un segnale ai Paesi confinanti con la Russia"
"Oggi l'Ucraina ha deciso di ritirarsi dalla Convenzione di Ottawa che vieta le mine antiuomo. Questo è un segnale per tutti i Paesi confinanti con la Russia". Lo scrive Rbc-Ucraina citando una dichiarazione del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. "Oggi ho firmato un decreto che attua la decisione del Consiglio per la sicurezza nazionale e la difesa dell'Ucraina in merito alla Convenzione di Ottawa, la convenzione che vieta le mine antiuomo. La Russia non ha mai aderito a questa convenzione e utilizza le mine antiuomo in modo estremamente cinico. E non solo ora, nella guerra contro l'Ucraina", ha osservato il presidente.
Kiev: “L’uscita dal trattato sulle mine antiuomo è a causa dell’aggressione russa”
Il ministero degli Esteri ucraino ha spiegato che la decisione di uscire dalla Convenzione di Ottawa sul divieto di impiego, stoccaggio e produzione di mine anti-uomo, è dovuta alla Russia che "ha scatenato un'aggressione armata contro l'Ucraina" e ha fatto "uso massiccio" delle mine in questione creando "un vantaggio asimmetrico", in suo favore. Kiev ha sottolineato anche che da quando nel 2005 ha ratificato la convenzione ne ha fedelmente attuato le disposizioni ma al momento della firma e della ratifica "tali circostanze", ovvero la guerra con la Russia "non erano presenti e non potevano essere previste".
Senatore repubblicano Graham: “Trump vuole accelerare sulle sanzioni contro Mosca”
Donald Trump ha esortato i repubblicani a "muoversi" sulla legge per imporre nuove sanzioni contro la Russia per riportare Vladimir Putin al tavolo dei negoziati. Lo ha rivelato, in un'intervista a Abc news, il senatore Lindsey Graham, uno dei più pontenti e più vicini al presidente. La legge in questione prevede che se un Paese e acquista prodotti dalla Russia e non aiuta l'Ucraina, saranno penalizzati con dazi del 500% sulle sue merci che arrivano negli Stati Uniti. Le tariffe colpirebbero soprattutto Cina e India.
Graham ha raccontato che il tycoon gli ha chiesto di procedere ieri, durante una partita di golf. "Approveremo la legge dopo la pausa di luglio poi il presidente deciderà se firmarla", ha precisatondsey
Media russi: l’attentato alla sala concerti di Mosca commissionato da Kiev
Secondo quanto emerge dai materiali dell'inchiesta consultati dall'agenzia russa Tass, l'attacco terroristico del marzo scorso alla sala concerti "Crocus City Hall" di Mosca, costato la vita a 149 persone, sarebbe stato organizzato e commissionato dai servizi speciali ucraini. Lo riferisce uno dei quattro esecutori arrestati, citando comunicazioni intercorse tra i membri del gruppo e il loro coordinatore identificato come Saifullo. "Quando stavamo lasciando il luogo dell'attentato, Dalerjon Mirzoev e Shamsiddin Fariduni hanno inviato un messaggio al coordinatore Saifullo per comunicare che il nostro compito era stato portato a termine - ha dichiarato l'attentatore - Dalla loro conversazione ho sentito che Saifullo ha risposto dicendo che il mandante dell'attentato al Crocus City Hall era una struttura statale ucraina e che ora dovevamo raggiungere il confine tra Russia e Ucraina e attraversarlo". Una volta superata la frontiera, ha aggiunto l'uomo, "il coordinatore avrebbe dovuto darci ulteriori istruzioni per arrivare a Kiev, dove i mandanti ci avrebbero pagato un milione di rubli ciascuno. Ci era stato detto che era stato predisposto per noi un corridoio sicuro attraverso il territorio ucraino: dovevamo solo riuscire ad attraversare il confine".
Via libera di Zelensky a ritirare Kiev da convenzione mine anti-uomo
Il presidente Volodymyr Zelenskyy ha firmato un decreto che rende effettiva la decisione del Consiglio per la sicurezza e la difesa nazionale dell'Ucraina di ritirare l'Ucraina dalla Convenzione di Ottawa, un trattato internazionale che proibisce l'uso, lo stoccaggio e la produzione di mine antiuomo. Lo riportano i media ucraini. Secondo il colonnello dell'Sbu Roman Kostenko, "questo è un passo che la realtà della guerra richiede da tempo. La Russia non ha aderito a questa Convenzione e sta utilizzando mine su larga scala contro i nostri militari e civili. Non possiamo rimanere vincolati a un ambiente in cui il nemico non ha restrizioni".Ora servirà il via libera della Verkhovna Rada, il parlamento ucraino. Anche Polonia, Lettonia, Estonia e Finlandia avevano già preso la stessa decisione.
Kiev: l’attacco record russo sull’Ucraina dimostra l’urgenza delle sanzioni
L'ultimo massiccio attacco russo della scorsa notte, in cui l'esercito russo ha utilizzato oltre 500 droni e missili di vario tipo, dimostra l'urgenza di imporre nuove sanzioni contro Mosca. A dichiararlo e' il ministro degli Esteri ucraino Andri Sibiga. "L'ultimo attacco russo ha utilizzato quasi 500 droni e missili. Il crescente livello di terrore dimostra l'urgenza di nuove sanzioni. L'Unione Europea (UE) e gli Stati Uniti ne hanno bisogno, non solo per l'Ucraina, ma anche per se stessi", ha scritto Sibiga su X. "Distogliere risorse dalla macchina terroristica russa è ora una questione di sicurezza transatlantica", ha aggiunto il ministro.
L'appello di Sibiga fa seguito alla condanna dell'attacco russo da parte del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che ha anche chiesto pressioni su Vladimir Putin. "Putin ha deciso molto tempo fa che avrebbe continuato a fare la guerra, nonostante le richieste di pace del mondo. Questa guerra deve finire: bisogna fare pressione sull'aggressore", ha detto Zelensky. L'attacco russo ha ucciso un pilota ucraino di F-16 mentre svolgeva compiti difensivi e ha causato un totale di nove feriti nel Paese, oltre a danni materiali in diverse città. Secondo i dati dell'Aeronautica militare Ucraina, la Russia ha lanciato 537 sistemi, di cui 477 droni "Shahed" di fabbricazione iraniana, 46 missili balistici, 11 missili balistici e tre missili antiaerei.
Putin parteciperà in videocollegamento al prossimo summit dei Brics
Il presidente russo Vladimir Putin prenderà parte in formato virtuale al prossimo vertice dei Brics, previsto per la prossima settimana. Lo ha annunciato il programma televisivo "Mosca. Cremlino. Putin" del canale pubblico Rossiya-1, precisando che l'intervento avverrà tramite videoconferenza. Lo riporta Interfax. Secondo quanto riferito, l'agenda settimanale del capo del Cremlino prevede anche una riunione con il governo e un incontro dedicato allo sviluppo delle nuove regioni della Federazione Russa. Oltre a ciò, sono in programma altri contatti internazionali e impegni collegati all'Agenzia per le Iniziative Strategiche.
Mosca: l’incontro tra Putin e Trump è possibile in qualsiasi momento
Un possibile vertice tra il presidente russo Vladimir Putin e l'omologo statunitense Donald Trump è oggetto di discussione tra Mosca e Washington, ma al momento non si è ancora passati a una fase operativa. Lo ha dichiarato Yuri Ushakov, consigliere del Cremlino per la politica estera, precisando che "il tema è all'ordine del giorno, ma non si è ancora concretizzato. Tuttavia, credo che l'incontro possa avvenire in qualsiasi momento". Lo riporta Interfax. Secondo Ushakov, la decisione dipenderà dai leader: "Può succedere in qualsiasi momento, dipende molto dai presidenti". Ha poi spiegato che ci sono due opzioni: "Una riunione con una preparazione approfondita e la possibilità di firmare documenti significativi, oppure un incontro informale per discutere direttamente alcune questioni, che poi verrebbero affidate ai rispettivi team". Commentando i negoziati per migliorare le relazioni bilaterali Ushakov ha affermato che Mosca attende segnali concreti da Washington: "È stato il Dipartimento di Stato a rinviare l'incontro già concordato. Ma resta l'intesa a lavorare su questo canale, stabilita nei primi contatti telefonici tra i nostri leader, e sono certo che il dialogo continuerà".
Cremlino: “Dialogo con Usa amichevole, possibili cambiamenti concreti”
L'attuale dialogo con l'amministrazione degli Stati Uniti è amichevole e la Russia si aspetta cambiamenti concreti, ha affermato il collaboratore presidenziale russo Yuri Ushakov. "La conversazione è normale. Non ha ancora portato a decisioni radicali o cambiamenti nell'intero quadro delle nostre relazioni bilaterali. Ma il lavoro in sé è utile e ha la natura di un contatto amichevole tra partner", ha affermato Ushakov in un frammento di un'intervista, riferisce Interfax. "So per esperienza personale come erano i contatti telefonici, soprattutto con i collaboratori di Biden. Ora è un po' diverso. Questo dà già una certa speranza che seguiranno dei cambiamenti concreti", ha affermato. Ushakov ha anche spiegato che si sta lavorando a un possibile incontro tra il presidente russo Vladimir Putin e il suo omologo Usa Donald Trump, ma la questione non ha ancora assunto una dimensione concreta; è difficile parlare di quando e dove avverrà, ma è possibile in qualsiasi momento, ha affermato l'assistente presidenziale russo Yuri Ushakov.
Media: l’offensiva russa in Ucraina è in stallo
L'offensiva estiva russa in Ucraina è in stallo e sta vacillando a poche settimane dal suo inizio, nonostante un numero record di attacchi su più fronti. A
sostenerlo è il Telegraph sulla base dell'analisi di alcuni dati, affermando che se da una parte Mosca è sulla buona strada per battere il proprio record, stabilito il mese scorso, per le operazioni offensive di giugno, l'enorme volume di assalti non si è tradotto in progressi significativi sul campo di battaglia.
L'offensiva, lanciata a maggio ma pianificata per l'inverno, si estende dalle regioni di confine settentrionali di Sumy e Kharkiv fino alle linee del fronte di Donetsk e Dnipropetrovsk, dove le forze russe stanno tentando di fare breccia per la prima volta, spiega il Telegraph. Il mese scorso, le forze russe sono avanzate al ritmo più veloce registrato da novembre scorso, guadagnando in media 14 km quadrati al giorno, il doppio rispetto ad aprile, secondo DeepState, progetto open source ucraino che monitora i cambiamenti territoriali. Si sono registrati costanti progressi nella regione di Donetsk, soprattutto tra Pokrovsk e Kostiantynivka, due degli obiettivi chiave di Mosca. Ma a diverse settimane dall'inizio della campagna, lo slancio sta diminuendo, sottolinea il quotidiano britannico. "I russi non hanno la capacità di dare il via a qualcosa di nuovo e distintivo in questo momento. L'offensiva estiva sarà solo la continuazione di ciò che hanno fatto in primavera", ha dichiarato al Telegraph Angelica Evans, analista russa presso l'Institute for the Study of War (Isw). A Sumy, le forze russe sembrano essersi completamente bloccate, afferma ancora il Telegraph: dopo essere rientrate nella regione a gennaio e aver intensificato la loro offensiva questa primavera, le truppe di Mosca non sono riuscite a ottenere ulteriori conquiste. Al contrario, l'Ucraina ha riconquistato parte del territorio.
Mosca: Colpiti nella notte obiettivi militari dell’Ucraina
Il ministero della Difesa russo ha annunciato di aver effettuato nella notte un massiccio attacco contro infrastrutture strategiche in Ucraina, colpendo obiettivi dell'industria bellica e impianti di raffinazione del petrolio. "Stanotte è stato condotto un massiccio attacco con armi di precisione a lungo raggio lanciate da aria, mare e terra, incluso il complesso missilistico ipersonico aero-balistico Kinzhal, oltre a droni, contro obiettivi del complesso militare-industriale e raffinerie ucraine", ha riferito il dicastero, assicurando che "tutti gli obiettivi designati sono stati colpiti". Lo riporta Ria Novosti.
Il ministero ha motivato l'operazione come una risposta ai bombardamenti ucraini contro infrastrutture civili russe, aggiungendo che Mosca colpisce regolarmente "luoghi di dispiegamento di personale, mezzi e mercenari ucraini, così come strutture dell'industria della difesa, del comando militare e delle comunicazioni". Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha ribadito che "le forze armate non colpiscono edifici residenziali né strutture sociali".
Kiev: “Abbiamo perso un F-16 nella notte, morto il pilota”
L'Ucraina ha perso un altro caccia F-16 dopo che il suo pilota è stato colpito ed è morto mentre respingeva l'attacco su larga scala di missili e droni russi di stanotte. Si tratta della terza perdita di un F-16 in guerra, ha dichiarato l'esercito ucraino citato dal Guardian. "Il pilota ha utilizzato tutte le armi di bordo e ha abbattuto sette bersagli aerei. Nell'abbattere l'ultimo, il suo aereo ha subito danni e ha iniziato a perdere quota", ha dichiarato l'Aeronautica Ucraina su Telegram, sottolineando che il pilota" ha fatto tutto il possibile e ha pilotato il jet lontano da un insediamento, ma non ha avuto tempo di eiettarsi".
Il capo dell’intelligence di Mosca: “Ho avuto colloqui con il direttore Cia”
Il direttore del Servizio di Intelligence Estero russo, Sergei Naryshkin, ha riferito di aver parlato al telefono con il direttore della Cia, John Ratcliffe;
le parti hanno concordato sulla possibilità di chiamarsi in qualsiasi momento per discutere questioni di interesse. Lo scrive la Tass. "Ho avuto una conversazione telefonica con il mio collega americano e ci siamo riservati reciprocamente la possibilità di chiamarci in qualsiasi momento per discutere questioni di interesse", ha dichiarato Naryshkin.
Cremlino: “Impossibile costringerci ai negoziati con nuove sanzioni”
Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha escluso che nuove sanzioni possano spingere la Russia a sedersi al tavolo dei negoziati sull'Ucraina. In un'intervista alla tv pubblica, ripresa da Interfax, Peskov ha dichiarato: "Spingere la Russia ai negoziati si può solo con logica e argomentazioni. Costringerla con la pressione o con la forza è impossibile". Commentando l'ipotesi di nuove restrizioni occidentali, in particolare sul petrolio russo, Peskov ha aggiunto: "Più serio sarà il pacchetto di sanzioni - che, lo ribadisco, consideriamo illegali - più seria sarà la risposta da parte di Mosca. È come il rinculo di un fucile. In fin dei conti, si tratta di un'arma a doppio taglio".
Zelensky: “Putin vuole continuare la guerra, serve pressione”
"Putin ha deciso molto tempo fa che avrebbe continuato a fare la guerra, nonostante gli appelli mondiali alla pace. Questa guerra deve finire: è necessaria una pressione sull'aggressore, così come la protezione. Protezione dai missili balistici e di altro tipo, dai droni e dal terrorismo. L'Ucraina deve rafforzare la sua difesa aerea, lo strumento che meglio protegge le vite umane. Questi sono sistemi americani, che siamo pronti ad acquistare. Contiamo sulla leadership, sulla volontà politica e sul sostegno degli Stati Uniti, dell'Europa e di tutti i nostri partner". Lo scrive su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, sottolineando che "per quasi tutta la notte, l'allarme antiaereo è risuonato in tutta l'Ucraina: 477 droni volavano nei nostri cieli, la maggior parte dei quali Shahed russo-iraniani, insieme a 60 missili di vario tipo. I russi stavano prendendo di mira tutto ciò che sostiene la vita. Anche un edificio residenziale a Smila è stato colpito e un bambino è rimasto ferito". "Tragicamente, mentre respingeva l'attacco, il nostro pilota di F-16, Maksym Ustymenko, è morto. Oggi ha distrutto 7 bersagli aerei. Le mie condoglianze alla sua famiglia e ai suoi commilitoni. Ho dato disposizioni affinché vengano indagate tutte le circostanze della sua morte", ha poi dichiarato Zelensky secondo cui "Mosca non si fermerà finché avrà la capacità di lanciare attacchi massicci. Solo questa settimana, sono stati lanciati più di 114 missili, oltre 1.270 droni e quasi 1.100 bombe plananti".
Lavrov: “L’Occidente vuole sconfiggerci usando Kiev, ma fallirà”
L'Occidente cerca di sconfiggere strategicamente la Russia, usando il regime di Kiev come ariete, ma non ci riuscirà. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov citato dalla Tass. "Assistiamo a una situazione di stallo senza precedenti tra il nostro Paese e l'Occidente collettivo, che ha deciso di nuovo di dichiarare guerra contro di noi e infliggere una sconfitta strategica alla Russia, usando essenzialmente il regime nazista di Kiev come ariete", ha detto Lavrov durante i colloqui con il ministro degli Esteri del Kirghizistan Jeenbek Kulubayev. "L'Occidente non ci è mai riuscito, non ci riuscirà nemmeno questa volta", ha affermato il capo della diplomazia russa, e "probabilmente sta iniziando a capirlo".
Kiev: “Abbiamo perso un F-16 nella notte, morto il pilota”
L'Ucraina ha perso un altro caccia F-16 dopo che il suo pilota è stato colpito ed è morto mentre respingeva l'attacco su larga scala di missili e droni russi di stanotte. Si tratta della terza perdita di un F-16 in guerra, ha dichiarato l'esercito ucraino citato dal Guardian. "Il pilota ha utilizzato tutte le armi di bordo e ha abbattuto sette bersagli aerei. Nell'abbattere l'ultimo, il suo aereo ha subito danni e ha iniziato a perdere quota", ha dichiarato l'Aeronautica ucraina su Telegram, sottolineando che il pilota" ha fatto tutto il possibile e ha pilotato il jet lontano da un insediamento, ma non ha avuto tempo di eiettarsi".
Zelensky: “Mosca non si fermerà finché in grado sferrare attacchi massicci”
"Per quasi tutta la notte, in Ucraina è suonato l'allarme: 477 droni hanno solcato i nostri cieli, la maggior parte dei quali erano 'Shahed' russo-iraniani, e 60 missili di vario tipo. I 'russi' stavano colpendo tutto ciò che può dare vita. C'è stato anche un colpo su un edificio residenziale a Smila, e un bambino è rimasto ferito. I servizi di emergenza stanno lavorando ovunque necessario. Purtroppo, mentre respingeva l'attacco, il nostro pilota di F-16 Maksym Ustimenko è morto. Oggi ha distrutto sette bersagli aerei. Le mie condoglianze alla sua famiglia e ai suoi compagni. Ho dato ordine di accertare tutte le circostanze della morte. L'aviazione ucraina difende eroicamente il cielo. Grazie a tutti coloro che difendono l'Ucraina". Lo scrive su Telegram il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, sottolineando che "Mosca non si fermerà finché sarà in grado di sferrare attacchi massicci". "Solo questa settimana - ricorda - sono stati lanciati oltre 114 missili, più di 1.270 droni e quasi 1.100 KAB. Putin ha deciso da tempo che avrebbe continuato a combattere nonostante le richieste di pace del mondo. La guerra deve finire, bisogna fare pressione sull'aggressore, bisogna fornire protezione. Dalla balistica, dai missili e dai droni, dal terrore. L'Ucraina deve rafforzare la sua difesa aerea. Ciò che meglio protegge la vita. Si tratta di sistemi americani che siamo pronti ad acquistare". "Contiamo sulla leadership, sulla volontà politica e sul sostegno degli Stati Uniti, dell'Europa e di tutti i nostri partner. Grazie a tutti coloro che ci aiuteranno", conclude Zelensky.
Kiev: “Stanotte attacco record russo, 537 missili e droni”
I russi hanno attaccato l'Ucraina con un numero record di 537 tra droni e missili nella notte. Lo afferma l'aeronautica ucraina, mentre le autorità parlano di un "attacco combinato su larga scala" anche con bombardieri strategici Tu-95MS e aerei MiG-31K. Secondo l'aeronautica, i russi hanno lanciato "477 droni (211 abbattuti e 225 scomparsi dai radar); 4 missili Kh-47M2 Kinzhal; 7 missili balistici Iskander-M/KN-23 (uno abbattuto); 41 missili da crociera Kh-101/Iskander-K (33 abbattuti e uno scomparso); 5 missili Kalibr (4 abbattuti); 3 missili S-300". I raid hanno raggiunto, tra le altre, le regioni di Kiev e Leopoli.
McDonald's aprirà 10 nuovi ristoranti in Ucraina: “Segnale di fiducia”
Il colosso statunitense del fast food McDonald's prevede di aprire 10 nuovi ristoranti in Ucraina quest'anno, a dimostrazione della fiducia nell'economia ucraina. Lo riporta il New York Times. McDonald's aveva chiuso tutti i suoi ristoranti in Ucraina dopo l'invasione russa del febbraio 2022, ma ha iniziato a riaprire nel corso dello stesso anno. I 10 nuovi ristoranti porteranno il numero totale a quasi 120, un numero maggiore di ristoranti McDonald's operativi rispetto a prima della guerra. "Nel complesso, questo indica che, nonostante le azioni militari, l'economia ucraina sta mostrando una dinamica positiva", ha dichiarato al NYT Viktor Mykyta, uno dei principali consiglieri economici del presidente Volodymyr Zelensky. "Se un'azienda come McDonald's può operare qui, dimostra a tutti gli investitori che anche loro possono lavorare qui con fiducia", ha aggiunto.
Raid russi in tutto il Paese, colpita anche Leopoli
Il massiccio attacco russo avvenuto nella notte ha colpito anche le occidentali dell'Ucraina. Le autorità locali hanno segnalato una minaccia rappresentata da droni e missili nella regione di Leopoli. Secondo l'Aeronautica Militare ucraina, un gran numero di missili da crociera si è abbattuto sulla regione.
Massiccio attacco aereo nella notte, anche Zaporizhzhia tra gli obiettivi
Anche Zaporizhzhia tra gli obiettivi del massiccio attacco russo con droni e missili che ha colpito l'Ucraina nella notte. Lo ha annunciato il capo dell'Amministrazione militare regionale, Ivan Fedorov. "I russi hanno lanciato un attacco missilistico: l'impianto produttivo di una delle aziende è stato danneggiato", ha riferito. Non ci sarebbero state vittime a seguito dell'attacco