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Texas nel fango, i morti sono 82: “Al lavoro fino all’ultimo disperso”

Una delle stanze devastate nel Camp Mystic (AFP)

 
Si aggrava il bilancio dell’inondazione che ha colpito lo stato americano. Sotto accusa i mancati allarmi e i tagli al meteo
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NEW YORK – Prima l’acqua, poi il fango, ora la grandine. Campi estivi trasformati in trappole. Donne annichilite dal dolore che aspettano notizie lungo gli argini del rio Guadalupe, in piedi sotto la pioggia. Ma da venerdì non arrivano buone notizie, solo acqua. Il numero dei morti è salito a 82, di cui 28 bambini. Tra le iscritte al campo estivo cristiano femminile di Camp Mystic spazzato via dalle inondazioni nella notte tra giovedì e venerdì, sono morte in undici, tra gli 8 e i 13 anni, e il direttore, Dick Eastland, travolto dalla piena mentre cercava di salvare le ragazze. Fino a ieri, a tre giorni dalla tragedia che ha devastato tre contee in Texas, risultavano disperse ancora 11 bambine, i cui nomi e i volti sorridenti, come appaiono nelle foto appese sulle pareti della chiesa di Kerrville, sono quelli di Eloise, Kellyanne, Molly, Lainey, Greta, Virginia. I dispersi sarebbero 30, cita il New York Times.

Quattrocento soccorritori arrivati da venti agenzie federali e statali con…

NEW YORK – Prima l’acqua, poi il fango, ora la grandine. Campi estivi trasformati in trappole. Donne annichilite dal dolore che aspettano notizie lungo gli argini del rio Guadalupe, in piedi sotto la pioggia. Ma da venerdì non arrivano buone notizie, solo acqua. Il numero dei morti è salito a 82, di cui 28 bambini. Tra le iscritte al campo estivo cristiano femminile di Camp Mystic spazzato via dalle inondazioni nella notte tra giovedì e venerdì, sono morte in undici, tra gli 8 e i 13 anni, e il direttore, Dick Eastland, travolto dalla piena mentre cercava di salvare le ragazze. Fino a ieri, a tre giorni dalla tragedia che ha devastato tre contee in Texas, risultavano disperse ancora 11 bambine, i cui nomi e i volti sorridenti, come appaiono nelle foto appese sulle pareti della chiesa di Kerrville, sono quelli di Eloise, Kellyanne, Molly, Lainey, Greta, Virginia. I dispersi sarebbero 30, cita il New York Times.

Quattrocento soccorritori arrivati da venti agenzie federali e statali continuano le ricerche, ma in condizioni complicate. Dieci centimetri d’acqua caduti a mezzogiorno. Altri dieci due ore dopo. Poi la grandine. Il fango è ovunque. Case intere, sradicate dalla piena, scorrevano intatte e lente lungo il fiume. Lo sceriffo della contea di Kerr, Larry Leitha, dice che non si fermerà «fino a quando non verrà ritrovata l’ultima persona», ma forse vorrebbe parlare di “corpi”. Quando gli hanno chiesto perché il campo non fosse stato evacuato prima, dopo che il livello del Guadalupe era salito di otto metri in poche ore, Leitha ha guardato i giornalisti ed è andato via, interrompendo la conferenza stampa. Qualcuno dice che non si poteva prevedere, ma non è così: le sirene non hanno suonato, le allerte sono arrivate in ritardo e non a tutti. Il Texas è grande, ma anche i suoi fantasmi. «Tutto era esattamente nel posto sbagliato», ha commentato Alan Gerard, esperto meteo di un’agenzia federale.

Tutto è cominciato con la tempesta tropicale Barry arrivata lunedì dal Golfo del Messico: la perturbazione ha continuato verso nord, incontrando un sistema di alta pressione nella zona centrale del Texas. Poiché l’alta pressione ha impedito al sistema di spostarsi, dicono i meteorologi, questa umidità è rimasta intrappolata, dando origine a una catena di temporali che hanno colpito a ripetizione l’area tra Austin e San Antonio, in una regione chiamata “flash flood alley”, cioè il “corridoio delle inondazioni improvvise”. Una catastrofe, ma non imprevista. Grok, il sistema di intelligenza artificiale di X, ha attribuito ai tagli del Doge, il dipartimento di efficienza governativa guidato fino a maggio da Elon Musk, la responsabilità nella tragedia: il National Weather Service ha visto il budget tagliato del 27 per cento e molti team dell’allerta meteo smantellati. La deputata trumpiana Marjorie Taylor Greene ha annunciato la presentazione di un disegno di legge per rendere un reato «modificare il meteo volutamente con elementi chimici». Se è una follia, non è l’unica, ma la punta dell’iceberg di un movimento complottista di destra, convinto da anni che a scatenare le tempeste siano i democratici. Nessuno, nella base Maga, parla di tagli alla sicurezza o cambiamento climatico. La colpa è degli stregoni democratici.

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