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Iran - Israele, le news del 30 giugno. Strage dell’Idf in un internet café a Gaza, almeno 21 morti

Iran - Israele, le news del 30 giugno. Strage dell’Idf in un internet café a Gaza, almeno 21 morti
(afp)
Gruppo di coloni assalta i militari israeliani, il ministro della Difesa Katz convoca una riunione urgente Netanyahu: “Attacchi intollerabili” . Trump: “Non abbiamo offerto nulla all'Iran, non parliamo con Teheran”. Iran: "Gli Usa escludano altri attacchi prima dei nuovi colloqui”
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"Intollerabili”. Così il premier israeliano Netanyahu definisce gli attacchi sferrati da decine di coloni israeliani contro il quartier generale dell’Idf di Binyamin, in Cisgiordania. Il ministro della Difesa Katz ha convocato una riunione urgente. Intanto, Trump è tornato a smentire di avere offerto incentivi all'Iran per arrivare a un accordo sul programma nucleare di Teheran. Intanto Francia, Germania e Regno Unito condannano "fermamente" le minacce dell'Iran contro il capo dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea), Grossi.

Ok Usa a possibile vendita munizioni per 510 milioni a Israele

Il Dipartimento di stato ha approvato la possibile vendita di munizioni a Israele per 510 milioni di dollari. Lo riporta Cnn. "La proposta vendita rafforzerà le capacità di Israele di affrontare le attuali e le future minacce migliorando la sua capacità di difendere i suoi confini", afferma il Dipartimento di stato.

Netanyahu riunirà nuovamente i ministri su Gaza giovedì

Benjamin Netanyahu riunirà il Consiglio dei Ministri giovedì per decidere sulla prossima fase della guerra contro Hamas a Gaza, secondo quanto riferito dall'ufficio di uno dei ministri al Times of Israel. Netanyahu ha tenuto una discussione questa sera con un gruppo ristretto di alti funzionari e ministri presso il quartier generale dell'Idf a Tel Aviv, che non ha portato a una decisione sul futuro dell'operazione militare "Carri di Gedeone". Secondo il quotidiano Maariv, si vuole concedere qualche giorno in più affinché i tentativi di progredire verso un accordo per il rilascio degli ostaggi con Hamas diano i loro frutti.

Arrestato l'autore di una vignetta su Maometto a Istanbul

Un autore turco è stato arrestato per avere disegnato una vignetta satirica che raffigura il profeta dell'Islam Maometto, apparsa pochi giorni fa su Leman, uno storico settimanale di satira turco. "Maledico ancora una volta coloro che cercano di seminare l'ipocrisia dipingendo caricature del nostro Profeta", ha affermato il ministro dell'Interno, Ali Yerlikaya, su X annunciando l'arresto dell'artista, identificato con le iniziali D. P., e pubblicando un video in cui si vedono agenti di polizia arrestare una persona, schiacciandolo sulla scalinata di un edificio. Prima dell'arresto, un gruppo di islamisti aveva assaltato la sede di Leman, forzando la porta e rompendo le finestre con pietre e bastoni.

Casa Bianca: “I post di Trump sul processo a Netanyahu erano per empatia”

Donald Trump ha dichiarato che il processo per corruzione di Benjamin Netanyahu "interferisce" con i negoziati su Iran e su Gaza perché richiede al premier israeliano di comparire in tribunale "mentre è impegnato a negoziare un accordo di pace e a liberare ostaggi da una regione devastata dalla guerra". Così la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, è tornata sui due interventi di Trump sulla questione con i post su Truth della scorsa settimana in cui ha chiesto l'annullamento del processo per corruzione a Netanyahu. Alla richiesta di fornire ulteriori dettagli sui post di Trump, Leavitt ha affermato che il presidente "stava semplicemente sottolineando la sua empatia per Bibi Netanyahu, vedendolo affrontare quello che sta attraversando con il sistema giudiziario nello Stato di Israele". "Chiaramente, il presidente lo sa benissimo. Anche lui è stato vittima di un sistema giudiziario che cercava di metterlo in prigione, ma il presidente Trump ha avuto la meglio", ha continuato, elogiando Netanyahu per la sua cooperazione con gli Stati Uniti contro l'Iran

Strage di Idf in un internet café sul mare, almeno 21 morti

Raid dell’Idf in un popolare internet café sul lungomare nella parte occidentale della Striscia: almeno ventuno le vittime. L’attacco ha fatto seguito ad un nuovo ordine di evacuazione per la fascia costiera settentrionale, dove si trova Gaza City. Sui social sono state diffuse le immagini che sembrano mostrare il momento in un cui un missile, apparentemente lanciato da un caccia israeliano, colpisce la zona della caffetteria Al-Baqa, che era diventata uno spazio ben noto per giornalisti, attivisti e lavoratori da remoto, offrendo accesso al web, posti a sedere e spazio di lavoro di fronte al mare. L'esercito israeliano non ha fornito commenti immediati sull'accaduto.

Casa Bianca, Trump oggi firma fine delle sanzioni a Siria

Donald Trump firmerà nelle prossime ore un ordine esecutivo mettere fine alle sanzioni americane alla Siria, mantenendo però quelle su Bashar al Assad e i suoi collaboratori. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt, sottolineando che Trump vuole una Siria "stabile e in pace con i vicini".

Axios, “Usa in colloqui preliminari per un accordo Israele-Siria”

L'amministrazione Trump sta tenendo "colloqui preliminari" con Israele e Siria per un potenziale accordo di sicurezza. Lo riporta Axios citando alcune fonti americane. I colloqui potrebbero gettare le basi per un negoziato più strutturato e rappresentare un successo diplomatico per l'amministrazione.

Media, Netanyahu alla Casa Bianca lunedì prossimo

Benjamin Netanyahu potrebbe incontrare Donald Trump alla Casa Bianca già lunedì prossimo, anticipando la visita prevista per il mese prossimo. Lo ha riferito una fonte al Jerusalem Post. Si tratterebbe della terza volta da quando il tycoon è tornato al potere a gennaio. Secondo quanto riportato da Yedioth Ahronoth, per i funzionari israeliani "nulla è ancora definitivo", ma sembra che Netanyahu arriverà a Washington domenica prossima e incontrerà Trump lunedì.

Media, “Israele pronto ad ammorbidire l’accordo ma non garantirà la fine della guerra”

"Israele è pronto ad ammorbidire alcune delle sue posizioni nel tentativo di raggiungere una bozza di accordo per il rilascio degli ostaggi e un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza che sia accettabile anche per Hamas". Lo scrive il giornalista Barak Ravid su X citando un alto funzionario israeliano a condizione di anonimato e aggiungendo che Israele "non accetterà un impegno preventivo secondo cui il cessate il fuoco temporaneo porterà alla fine della guerra". Ravid ricorda che "la richiesta di Hamas di un impegno a porre fine alla guerra è il principale punto di contesa tra le parti". Quindi, spiegano funzionari israeliani, "allo stato attuale non vi sono indicazioni che Hamas sia disposta a stipulare un nuovo accordo con Israele che garantisca un cessate il fuoco di 60 giorni senza ricevere garanzie sulla fine della guerra". Secondo un alto funzionario israeliano citata da Ravid, "non abbiamo problemi a modificare alcune disposizioni dell'accordo. Hamas vuole la certezza che la guerra finirà e non la otterrà. Ma fino alla soglia della certezza, siamo disposti a essere flessibili".

Lapid: “È tempo di un accordo sugli ostaggi e la fine della guerra”

"È ora di raggiungere un accordo sugli ostaggi e porre fine alla guerra" a Gaza. Lo ha affermato il leader dell'opposizione israeliana Yair Lapid, sottolineando che il conflitto nella Striscia "non produce più alcun beneficio, solo danni. Danni alla sicurezza, diplomatici ed economici". "Hamas non verrà eliminato finché non ci sarà un governo alternativo a Gaza. Questa è anche la posizione dell'esercito", ha aggiunto il leader di Yesh Atid, sostenendo che le forze armate "devono posizionarsi sul perimetro, tra le comunità di confine e la Striscia di Gaza, elaborare un piano a lungo termine per eliminare Hamas e incoraggiare la migrazione volontaria. Capisco che i ministri di estrema destra vogliano che conquistiamo Gaza e la controlliamo per sempre: questa è un'illusione, i soldati continueranno a morire".

Capo Idf: “La situazione degli ostaggi è molto difficile, abusi gravissimi”

“Una situazione molto difficile" quella degli ostaggi ancora trattenuti nella Striscia di Gaza e "gli abusi nei loro confronti sono ancora più gravi". Lo ha detto il capo di Stato maggiore dell’Idf, il generale Eyal Zamir, durante la riunione di governo convocata ieri sera dal premier Benjamin Netanyahu e che si è conclusa con un nulla di fatto rispetto alla Striscia di Gaza. Lo riporta l'emittente N12.

Al Jazeera: a Gaza uccisi 228 giornalisti dall’inizio della guerra

È salito a 228 il numero dei giornalisti uccisi nei raid israeliani sulla Striscia di Gaza dall'inizio della guerra innescata dall'attacco di Hamas del 7 ottobre. Lo ha riferito l'emittente al-Jazeera, citando l'ufficio stampa delle autorità di Gaza, secondo cui l'ultimo giornalista ad essere ucciso è stato Ismail Abu Hatab. Il fotoreporter freelance lavorava per diverse testate a Gaza e aveva anche organizzato diverse mostre fotografiche all'estero per documentare la tragica realtà dell'enclave palestinese. Le autorità di Gaza su Telegram hanno condannato "nei termini più forti l'uccisione sistematica di giornalisti palestinesi da parte dell'occupazione israeliana".

Iran: gli ispettori dell’Aiea ancora al lavoro nel Paese

Gli ispettori dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) sono ancora operativi in Iran. A riferirlo èstato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, a quanto riferisce la stampa israeliana.

Israele, Ben Gvir: gli ostaggi vanno rilasciati con la forza

Israele non deve accettare che Hamas mantenga il controllo di Gaza in cambio dell'estensione degli Accordi di Abramo. Gli ostaggi devono essere rilasciati con l'uso della forza. Lo ha dichiarato il ministro della Sicurezza Nazionale israeliano Itamar Ben Gvir in un messaggio al primo ministro Benjamin Netanyahu. “Voglio parlare di ciò che sta accadendo a Gaza, dei negoziati attualmente in corso e presentare la mia posizione", ha detto Ben Gvir in una conferenza stampa. "Mi oppongo fermamente a un altro accordo parziale - ha aggiunto - che garantirebbe ad Hamas un cessate il fuoco, che gli darebbe rifornimenti illimitati, legittimità internazionale e, cosa più importante: tempo per riprendersi, armarsi per colpire i soldati dell'Idf e continuare a tenere alcuni degli ostaggi per ricattarci ulteriormente in futuro. Dobbiamo far sì che gli ostaggi siano rilasciati, ma senza trascurare la sicurezza dei cittadini israeliani.
Devono essere rilasciati con la forza". "Ma in nessun caso dobbiamo permettere che un obiettivo, per quanto importante, sostituisca l'obiettivo finale della guerra: la completa sconfitta di Hamas, in modo che nessuno possa mai più massacrare i nostri cittadini e rapirne centinaia - ha detto ancora - Immaginate se avessimo fermato la Guerra d'Indipendenza a causa dei prigionieri, o la Guerra dei Sei Giorni". Rivolgendosi infine direttamente a Netanyahu, Ben Gvir ha affermato che Israele ''sta annaspando a Gaza''.

Iran: arrestati europei con l’accusa di collaborare con Israele

Diversi cittadini europei sono stati fermati in varie province dell'Iran con l'accusa di "cooperare in qualche modo con Israele". Lo riporta l'emittente Iran International. Nei confronti dei fermati sono stati avviati procedimenti, ha riferito il portavoce della magistratura.

Media: in corso riunione del gabinetto di sicurezza Israele su Gaza

È in corso in Israele una riunione del gabinetto di sicurezza. Lo riferisce il giornale israeliano Haaretz. Al centro della riunione, si legge dopo i colloqui di ieri incentrati sulla Striscia di Gaza, ci sono i "negoziati con Hamas".

Israele: spesi 37,5 miliardi di euro per finanziare la guerra a Gaza

Trentasette miliardi e mezzo di euro: è il costo, per difetto, della guerra che Israele ha iniziato a Gaza dopo il 7 ottobre del 2023. Per ognuno dei 633 giorni di conflitto sono stati spesi oltre 58 milioni di euro. A renderlo noto e' un'analisi pubblicata dal ministero delle Finanze e riportata da N12. Le cifre dettagliate nel bilancio dello Stato per il 2024, rivelano che dall'inizio del 2025 il Paese ha stanziato 7 miliardi di shakel (1,8 miliardi di ero) per le sole spese civili della guerra, anche prima della campagna contro l'Iran. Questa somma si aggiunge ai 141,6 miliardi di shakel (35,7 mld di euro) di spese di guerra lorde dal 7 ottobre 2023 fino alla fine del 2024. Il ministero delle Finanze non ha perà divulgato i costi per la sicurezza della ripresa della guerra nel 2025, compresi i costi di mobilitazione delle riserve per l'operazione Carri di Gedeone e le ingenti spese della campagna contro l'Iran (Am Kalvi). "Alla data di pubblicazione del rapporto, non è possibile valutare e quantificare in modo affidabile l'impatto finanziario della continuazione della guerra della 'Spada di Ferro' e dell'Operazione Am Kalvi", ha spiegato la ragioneria dello Stato. Le spese per la difesa sono passate da 75 miliardi di shakel (19 miliardi di euro) nel 2022 a 168 miliardi nel 2024 (42,5 miliardi di euro) con un aumento di 2,24 volte. Nel 2023, con lo scoppio della guerra in ottobre, le spese per la difesa ammontavano a circa 98 miliardi (25 mld di euro). L'aumento più marcato l'anno scorso è stato registrato nei costi per i militari riserva: 32 miliardi di shakel, oltre 8 miliardi di euro. Per appalti e le operazioni, che comprende munizioni e attrezzature militari, sono stati spesi 97 miliardi (24,5 mld di euro), circa il 58% di tutte le spese per la difesa. Secondo il ministero delle Finanze, una parte significativa degli appalti israeliani dagli Stati Uniti è stata finanziata dal bilancio statale, e non solo dagli aiuti americani, riferisce ancora N12. Quanto alla percentuale del Prodotto interno lordo, la spesa per la difesa è aumentata dal 4,3% nel 2022 all'8,4% nel 2024.

Smotrich: “Con un accordo per il rilascio degli ostaggi ogni ebrei a rischio rapimento”

Il ministro delle Finanze israeliano, Bezalel Smotrich, ha respinto le richieste di porre fine alla guerra a Gaza per riportare a casa gli ostaggi, sostenendo che questo mostrerebbe ai nemici che "il modo per mettere Israele in ginocchio non sono i missili, non sono le armi nucleari ma rapire ebrei".
Nell'ultimo anno Israele ha "eliminato il programma nucleare iraniano", sconfitto Hezbollah e "distrutto l'esercito siriano", portando Damasco a "parlare di normalizzazione e accordi di pace". "Ma proprio ora, nel momento in cui i nostri nemici sono stati sconfitti, nel momento in cui l'intera regione sta subendo un riassetto strategico a nostro favore, proprio ora si sentono voci di debolezza. Voci che chiedono la resa, proprio di fronte al nostro nemico più debole", ha affermato il leader dell'estrema destra, convinto che "se Israele cede sotto la pressione dei rapimenti, ogni ebreo, ovunque nel mondo, sarà in pericolo".
Da qui "l'appello al primo ministro: basta dialoghi con gli assassini, basta negoziati con i nazisti. Basta patti col diavolo, basta liberazione di terroristi assassini, basta tentennamenti", ha dichiarato Smotrich.

Bbc: foto satelliti rivelano lavori costruzione nella centrale nucleare di Fordow, in Iran

Lavori in corso a Fordow, la più importante delle centrali nucleari iraniane bombardate prima da Israele e poi dagli Stati Uniti lo scorso 22 giugno. Lo rivelano immagini satellitari di Maxar Technologies di cui ha preso visione la Bbc. Nelle foto, scattate ieri, si vedono attività di costruzione nei crateri provocati dalle bombe e una nuova strada di accesso con un escavatore e una gru. Più in basso, lungo la montagna, ci sono auto e ancora più giù bulldozer e camion che lavorano davanti agli ingressi distrutti dai raid Secondo l'esperto di armi nucleari David Albright, che ha analizzato le immagini dello stesso sito scattate il 28 giugno, i lavori di costruzione possono includere il riempimento dei crateri, l'esecuzione di valutazioni dei danni ingegneristici e il campionamento radiologico.

Israele, Katz convoca riunione urgente sugli attacchi dei coloni all’Idf in Cisgiordania

Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha dichiarato che terrà oggi una "riunione urgente" con i responsabili della sicurezza per discutere degli attacchi dei coloni contro l'Idf in Cisgiordania. "Questo fenomeno deve essere fermato immediatamente. Adotteremo tutte le misure necessarie e sradicheremo completamente questa violenza. Nessuno oserà alzare le mani contro i soldati dell'Idf e i membri delle forze di sicurezza", ha dichiarato Katz in una nota.

Netanyahu: “Intollerabili gli attacchi dei coloni contro Idf in Cisgiordania”

"Nessun Paese civile può tollerare atti violenti e anarchici come l'incendio di un'installazione militare, il danneggiamento di proprietà dell'Idf e le aggressioni al personale di sicurezza da parte di cittadini dello Stato". Lo ha dichiarato il premier israeliano Benyamin Netanyahu nel condannare le ultime violenze dei coloni contro l'esercito israeliano, invitando le forze dell'ordine a indagare sull'incidente e a perseguire i "rivoltosi" ma sottolineando tuttavia che si tratta di una minoranza marginale: "La comunità dei coloni è un modello" e "non permetteremo a pochi violenti e fanatici di macchiare un'intera comunità".

Media: in Iran 935 morti in 12 giorni di guerra con Israele

Almeno 935 persone sono state uccise in Iran durante la guerra di 12 giorni con Israele. Lo riferiscono i media statali iraniani, a quasi una settimana dall'entrata in vigore del cessate il fuoco. "Durante la guerra di 12 giorni condotta dal regime sionista contro il nostro Paese, sono stati finora identificati 935 martiri", ha dichiarato l'agenzia di stampa ufficiale Irna, citando il portavoce della magistratura, Asghar Jahangir. Il bilancio delle vittime include 132 donne e 38 bambini.

Iran, Pezeshkian a Macron: “Dal capo dell’Aiea Grossi condotta distruttiva”

Teheran ha interrotto la cooperazione con l'organismo di controllo nucleare delle Nazioni Unite a causa del comportamento "distruttivo" del direttore dell'agenzia Raphael Grossi nei confronti della Repubblica islamica. Lo ha detto il presidente iraniano Masoud Pezeshkian nel corso di un colloquio telefonico con il presidente francese Emmanuel Macron. "L'azione intrapresa dai membri del parlamento" iraniano "e' una risposta naturale alla condotta ingiustificata, non costruttiva e distruttiva del direttore generale dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica", ha detto Pezeshkian a Macron nel colloquio avvenuto ieri sera

Gran Bretagna: la Corte respinge il ricorso delle ong sullo stop alle armi a Israele

L'Alta Corte di Londra ha respinto l'azione legale presentata dalle maggiori associazioni occidentali impegnate sul fronte dei diritti umani per cercare d'imporre un congelamento alle forniture da parte del Regno Unito di armi cruciali a Israele nella guerra a Gaza. Il ricorso è stato sostenuto fra le diverse organizzazioni anche da Amnesty International, Human Rights Watch e Oxfam, oltre che dalla palestinese Al-Haq. I ricorrenti chiedevano ai giudici d'imporre al governo di Keir Starmer in particolare lo stop delle forniture di componenti britanniche dei caccia F-35 americani, utilizzati nei raid israeliani nella Striscia. I giudici Stephen Males e Karen Steyn hanno affermato che nonostante le forniture britanniche possano essere usate dallo Stato ebraico in violazione del diritto internazionale umanitario a Gaza, sono legittime formalmente, sottolineando che si tratta di "una questione di competenza dell'esecutivo, democraticamente responsabile nei confronti del Parlamento" di Westminster. Nell'azione legale presentata da Al-Haq, organizzazione con sede in Cisgiordania, sostenuta dalle maggiori ong internazionali, Israele è stata accusata di "genocidio" per gli effetti della sua rappresaglia militare nella Striscia e sono stati invocati i limiti fissati dalla legge britannica sull'export di armi e componenti belliche a Paesi che li utilizzano in azioni di guerra. Il governo di Londra ha già sospeso alcune licenze d'esportazione di armamenti dal Regno all'alleato israeliano nei mesi scorsi per ragioni di cautela (circa un 10% del totale), ma si rifiuta di bloccare anche le forniture relative agli F-35 sostenendo che questo metterebbe a rischio "l'intero programma F-35": programma che ha "un ruolo strategico nella Nato" e "implicazioni più vaste per la pace e la sicurezza a livello internazionale".
Un'argomentazione sostenuta solo da "cavilli", secondo i legali del Global Action Legal Network (Glan) impegnati nel ricorso, che hanno sottolineato "le tonnellate di bombe" già lanciate su Gaza da questi jet di progettazione Usa.

Idf: ordine di evacuazione da Gaza nord

Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno diramato un nuovo ordine di evacuazione rivolto ai residenti nel nord di Gaza. "Evacuate verso sud, opereremo con la forza nella vostra zona", ha dichiarato il portavoce in lingua araba delle Idf, il tenente colonnello Avichay Adraee, rivolgenfosi alle popolazioni di Gaza City e Jabaliya, nel nord di Gaza. "Le Idf stanno operando con una forza tremenda in queste aree e le operazioni militari continueranno, si intensificheranno e si estenderanno verso ovest, in direzione del centro città, con l'obiettivo di distruggere le capacita' delle organizzazioni terroristiche. Per la vostra sicurezza, spostatevi immediatamente verso ovest e poi verso sud, nella zona di Al-Mawasi, attraverso la strada Al-Rashid", ha detto Adraee. Nel frattempo, i palestinesi hanno segnalato un'"ondata di sfollamenti da Jabaliya", nonché attacchi nella zona del mercato di Shuja'iyya.

Iran: “Stop alla collaborazione con l’Aiea, a rischio la sicurezza degli ispettori”

L'Iran ha avvertito di non poter "garantire la sicurezza degli ispettori" dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea), dopo i recenti attacchi contro le sue installazioni nucleari da parte di Stati Uniti e Israele. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baghaei, sostenendo che "non ci si può aspettare che Teheran continui a cooperare con l'Agenzia mentre i suoi siti nucleari vengono bombardati". Lo riporta Al Jazeera. Pochi giorni prima, il ministro degli Esteri Abbas Araghchi aveva criticato su X la richiesta del direttore dell'Aiea Rafael Grossi di visitare le strutture colpite, definendola "priva di senso e forse persino animata da intenzioni malevole".

Iran: “Non cesseremo mai l’arricchimento nucleare”

Amir-Saeid Iravani, ambasciatore iraniano alle Nazioni Unite, ha dichiarato che l'arricchimento nucleare della Repubblica islamica "non cesserà mai" perché è consentito per scopi "energetici pacifici" ai sensi del trattato di non proliferazione nucleare. "L'arricchimento è un nostro diritto, un diritto inalienabile, e vogliamo attuarlo", ha dichiarato Iravani alla Cbs News, aggiungendo che l'Iran era pronto per i negoziati, ma "la resa incondizionata non è un negoziato. Sta dettando la politica nei nostri confronti". Iravani ha però affermato che Teheran è "pronta per i negoziati, ma dopo questa aggressione non è la condizione adeguata per un nuovo round di negoziati, e non vi è alcuna richiesta di negoziato e di incontro con il presidente". L'inviato iraniano all'Onu aveva ieri negato che vi siano minacce da parte del suo governo alla sicurezza di Rafael Grossi, direttore generale dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica, o agli ispettori dell'agenzia, accusati da alcuni funzionari iraniani di aiutare Israele a giustificare i suoi attacchi. Gli ispettori dell'Aiea si trovano attualmente in Iran, ma non hanno accesso agli impianti nucleari iraniani.

Almeno 25 persone uccise nei raid aerei israeliani a Gaza oggi

Almeno 25 persone sono state uccise nei raid aerei israeliani oggi, secondo quanto riportato dalle autorità sanitarie locali in un bilancio aggiornato, tra cui 10 persone uccise a Zeitoun, nel sud di Gaza City. Lo scrive il Guardian. Due persone in attesa di aiuti sono state colpite dal fuoco israeliano vicino a un centro di distribuzione di aiuti nel sud di Rafah, secondo quanto riferito ad Al Jazeera da fonti del complesso medico Nasser, scrive ancora il Guardian

Israele interessato ad accordi di pace con Libano e Siria

Israele è "interessato" a stipulare accordi di "pace e normalizzazione" con i suoi vicini Libano e Siria. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Gideon Saar. "Israele è interessato ad ampliare il cerchio di pace e normalizzazione dell'Accordo di Abramo", ha dichiarato in una conferenza stampa, riferendosi agli accordi sponsorizzati dagli Stati Uniti, firmati nel 2020 da Israele con Emirati Arabi Uniti, Bahrein e Marocco. "Abbiamo interesse ad aggiungere Paesi, Siria e Libano, nostri vicini, al cerchio di pace e normalizzazione, salvaguardando al contempo gli interessi essenziali e di sicurezza di Israele", ha aggiunto

Consigliere Khamenei: “Israele e Usa paghino le uccisioni dei generali”

"Gli Stati Uniti e il regime sionista hanno commesso una grande ingiustizia contro di noi. Hanno martirizzato i nostri generali in uno scontro codardo e furtivo da parte di Israele, e devono pagarne il prezzo". Lo ha dichiarato Ali Larijani, consigliere del leader Ali Khamenei. "Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva promesso che avrebbe negoziato, ma ha mentito e ci ha sfacciatamente ingannati, poiché il giorno dopo Israele ha attaccato l'Iran con il suo via libera", ha aggiunto. "In realtà gli attacchi erano uno scenario pianificato in anticipo e un progetto israelo-americano". Secondo Tasnim, Larijani ha anche affermato che durante gli attacchi ha ricevuto telefonate che lo minacciavano di lasciare Teheran, altrimenti ad attenderlo ci sarebbe stato un destino simile a quello dei generali

Parigi, Berlino e Londra condannano minacce a capo Aiea

La Francia, la Germania e il Regno Unito condannano le "minacce proferite contro il direttore generale dell'Aeia, Rafael Grossi", ribadendo il loro "pieno sostegno" all'Agenzia internazionale per l'energia atomica e al suo più alto responsabile. "Esortiamo l'Iran a prendere tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza del personale dell'Aiea", si legge in una nota diffusa questa mattina dai ministri degli Esteri dei tre Paesi, Jean-Noël Barrot, Johann Wadephul e David Lammy

Smotrich condanna le violenze dei coloni contro l'Idf

Il ministro delle Finanze israeliano ed esponente di estrema destra Bezalel Smotrich ha emesso una rara condanna della violenza dei coloni che stanotte hanno attaccato una base dell'Idf in Cisgiordania. "I criminali sono criminali, sono criminali in ogni luogo del Paese", scrive Smotrich su X. "La violenza contro gli amati soldati dell'Idf e la polizia israeliana e la distruzione di proprietà sono proibite e superano una linea rossa", ha aggiunto, citato dal Times of Israel, invitando la polizia a indagare sugli incidenti e ad assicurare i responsabili alla giustizia. Smotrich sostiene inoltre che gli estremisti non rappresentano la maggioranza dei coloni che vivono in Cisgiordania

Iran: "Gli Usa escludano altri attacchi prima dei nuovi colloqui”

Gli Stati Uniti devono escludere ulteriori attacchi prima di nuovi colloqui diplomatici con l'Iran. Lo ha affermato alla Bbc il vice ministro degli Esteri di Teheran Majid Takht-Ravanchi secondo il quale l'amministrazione Trump, tramite mediatori, avrebbe espresso l'intenzione di tornare al tavolo del dialogo, ma senza chiarire la propria posizione su "una questione molto importante" come quella delle operazioni militari. "Devono essere molto chiari su cosa intendono offrirci per creare la fiducia necessaria per un dialogo" ha aggiunto il vice ministro. Takht-Ravanchi ha anche affermato che l'Iran "insisterà" per poter arricchire l'uranio per quelli che definisce scopi pacifici, respingendo le accuse secondo cui si starebbe muovendo segretamente verso lo sviluppo di una bomba nucleare. All'Iran, ha anche detto, è stato "negato l'accesso al materiale nucleare" per il suo programma di ricerca, quindi deve "fare affidamento su se stesso". "Si può discutere sul livello, sulla capacità, ma dire che non si dovrebbe avere l'arricchimento, che si dovrebbe avere un arricchimento pari a zero, e se non si è d'accordo, che si bombarda - questa è la legge della giungla", ha affermato In merito alle affermazioni del responsabile dell'Aiea, Rafael Grossi, secondo cui l'Iran ha la capacità di riprendere l'arricchimento dell'uranio "nel giro di pochi mesi", il vice ministro ha detto di non sapere se ciò avverrà. Il programma iraniano, incluso l'arricchimento dell'uranio al 60%, era "per scopi pacifici", ha ribadito

La Francia condanna le minacce iraniane al direttore dell’Aiea: “Garantisca la sicurezza del personale”

La Francia ha condannato "fermamente" le minacce dell'Iran contro il direttore dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (Aiea) Rafael Grossi, sottolineando "la responsabilità del governo iraniano di garantire la sicurezza del personale dell'organizzazione in Iran". Parigi ha espresso "profonda preoccupazione per qualsiasi sfida alla cooperazione di Teheran" con l'Aiea, scrive in un comunicato il ministero degli Esteri francese, invitando le autorità iraniane "ad attuare pienamente, completamente e immediatamente i loro obblighi internazionali"

Trump: “Gli Usa non hanno offerto nulla all'Iran, non parlano con Teheran”

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato lunedì di non aver parlato con l'Iran e di non aver offerto “nulla” al Paese, ribadendo che gli Stati Uniti hanno “totalmente obliterato” le capacità nucleari di Teheran.
Venerdì Trump ha respinto le notizie riportate dai media, secondo cui la sua amministrazione avrebbe discusso la possibilità di aiutare l'Iran ad accedere a ben 30 miliardi di dollari per costruire un programma nucleare per la produzione di energia civile

Gruppo di coloni assalta i militari Idf in Cisgiordania

Ieri sera decine di coloni israeliani si sono radunati all'ingresso del Quartier Generale delle Forze di Difesa di Binyamin, in Cisgiordania, attaccando agenti di polizia e militari con spray al peperoncino e vandalizzando veicoli militari. Le forze dell'Idf, della Polizia Israeliana e della Polizia di Frontiera Israeliana sono intervenute per disperdere il raduno. A riferirlo le stesse Idf, che segnala il ferimento di un civile. "L'Idf e la Polizia Israeliana -. si legge in una nota - condannano qualsiasi atto di violenza contro le forze di sicurezza e interverranno contro qualsiasi tentativo di danneggiare il personale di sicurezza che svolge il proprio dovere di proteggere i civili israeliani". Da giorni i coloni - riferisce la stampa israeliana - si abbandonano ad atti di violenza contro le forze di sicurezza

Iran: “Oltre 230 mila afghani lasciano il Paese”

Oltre 230.000 afghani hanno lasciato l'Iran nel mese di giugno, la maggior parte dei quali espulsi, con un aumento dei rimpatri in vista della scadenza fissata da Teheran. Lo ha dichiarato l'agenzia delle Nazioni Unite per le migrazioni. Dal primo al 28 giugno, 233.941 persone sono tornate dall'Iran in Afghanistan, ha dichiarato all'Afp il portavoce dell'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, Avand Azeez Agha, con 131.912 rimpatri registrati solo nella settimana dal 21 al 28 giugno

Media, la riunione di governo in Israele per gli ostaggi termina senza una decisione

I media israeliani riportano che la riunione del governo per discutere della guerra a Gaza e tentare di raggiungere un accordo sulla presa degli ostaggi si è conclusa senza una decisione. Stando a quanto riportato, da The Times of Israel, un'altra discussione è stata programmata per oggi.

Egitto, ogni accordo cessate fuoco deve contenere garanzie

Qualsiasi accordo su una fine delle ostilità a Gaza "deve includere garanzie che preservino il cessate il fuoco". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri egiziano, Badr Abdelatty, secondo quanto riporta Ynet. Abdelatty ha sottolineato che questa posizione è condivisa dagli Stati Uniti e che l'obiettivo della mediazione in corso resta una tregua di 60 giorni.

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