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Texas, le bambine inghiottite dal fiume: 80 morti. Trump: “Tragedia terribile”

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Aumentano le vittime, molti i dispersi. Si indaga sulle responsabilità: nel mirino il sistema d’allerta e le infrastrutture.
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NEW YORK – Una pioggia torrenziale nel cuore della notte. Trenta centimetri d’acqua caduti in novanta minuti. Non come una benedizione, ma come una condanna. Il fango ha cominciato a divorare lentamente vialetti, strade, alberi, auto, case. Il letto del fiume Guadalupe è salito di sette metri nello spazio di poche ore.

La sera prima centinaia di bambine e ragazze, tra i 7 e i 17 anni, iscritte a un campo scuola cristiano, avevano ballato e giocato. Alcune adesso sono morte. Altre, disperse. Le sopravvissute, segnate per sempre. I politici parlano di «evento straordinario», ma la gente del posto sa che non è così: non c’è mai niente di straordinario nel Texas.

Il Guadalupe intanto ha restituito i corpi di Renee Smajstrla e Sarah Marsh, 8 anni, Janie Hunt, 9, e Lila Bonner, una bambina di cui non è stata indicata l’età. Il loro ritrovamento ha ridotto le speranze di trovare in vita molte delle oltre venti scomparse, tutte iscritte al campo scuola femminile Camp Mystic, spazzato via dal…

NEW YORK – Una pioggia torrenziale nel cuore della notte. Trenta centimetri d’acqua caduti in novanta minuti. Non come una benedizione, ma come una condanna. Il fango ha cominciato a divorare lentamente vialetti, strade, alberi, auto, case. Il letto del fiume Guadalupe è salito di sette metri nello spazio di poche ore.

La sera prima centinaia di bambine e ragazze, tra i 7 e i 17 anni, iscritte a un campo scuola cristiano, avevano ballato e giocato. Alcune adesso sono morte. Altre, disperse. Le sopravvissute, segnate per sempre. I politici parlano di «evento straordinario», ma la gente del posto sa che non è così: non c’è mai niente di straordinario nel Texas.

Il Guadalupe intanto ha restituito i corpi di Renee Smajstrla e Sarah Marsh, 8 anni, Janie Hunt, 9, e Lila Bonner, una bambina di cui non è stata indicata l’età. Il loro ritrovamento ha ridotto le speranze di trovare in vita molte delle oltre venti scomparse, tutte iscritte al campo scuola femminile Camp Mystic, spazzato via dalle inondazioni che hanno devastato tre contee vicine a San Antonio e Austin.

(afp)

Il bilancio delle vittime è salito a 80, di cui 15 bambini e 29 dispersi. «Non ci fermeremo – ha dichiarato lo sceriffo della contea, Larry Leitha – fino a che non li troveremo tutti». La valanga di acqua e fango nella notte tra venerdì e sabato ha inghiottito più di una dozzina di campi estivi, tra cui il Mystic, il più colpito perché si estendeva lungo i due argini del Guadalupe.

Al campo c’erano più di 750 persone, impegnate da giorni in corsi di ballo, cheerleader e canto per accrescere l’autostima. Tra loro, Renee, Janie, Sarah e Lila, diventate i volti della nuova tragedia americana. «Renee è stata trovata, purtroppo le nostre preghiere non sono state esaudite – ha scritto su Facebook lo zio – Ringraziamo i soccorritori per essere stati capaci di identificarla velocemente». «La nostra piccola non c’è più – ha commentato la nonna di Sarah – Ci sentiremo per sempre fortunati di avere avuto questa luce nelle nostre vite».

L’allerta era stato diramata alle 4 di mattina, quando la maggior parte delle iscritte al campo stava dormendo. Uscite nella notte con ciò che avevano addosso, messe in fila indiana, alcune sono state colpite dalla piena. Altre, travolte dall’acqua mentre erano ancora nei bungalow collocati più in basso. Le condizioni meteo hanno ostacolato i soccorsi, con più di cento volontari, oltre alla Guardia nazionale, l’impiego di quattordici elicotteri e dodici droni. Nuotatori della protezione civile locale si sono tuffati in acqua per raggiungere chi era salito sugli alberi per mettersi in salvo. Decine di persone sono state tirate fuori vive dalle auto bloccate nel fango. In tutto, più di ottocento quelle portate in salvo. Sui muri delle chiese della contea di Kerrville le madri hanno messo le foto delle figlie, nella speranza che qualcuno le trovi vive. Il dubbio atroce è che alcuni corpi potrebbero non venire mai più recuperati.

Nelle ore in cui si contano i morti ci sono anche le inevitabili polemiche. Il National Weather Service, il servizio meteo, è accusato di aver sottovalutato i rischi, ma c’è chi ricorda che i tagli decisi da Donald Trump hanno finito per indebolirlo.

Il presidente ha poi parlato su Truth di «orribile tragedia» e annunciato l’arrivo della segretaria alla Sicurezza interna Kristi Noem. Uno dei rappresentanti di Kerr County, Rob Kelley, ha ammesso che la contea non aveva un sistema di allerta, nonostante una lunga storia di inondazioni. Nell’87 il Guadalupe esondò, travolgendo il bus di una parrocchia: morirono 10 bambini.

Nel 2002 un’altra alluvione uccise otto persone. Nonostante il Texas sia il secondo Stato Usa con il Pil più alto le infrastrutture sono insufficienti. Gli argini dei fiumi non sono protetti. Dicono sia colpa dell’affarismo texano che ha scelto di ridurre al minimo i regolamenti per favorire il business immobiliare. Così la gente si ritrova periodicamente catapultata nei disastri. Quello del Giorno dell’Indipendenza ha sconvolto la comunità, ma dopo le veglie, la messa e i funerali, il rischio è che diventi solo un altro triste ricordo, da riesumare alla prossima tragedia.

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