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L’ex segretario di Stato Usa Mike Pompeo nel mirino dei killer iraniani

(reuters)

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Un libro racconta come nel 2022 una squadra inviata dagli ayatollah fosse andata vicina a eliminarlo
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LONDRA – Nel 2022 l’Iran era andato vicino ad assassinare Mike Pompeo, l’ex-segretario di Stato che aveva servito durante il primo mandato presidenziale di Donald Trump; e nel settembre scorso lo stesso Trump, all’epoca in corsa per la rielezione alla Casa Bianca, ha appreso dal Servizio segreto che una squadra di killer di Teheran era negli Stati Uniti e avrebbe potuto cercare di ucciderlo.

Minacce di questo genere hanno fatto aumentare le misure di sicurezza attorno all’allora candidato repubblicano ed è possibile che abbiano giocato un ruolo nella recente decisione del presidente di bombardare gli impianti nucleari del regime degli ayatollah. Lo rivela il Washington Post, citando un libro di prossima pubblicazione negli Usa, “2024, How Trump retook the White House and the Democrats lost America” (Come Trump ha riconquistato la Casa Bianca e il partito democratico ha perso l’America).

Il libro racconta che tre anni fa un team di assassini iraniani scoprì in quale albergo si tro…

LONDRA – Nel 2022 l’Iran era andato vicino ad assassinare Mike Pompeo, l’ex-segretario di Stato che aveva servito durante il primo mandato presidenziale di Donald Trump; e nel settembre scorso lo stesso Trump, all’epoca in corsa per la rielezione alla Casa Bianca, ha appreso dal Servizio segreto che una squadra di killer di Teheran era negli Stati Uniti e avrebbe potuto cercare di ucciderlo.

Minacce di questo genere hanno fatto aumentare le misure di sicurezza attorno all’allora candidato repubblicano ed è possibile che abbiano giocato un ruolo nella recente decisione del presidente di bombardare gli impianti nucleari del regime degli ayatollah. Lo rivela il Washington Post, citando un libro di prossima pubblicazione negli Usa, “2024, How Trump retook the White House and the Democrats lost America” (Come Trump ha riconquistato la Casa Bianca e il partito democratico ha perso l’America).

Il libro racconta che tre anni fa un team di assassini iraniani scoprì in quale albergo si trovava Pompeo durante una visita privata a Parigi e mise in piedi un piano per eliminarlo: l’ex-segretario di Stato si salvò «per un soffio». In seguito, sempre secondo il volume, anche John Bolton, l’ex-consigliere per la sicurezza nazionale di Trump, sarebbe finito nel mirino dei killer di Teheran. Ciononostante, una volta rieletto, Trump ha tolto la scorta sia a Pompeo che a Bolton, che lo avevano entrambi fortemente criticato. «Una scorta non è a vita», si è limitata a dire la portavoce del presidente.

Le rivelazioni più impressionanti del libro hanno a che fare con le misure di sicurezza prese dal Servizio Segreto per proteggere Trump durante gli ultimi mesi della campagna presidenziale dell’anno passato. A un certo punto, nel timore che agenti iraniani provassero a ucciderlo con razzi o droni mentre saliva sull’aereo, gli agenti lo hanno convinto a usare un jet meno visibile, fornitogli da Steve Witkoff, il costruttore immobiliare che poi Trump ha nominato suo negoziatore personale per l’Ucraina e il Medio Oriente. L’aereo ufficiale ha continuato a volare, ma senza il candidato alla Casa Bianca a bordo. «Il capo oggi non viaggia con noi», comunica all’ultimo momento un agente del Servizio Segreto al suo staff. «E noi allora siamo l’esca?», risponde il consigliere di Trump. Il Servizio Segreto non ha stabilito se i due attentati subiti da Trump nel luglio e nel settembre 2024 fossero in qualche modo collegati all’Iran, che voleva eliminarlo come rappresaglia per l’uccisione nel 2020 di Qassem Soleimani, comandante delle Guardie della Rivoluzione. Ma ora la minaccia da parte dei killer di Teheran potrebbe essere ulteriormente aumentata, commenta il Post, per la decisione di Trump di partecipare alla guerra di Israele e bombardare gli impianti nucleari iraniani.

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