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Ucraina, bombe sulle città: “Attacco senza precedenti usati 500 missili e droni”

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Cinque i morti nell’est. Precipita in azione un aereo F-16 con il pilota. L’ira di Zelensky: “Mosca non vuole negoziare. Servono Patriot”
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Non c’è la pace che tutti dicono di volere, ma un diluvio di bombe: 477 droni e 60 missili in una sole notte, l’attacco aereo più massiccio subìto dall’Ucraina dall’inizio della guerra. È l’ultimo aggiornamento di un record battuto con sempre maggiore frequenza. Stavolta nel mirino non c’era la capitale Kiev: sabato notte i russi hanno mirato a obiettivi principalmente nell’Ovest, normalmente meno bersagliato, colpendo le regioni di Leopoli, Ivano-Frankivsk e Khmelnytskyi e danneggiando edifici residenziali e infrastrutture.

La minaccia ha nuovamente convinto i polacchi ad alzare in volo i caccia intercettori. Nel tentativo di abbattere alcuni di questi killer volanti sempre più sofisticati, uno degli F-16 ucraini è precipitato uccidendo il pilota, Maksym Ustimenko: «Onore eterno all’eroe. La risposta arriverà», scrive sui social il capo dell’Ufficio presidenziale, Andriy Yermak, denunciando il «terrore costante dei russi» per chiedere «pressioni dall’Occidente: la Russia deve es…

Non c’è la pace che tutti dicono di volere, ma un diluvio di bombe: 477 droni e 60 missili in una sole notte, l’attacco aereo più massiccio subìto dall’Ucraina dall’inizio della guerra. È l’ultimo aggiornamento di un record battuto con sempre maggiore frequenza. Stavolta nel mirino non c’era la capitale Kiev: sabato notte i russi hanno mirato a obiettivi principalmente nell’Ovest, normalmente meno bersagliato, colpendo le regioni di Leopoli, Ivano-Frankivsk e Khmelnytskyi e danneggiando edifici residenziali e infrastrutture.

La minaccia ha nuovamente convinto i polacchi ad alzare in volo i caccia intercettori. Nel tentativo di abbattere alcuni di questi killer volanti sempre più sofisticati, uno degli F-16 ucraini è precipitato uccidendo il pilota, Maksym Ustimenko: «Onore eterno all’eroe. La risposta arriverà», scrive sui social il capo dell’Ufficio presidenziale, Andriy Yermak, denunciando il «terrore costante dei russi» per chiedere «pressioni dall’Occidente: la Russia deve essere costretta a porre fine alla guerra».

Ancora una volta un attacco russo così potente arriva alla vigilia di un nuovo round negoziale proposto dallo stesso Putin, per il quale non c’è ancora una data. «Sappiamo poco sul prossimo round — dice a Repubblica Ruslan Bortnik, direttore dell’Istituto di Politica ucraino — ma non hanno ancora completato gli scambi dei prigionieri e dei morti, e sperano di finire nel corso della settimana. Discuteranno la data subito dopo. Ma l’attacco aveva chiare ragioni militari: hanno colpito due raffinerie, alcuni aeroporti e obiettivi minori come caserme e centri di addestramento. Stanno migliorando e aumentando l’abilità di usare i droni, e lo fanno tentando di fare pressione sull’Ucraina, di fiaccarne la capacità difensiva e di indebolire il settore industriale, logistico ed energetico militare».

Le uniche vittime dell’attacco si sono registrate nell’est dell’Ucraina, con cinque morti nelle regioni di Kherson, Kharkiv, Dnipro, Zaporizhzhia e a Kostyantynivka, nel Donbass; ma questa è una drammatica contabilità diversa, è la consueta strage silenziosa dei civili uccisi nelle retrovie. Altra cosa è il terrore a molte centinaia di chilometri dalle trincee. «Per quasi tutta la notte — dice il presidente Zelensky — l’Ucraina è stata in allarme. Mosca non si fermerà finché sarà in grado di sferrare attacchi simili. Solo questa settimana, sono stati lanciati oltre 114 missili, più di 1.270 droni e quasi 1.100 Kab», le micidiali bombe plananti. «Putin — continua Zelensky — ha deciso da tempo di continuare a combattere nonostante le richieste di pace del mondo. Abbiamo bisogno di fare pressione sull’aggressore, e di protezione da missili, droni e dal terrore. L’Ucraina deve rafforzare la sua difesa aerea con i sistemi americani che siamo pronti ad acquistare».

Chiede cioè i Patriot, la difesa più efficace di cui però scarseggiano le munizioni. E resta la minaccia crescente che arriva dal fronte: «I russi avanzano verso Sumy, l’artiglieria sta già colpendo la periferia», osserva la Pravda Ucraina citando reti di monitoraggio secondo cui una settimana fa «l’artiglieria russa ha colpito Peschanoye, a meno di un chilometro dal confine cittadino». L’avanzata in profondità continua, dunque, nonostante le dichiarazioni ottimiste del capo delle forze armate Syrsky, che aveva annunciato la stabilizzazione del fronte in quell’area. Ma arrivano notizie preoccupanti anche da Sudest, nella regione di Zaporizhzhia: «Il fronte si è avvicinato alla città mettendola sotto tiro anche con i sistemi di lancio multiplo», dice il governatore Ivan Fedorov.

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