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Gli agenti del Mossad israeliano erano in Iran dal 2010

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Secondo una ricostruzione gli agenti segreti preparavano il terreno per il colpo al nucleare da oltre 15 anni
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TEL AVIV – Finita la guerra inizia il racconto della guerra. È così da tre giorni, qui in Israele. Le parole con cui i vertici militari e quelli dei servizi segreti hanno ringraziato gli Stati Uniti per la collaborazione, i dettagli sugli obiettivi colpiti e sui danni inflitti al programma nucleare iraniano, il ruolo degli agenti segreti infiltrati in Iran.

In questa narrazione spiccano i documenti che il Times of Israel ha pubblicato due giorni fa: dettagli che mettono una data su quello che il Mossad ha detto dal primo giorno, ovvero che i suoi uomini si erano “da tempo” infiltrati in Iran. Quel tempo sarebbe 15 anni: le carte di cui scrive il giornale raccontano che Israele iniziò a preparare l’attacco nel 2010, sulla base di informazioni che sostenevano …

TEL AVIV – Finita la guerra inizia il racconto della guerra. È così da tre giorni, qui in Israele. Le parole con cui i vertici militari e quelli dei servizi segreti hanno ringraziato gli Stati Uniti per la collaborazione, i dettagli sugli obiettivi colpiti e sui danni inflitti al programma nucleare iraniano, il ruolo degli agenti segreti infiltrati in Iran.

In questa narrazione spiccano i documenti che il Times of Israel ha pubblicato due giorni fa: dettagli che mettono una data su quello che il Mossad ha detto dal primo giorno, ovvero che i suoi uomini si erano “da tempo” infiltrati in Iran. Quel tempo sarebbe 15 anni: le carte di cui scrive il giornale raccontano che Israele iniziò a preparare l’attacco nel 2010, sulla base di informazioni che sostenevano che nel programma nucleare iraniano era in corso una accelerazione.

Secondo la ricostruzione, gli uomini del Mossad avrebbero verificato l’informazione e riportato che era in corso la produzione di centrifughe (che sono gli strumenti necessari per arricchire l’uranio) in tre siti, sparsi fra a Teheran e Isfahan. Le spie sarebbero riuscite anche a mappare la struttura dell’impianto di Natanz e a penetrare nella centrale di Isfahan, nei siti di calcolo e nei laboratori di Nur e Mogdeh, nel sito militare di Shariati e nell’hangar di Shahid Meisami, dove sarebbero stati prodotti gli esplosivi al plastico utilizzati per testare le armi nucleari. Le stesse carte sostengono che il Mossad sarebbe riuscito a penetrare anche il quartier generale del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie.
Nei documenti c’è senza dubbio una parte di verità: Israele non sarebbe mai riuscito a mettere a segno colpi come l’assassinio di Ismail Hanyeh, avvenuto l’estate scorsa nella casa dove alloggiava a Teheran, senza una profonda penetrazione nel sistema di sicurezza iraniano. Così come non sarebbe riuscito a eliminare in poche ore gli scienziati e i responsabili militari che sono stati sepolti ieri nella capitale iraniana. E diversi esperti che provengono dal mondo dell’intelligence hanno confermato – anche a Repubblica – che l’operazione messa in atto due settimane fa era pronta da anni.

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